Archeoclub Manduria

Archeoclub Manduria Archeoclub Manduria, attiva dal 1988 per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, archeolo

L'Archeoclub d'Italia ONLUS è un' associazione di volontariato che dal 1971 si occupa di salvaguardare il patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale in Italia. La sede di Manduria è nata nel 1988 per difendere dal degrado e dalle continue violazioni il nostro territorio, che è la nostra ricchezza, continuità di vita e di pensiero, e per impedire la depredazione delle aree archeologic

he e i danni che interventi sconsiderati provocano irrimediabilmente ai nostri beni culturali. Il nostro obiettivo più ambizioso è quello di svolgere un servizio utile alla comunità valorizzando e rendendo fruibile quanto il territorio possiede. Se pensi di condividere gli obiettivi ed i valori della nostra associazione, contattaci e vieni a collaborare con noi.

NOTE A MARGINE — “L’affare Donnolo” di Pietro Matino – Gruppo Lettura Archeoclub Un romanzo indubbiamente originale ha i...
22/07/2026

NOTE A MARGINE — “L’affare Donnolo” di Pietro Matino – Gruppo Lettura Archeoclub

Un romanzo indubbiamente originale ha impegnato il Gruppo di Lettura Archeoclub nel suo nuovo incontro: “L’affare Donnolo” di Pietro Matino, Giovane Holden Edizioni, Viareggio 2019.

L’originalità dell’opera si intravede già nella definizione del genere: un thriller che intreccia storia, archeologia e misticismo ebraico, con un occhio di riguardo ai luoghi che abitano l’animo dell’Autore, l’Umbria, dove la narrazione ha inizio e si sviluppa, e la Puglia, dove ogni cosa si compone e ritrova un senso.

La storia ha inizio con l’omicidio del professor Antonio Nardi, docente universitario pugnalato e derubato della sua borsa all’uscita dalla Biblioteca Augusta di Perugia una sera che minacciava temporale. In contatto da tempo con il professore ucciso sono Samuele e Marta, due archeologi di Oria trasferiti a Perugia per seguire un progetto di ricerca da parte di un’equipe di giovani ricercatori dell’Università, guidata proprio dal professor Nardi.

Si tratta di un lavoro riguardante gli studi compiuti da un personaggio di Oria realmente vissuto fra il IX e il X secolo: Shabbatai Ben Abraham Donnolo.

È la Storia che entra nel romanzo.

Shabbatai Donnolo è una figura poliedrica e complessa: ebreo, studioso della Qabbala, medico, farmacologo, filosofo, astronomo, egli fu considerato dai suoi contemporanei un uomo di una conoscenza straordinaria, fino a essere ritenuto depositario del segreto dell’immortalità, perché si riteneva avesse decifrato il linguaggio di Dio. Per questo motivo, nel corso dei secoli, in tanti hanno cercato di appropriarsi dei suoi scritti.

Proprio a Oria, città in cui Donnolo soggiornò a lungo, Samuele e Marta, discendenti da antiche famiglie ebree residenti a Oria, sono entrati in possesso di un frammento di una ‘stele di famiglia’. Vittime di strani incidenti, che i due archeologi ritengono legati proprio al possesso della stele, essi sperano di decifrarne alcuni segni che la contraddistinguono, grazie al supporto scientifico del professore Nardi, anch’egli di origine ebraica.

La narrazione procede alternando le intuizioni e le ipotesi degli studiosi, alle complesse indagini dell’ispettore Rosati, fino alla scoperta dell’esistenza di due discendenti di Donnolo, Eliseo e Gioele, scampati alla morte, ma condannati, dall’uso sacrilego del divino da parte di alcuni rabbini, a vivere il primo da ‘golem’ , il secondo da ‘gigante’ .

Il cerchio si chiuderà a Manduria, in località ‘Castelli’.

La particolarità di questo romanzo rispetto al gruppo che lo ha letto è che ogni componente ha riportato nella discussione un aspetto diverso ritenuto durante la lettura: l’uso di una scrittura immediata, semplice, ma all’occorrenza sostenuta; la ‘serenità’ della narrazione, nella quale l’elemento di ‘suspance’ viene introdotto a piccole dosi, sciogliendosi serenamente poco dopo, per cui il lettore alterna piacevolmente parti più intense a parti più discorsive; l’assoluta aderenza al vero dei luoghi narrati, frutto di enorme studio e conoscenza; la felice combinazione fra macro e microstoria, che ha portato a conoscenza del lettore uno spaccato di un’epoca lontana e culturalmente complessa (l’accademia ebraica oritana, di cui Donnolo fu uno dei massimi esponenti); l’intrigante e complessa trama, assolutamente ben congegnata; l’accattivante copertina raffigurante un suggestivo scorcio della nostra città.

NOTE A MARGINE — Susan Vreeland, “La passione di Artemisia”, Beat 2019 — Gruppo di Lettura Archeoclub L’oltraggio subito...
15/07/2026

NOTE A MARGINE — Susan Vreeland, “La passione di Artemisia”, Beat 2019 — Gruppo di Lettura Archeoclub

L’oltraggio subito da Artemisia Gentileschi è noto a tutti, ma ciò che si conosce meno è la sua forte personalità, che Susan Vreeland enfatizza nel suo romanzo “La passione di Artemisia”.
Il libro inizia con il famoso processo contro Agostino Tassi, autore dello stupro nei confronti della giovane artista.

Eppure, le torture e le umiliazioni non le subisce il carnefice, bensì la vittima. Il punto di forza del testo è proprio la capacità dell’Autrice di ricreare l’atmosfera dell’Italia del Seicento, ma anche di sottolineare il carattere indomito di Artemisia che, pur costretta a un matrimonio riparatore con un mediocre pittore fiorentino, non vuole essergli sottomessa, ma, anzi, vuole essere padrona del proprio destino e vivere grazie alle sua capacità e al suo grande talento. Il desiderio di libertà e indipendenza la rende un personaggio moderno.

La narrazione è ricca di dettagli artistici che rendono il mondo della pittura accessibile al lettore e, in particolare, mettono in evidenza tutta la rabbia e il tormento che l’artista trasferisce nelle eroine dei suoi dipinti. Lo stile appassionante sottolinea la dimensione femminista del personaggio, dando vita e voce a una delle grandi artiste della storia.

Interessante visita allo scavo del “Limitone dei Greci” (situato in agro di Sava), guidata dal Prof. Giovanni Stranieri ...
11/07/2026

Interessante visita allo scavo del “Limitone dei Greci” (situato in agro di Sava), guidata dal Prof. Giovanni Stranieri (Université de Bourgogne – laboratorio ArTeHis).
Un viaggio nella Storia e nel paesaggio ha inaugurato il progetto didattico-culturale “Un popolo di formiche”, promosso da Archeoclub Manduria all’interno di Smart-In “La forma dell’acqua”.

Un manufatto in pietra a secco, monumentale nelle dimensioni, ma privo di particolari pregi architettonici o artistici, ...
09/07/2026

Un manufatto in pietra a secco, monumentale nelle dimensioni, ma privo di particolari pregi architettonici o artistici, può rappresentare uno scrigno di informazioni, al punto da coinvolgere un’équipe di archeologi in più campagne di scavi, al fine di svelarne i segreti? Si, se stiamo parlando del cosiddetto “Limitone dei Greci”, un muro che si snoda per due chilometri e mezzo nelle campagne tra Sava e Lizzano, raggiungendo in alcuni punti oltre tre metri di altezza. Con la sua massiccia presenza, nel silenzio di uliveti secolari, ahimè ormai anch’ essi in rovina, da sempre affascina studiosi ed appassionati, e li induce ad interrogarsi sul perché sia stato costruito e, soprattutto, da chi. Si tratta forse di fortificazione, eretta a scopo di difesa ai tempi delle guerre greco-gotiche, quando le nostre terre erano oggetto di contesa tra l’Impero Bizantino e il Ducato longobardo di Benevento? O piuttosto di un confine di carattere amministrativo, atto a delimitare e proteggere le proprietà di potentati economici, laici od ecclesiastici, in età medievale? A queste domande, che sinora hanno prodotto queste ed altre affascinanti ipotesi, si sforza di dare risposte certe l’indagine archeologica, attraverso campagne sistematiche di scavi, condotti da ricercatori e studenti di tre atenei francesi, sotto la direzione del prof. Giovanni Stranieri, docente di Archeologia Medievale presso l’Università di Saint-Etienne. La datazione dei reperti, materiali e biologici, recuperati, condotta in collaborazione con l’UniSalento, oltre allo studio dei particolari costruttivi, consentirà di porre un primo punto fermo nella ricostruzione storica dell’origine e successiva esistenza del “Limitone”.
Le foto allegate raccontano la visita compiuta il 6 luglio u.s. sul luogo dello scavo da soci Archeoclub, studiosi e appassionati di archeologia. La visita si colloca tra le attività di divulgazione previste a margine del Progetto “La forma dell’acqua”, in fase di avvio presso il Parco Archeologico di Manduria. Ringraziamo il prof. Stranieri per le straordinarie gentilezza e disponibilità.

Note a margine — Dacia Maraini, “Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza”, Rizzoli 2014 Il libro si apre con una f*...
08/07/2026

Note a margine — Dacia Maraini, “Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza”, Rizzoli 2014

Il libro si apre con una f***a corrispondenza telematica tra Dacia Maraini e Chiara Mandalà, una ragazza siciliana di diciannove anni, tormentata da ansie esistenziali e da un difficile rapporto con il cibo.
La giovane chiede alla scrittrice di dedicare un libro a Chiara d’Assisi, affinché possa comprendere meglio il significato del nome che porta.

Dacia Maraini, incuriosita e al tempo stesso dubbiosa dalla richiesta ricevuta, racconta con stile elegante e con una prosa intensa e coinvolgente la tormentata esistenza di Chiara d’Assisi, vissuta nel Medioevo.

Chiara non fu soltanto una santa, ma anche una giovane donna coraggiosa e rivoluzionaria. Ricca e nobile, abbandonò ogni privilegio dopo aver ascoltato il messaggio di Francesco.

La sua fu una rinuncia volontaria al possesso materiale: una povertà radicale vissuta come forma di indipendenza e di liberazione interiore, in una società dominata dagli uomini.

Ciò che rende la narrazione particolarmente avvincente è la descrizione della vita della santa: i miracoli compiuti, i sacrifici affrontati, i gesti quotidiani, i sogni e le speranze che accompagnarono il suo cammino spirituale.

La nuova regola monastica da lei voluta fu approvata dal pontefice Innocenzo IV appena due giorni prima della sua morte, quasi a suggellare il valore di una vita interamente dedicata alla fede, alla libertà e alla dignità femminile.

Hai interesse per l’archeologia? Ti piacerebbe visitare uno scavo archeologico? Hai questa opportunità il prossimo luned...
01/07/2026

Hai interesse per l’archeologia? Ti piacerebbe visitare uno scavo archeologico? Hai questa opportunità il prossimo lunedì 6 luglio. Prende il via, infatti, il progetto di Archeoclub Manduria “Un popolo di formiche”, inserito in quello più ampio Smart-in“La forma dell’acqua”. Avrai la possibilità di fare un’interessantissima visita guidata allo scavo archeologico in corso al “Limitone dei Greci” a Sava, importante testimonianza archeologica del nostro territorio, aperto solo per pochi giorni. Guida del tutto eccezionale sarà il responsabile dello scavo dott. Giovanni Stranieri, il gruppo di visitatori sarà accompagnato dal dott. Valentino Desantis.
Chi desidera partecipare contatti la nostra associazione all'indirizzo [email protected].
Il raduno è previsto per le ore 8:00 presso il piazzale della stazione di Manduria, dove ci si organizzerà con le auto. Si raccomanda adeguata protezione per il caldo e scarpe comode, poiché si dovrà camminare su stradine interpoderali.

Si è tenuta ieri sera, presso l’IISS “L. Einaudi” di Manduria, la cerimonia di assegnazione della borsa di studio dell’i...
27/06/2026

Si è tenuta ieri sera, presso l’IISS “L. Einaudi” di Manduria, la cerimonia di assegnazione della borsa di studio dell’importo di 2.500,00 euro, istituita dai fratelli Sorge per onorare la memoria della propria madre Franca Za Sorge, docente, donna di legge e convinta sostenitrice del dialogo e delle pari opportunità.
Archeoclub, investita del compito di diffondere il bando nelle scuole e di selezionare, fra le candidate, una studentessa meritevole (affiancata in questo dalla stessa famiglia Sorge), augura alla vincitrice di quest’anno, Valeria S., maturata con il massimo dei voti, un proficuo proseguimento degli studi in vista di un futuro brillante e ricco di soddisfazioni. Alla cerimonia erano presenti il Preside e alcuni docenti che hanno seguito Valeria nel suo percorso di studi.

Si è tenuta ieri sera, con la partecipazione di un pubblico attento e particolarmente interessato, la presentazione dell...
26/06/2026

Si è tenuta ieri sera, con la partecipazione di un pubblico attento e particolarmente interessato, la presentazione della nuova edizione del volume “L’utile canna” di Rosario Jurlaro, «uno degli intellettuali più distinti del ‘900 pugliese». Così il prof. Luigi Marseglia, relatore della serata, ha definito Rosario Jurlaro, sottolineando come il volume presenti «una scrittura documentaria per immagini», non una semplice descrizione degli oggetti della quotidianità contadina, in un propagarsi di significati che vanno oltre la semplice evocazione di una civiltà al trapasso, quella dei contadini del sud. La scrittura di Jurlaro non è limitata a un contesto geografico specifico, ma è inserita in un orizzonte più ampio, quello della cultura italiana della metà degli anni ’70 del Novecento. Essa diviene espressione di un’urgenza da parte dell’Autore, quella della conoscenza dettagliata della civiltà contadina, con un costante rinvio a momenti di vita collettiva, ad un mondo complessivo, a un mondo altro.

In questa scrittura che procede «per concetti e immagini», queste ultime costituiscono un significativo itinerario narrativo che è alla base della mostra fotografica allestita nel suggestivo chiostro di San Francesco.
La mostra, molto apprezzata dai presenti ieri sera, è visitabile anche nella giornata di oggi, con il seguente orario: 10-12 / 19-21.

Indirizzo

Manduria
74024

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