07/05/2026
Bari non può e non deve tornare ad avere paura.
Il presidio antimafia in Piazza Ferrarese racconta una città che reagisce e che sceglie di non piegarsi dinanzi al ritorno della violenza nei quartieri.
Dietro agguati e sparatorie non vi sono soltanto regolamenti di conti, ma il riemergere di equilibri criminali consolidati, legati al controllo del territorio e, soprattutto, al coinvolgimento sempre più precoce di giovanissimi. È questo l’aspetto più allarmante: adolescenti trascinati in una spirale in cui la paura sostituisce il rispetto e la violenza diventa linguaggio quotidiano.
Il pensiero non può che rivolgersi a Michele Fazio, vittima innocente a soli 15 anni. La sua vicenda non deve restare una semplice memoria, ma rappresentare un monito permanente: quando la criminalità rialza la testa, a pagare il prezzo più alto sono sempre gli innocenti, le famiglie e il futuro della comunità.
La criminalità organizzata prospera dove vi sono assenza istituzionale, carenza di opportunità e fragilità sociali. Per questo non sono sufficienti le sole azioni repressive ma è necessario rafforzare la presenza dello Stato attraverso istruzione, lavoro, cultura e presìdi sociali, offrendo ai giovani alternative concrete e credibili.
A ciò si aggiunge un effetto più subdolo ma altrettanto grave: l’impoverimento dei territori generato dall’insicurezza. Quando un’area viene percepita come pericolosa, si innescano dinamiche di allontanamento: diminuiscono le presenze, si riduce l’attrattività turistica, le attività economiche entrano in difficoltà e gli investimenti si arrestano. Interi quartieri rischiano così di essere progressivamente marginalizzati.
Si crea, in questo modo, un circolo vizioso in cui alla riduzione delle opportunità corrisponde un aumento della marginalità, che a sua volta favorisce l’espansione delle logiche criminali.
Per tali ragioni, la risposta deve essere ferma e collettiva. La partecipazione, la presenza e il coraggio civile rappresentano già un argine fondamentale contro ogni forma di intimidazione.