23/06/2026
Le pagine originali del Diario della 170^ Squadriglia (pagine 181-183 che ho avuto modo di sfogliare di persona e che si trovano a Palazzo Aeronautica-Roma. Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi dell'Aeronautica per la disponibilità, il loro ottimo lavoro e per alcuni volumi che hanno gentilmente donato alla Sezione ANCR di Manciano affinchè venissero resi diponibili a tutti). L'ultima missione dell' S.T.V. (Sottotenente di Vascello) Leonardo Madoni.
Autore dell'attacco, come si legge nei documenti, un Bristol-Blenheim. Aereo che indugiò poi nell' area mitragliando i naufraghi superstiti in mare.
Se mettiamo a confronto l'aereo inglese con il nostro idrovolante, il CANT Z.506 Airone, vediamo subito differenze sostanziali.
Il Blenheim era nettamente favorito sulla carta quanto a velocità, essendo concepito anche per ruoli da caccia da intercezione pesante; mentre l'idrovolante Z.506, più grande e lento, era concepito per la ricognizione marittima, il soccorso, pur potendo svolgere ruoli come bombardiere leggero.
L'apparecchio inglese era in metallo, mentre quello italiano in legno; anche in potenza, i motori Alfa Romeo 126 RC.34 (750 CV ciascuno) dovevano vedersela con 2 × Bristol Mercury XV (920 CV ciascuno)
Questi permettevano di sviluppare rispettivamente una velocità massima di 350 km/h e di 428 km/h.
Armamento difensivo dell'Airone erano 1 mitragliatrice Breda-SAFAT da 12,7 mm e 3 mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7 mm, disposte in torrette dorsali, ventrali e postazioni laterali.
Il Blenheim aveva 3 mitragliatrici da 7,7 mm (in posizione ventrale/laterale) 2 mitragliatrici da 7,7 mm. (torretta dorsale e fissa anteriore).
Sottovalutare il proprio avversario non porta mai (in ogni tempo e situazione) a qualcosa di buono, ed è sbagliato considerare un aereo destinato prevalentemente al soccorso e alla ricognizione una facile preda.
È quanto probabilmente successe a due Blenheim
Il 7 gennaio 1943, scacchiere Mediterraneo occidentale.
Un idrovolante CANT Z.506 Airone (188ª Squadriglia) affrontò ben due caccia Bristol-Blenheim.
Nonostante lo svantaggio numerico e tecnico (per quanto sopra) l'equipaggio italiano ottenne una splendida vittoria.
I due Blenheim intercettarono l'Airone. Il pilota italiano, maresciallo Ambrogio Serri, effettuò diverse manovre di evasione, per dare il giusto angolo di tiro ai serventi delle mitragliatrici.
L'armiere Pietro Bonannini, alla micidiale dorsale Breda-SAFAT da 12,7 mm, colpì il primo Blenheim con sole cinque raffiche, costringendolo ad ammarare.
Il secondo Blenheim lanciatosi all'attacco inquadrò l'Airone e ferì Bonannini. Nonostante le ferite, l'armiere italiano rispose al fuoco con altre due raffiche ravvicinate, colpendo i motori del velivolo nemico, che p***e quota e precipitò in mare. Nonostante anche l'Airone avesse subito gravi danni strutturali e il personale a bordo risultasse ferito, il CANT Z.506 riuscì a rientrare alla base di Cagliari. Per questa azione Pietro Bonannini ricevette la Medaglia d'Argento al Valor Militare.