ANCR Manciano

ANCR Manciano L'organizzazione no profit ed apartitica
si occupa di custodire la memoria storica degli ex combattenti e reduci.

Ha compiuto 39 anni (21 giugno 1987) il cippo ai Caduti di tutte le guerre, voluto dall' A.N.C.R., Sezione di Manciano. ...
23/06/2026

Ha compiuto 39 anni (21 giugno 1987) il cippo ai Caduti di tutte le guerre, voluto dall' A.N.C.R., Sezione di Manciano. La locandina originale, conservata nella locale sede associativa, testimonia la risonanza raggiunta dall'evento. Una foto immortala il Presidente della Sezione, Mario Babbanini (al centro), appena un anno dopo l'inaugurazione.

Le pagine originali del Diario della 170^ Squadriglia (pagine 181-183 che ho avuto modo di sfogliare di persona e che si...
23/06/2026

Le pagine originali del Diario della 170^ Squadriglia (pagine 181-183 che ho avuto modo di sfogliare di persona e che si trovano a Palazzo Aeronautica-Roma. Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi dell'Aeronautica per la disponibilità, il loro ottimo lavoro e per alcuni volumi che hanno gentilmente donato alla Sezione ANCR di Manciano affinchè venissero resi diponibili a tutti). L'ultima missione dell' S.T.V. (Sottotenente di Vascello) Leonardo Madoni.

Autore dell'attacco, come si legge nei documenti, un Bristol-Blenheim. Aereo che indugiò poi nell' area mitragliando i naufraghi superstiti in mare.
Se mettiamo a confronto l'aereo inglese con il nostro idrovolante, il CANT Z.506 Airone, vediamo subito differenze sostanziali.

Il Blenheim era nettamente favorito sulla carta quanto a velocità, essendo concepito anche per ruoli da caccia da intercezione pesante; mentre l'idrovolante Z.506, più grande e lento, era concepito per la ricognizione marittima, il soccorso, pur potendo svolgere ruoli come bombardiere leggero.
L'apparecchio inglese era in metallo, mentre quello italiano in legno; anche in potenza, i motori Alfa Romeo 126 RC.34 (750 CV ciascuno) dovevano vedersela con 2 × Bristol Mercury XV (920 CV ciascuno)
Questi permettevano di sviluppare rispettivamente una velocità massima di 350 km/h e di 428 km/h.

Armamento difensivo dell'Airone erano 1 mitragliatrice Breda-SAFAT da 12,7 mm e 3 mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7 mm, disposte in torrette dorsali, ventrali e postazioni laterali.
Il Blenheim aveva 3 mitragliatrici da 7,7 mm (in posizione ventrale/laterale) 2 mitragliatrici da 7,7 mm. (torretta dorsale e fissa anteriore).

Sottovalutare il proprio avversario non porta mai (in ogni tempo e situazione) a qualcosa di buono, ed è sbagliato considerare un aereo destinato prevalentemente al soccorso e alla ricognizione una facile preda.

È quanto probabilmente successe a due Blenheim
Il 7 gennaio 1943, scacchiere Mediterraneo occidentale.
Un idrovolante CANT Z.506 Airone (188ª Squadriglia) affrontò ben due caccia Bristol-Blenheim.
Nonostante lo svantaggio numerico e tecnico (per quanto sopra) l'equipaggio italiano ottenne una splendida vittoria.
I due Blenheim intercettarono l'Airone. Il pilota italiano, maresciallo Ambrogio Serri, effettuò diverse manovre di evasione, per dare il giusto angolo di tiro ai serventi delle mitragliatrici.
L'armiere Pietro Bonannini, alla micidiale dorsale Breda-SAFAT da 12,7 mm, colpì il primo Blenheim con sole cinque raffiche, costringendolo ad ammarare.
Il secondo Blenheim lanciatosi all'attacco inquadrò l'Airone e ferì Bonannini. Nonostante le ferite, l'armiere italiano rispose al fuoco con altre due raffiche ravvicinate, colpendo i motori del velivolo nemico, che p***e quota e precipitò in mare. Nonostante anche l'Airone avesse subito gravi danni strutturali e il personale a bordo risultasse ferito, il CANT Z.506 riuscì a rientrare alla base di Cagliari. Per questa azione Pietro Bonannini ricevette la Medaglia d'Argento al Valor Militare.

19/06/2026

L’unità attraccherà al molo Garibaldi da mercoledì a domenica 28 in occasione della ’Sailing Week’. Previsti eventi pubblici, ecco il programma

Com' era l'attuale Piazza della Chiesa che ospitava il lampione fatto restaurare dalla Sezione A.N.C.R. di Manciano graz...
18/06/2026

Com' era l'attuale Piazza della Chiesa che ospitava il lampione fatto restaurare dalla Sezione A.N.C.R. di Manciano grazie all'ottimo lavoro di Lucio Stefani, artigiano di Montemerano, ed offerto in donazione al Comune di Manciano affinchè torni presto a caratterizzare e valorizzare il centro storico. Il lampione è visibile nell'acquerello all'angolo della Canonica.

Anche questa è custodia della memoria e rispetto per il paese.

Se avete da proporre iniziative analoghe fatelo sapere nei commenti. Potremmo farlo insieme.

Anche quest'anno, l'Associazione Nazionale Combattenti ha sfilato per il 2 Giugno, festa della Repubblica. Si allegano l...
14/06/2026

Anche quest'anno, l'Associazione Nazionale Combattenti ha sfilato per il 2 Giugno, festa della Repubblica. Si allegano la prima pagina del mensile dell'Associazione appena uscito, ed alcuni momenti che immortalano il Labaro di A.N.C.R. sullo sfondo.
Novità rispetto alle edizioni precedenti, la partecipazione dei Cappellani Militari in quanto storicamente inseriti nell'Ordinariato Militare Italiano (con gradi equiparati a quelli degli Ufficiali).
Probabilmente, non saranno sfuggite ai più alcune polemiche riguardo alla loro partecipazione.

Proprio in virtù di queste, mi sento di pubblicare qualche foto di quello che sarebbe passato alla storia con il nome di Giovanni XXIII, facendo un esempio fra i tanti (Ricordo appena che i cappellani militari hanno guadagnato ben 15 medaglie d'oro al valor militare nella storia d'Italia e don Giovanni Mazzoni ben 2, una nella Prima e una nella Seconda Guerra) a chi considera questa loro partecipazione una "stranezza fuori luogo".

"Durante la Prima guerra mondiale [il futuro Papa], fu richiamato in servizio nel 1915, come Sergente di sanità militare: dapprima fu impiegato presso l'Ospedale militare principale di Milano; successivamente, venne trasferito presso gli Ospedali militari sussidiari di Bergamo. Nel marzo 1916, venne nominato cappellano militare dell'Ospedale militare di riserva in Bergamo. Durante il periodo del conflitto, trovò il tempo anche di dedicarsi al sociale con opere a favore dei più bisognosi: decise di fondare, con i suoi risparmi, la “Casa dello Studente” a Bergamo, per aiutare i giovani provenienti da povere famiglie; questa istituzione risulta essere la prima del genere in Italia.
Concluse il servizio militare nel dicembre 1918 col grado di Tenente Cappellano.

Una volta diventato Papa affermò, durante un’udienza ai Cappellani Militari, che quel servizio “ci fece raccogliere nel gemito dei feriti e dei malati l’universale aspirazione alla pace, sommo bene dell’umanità. Mai come allora sentimmo quale sia il desiderio di pace dell’uomo”."

Fonte: www.difesa.it

Molti Mancianesi, di cui capiterà di riportare qui le importanti testimonianze fotografiche e non solo, hanno combattuto...
12/06/2026

Molti Mancianesi, di cui capiterà di riportare qui le importanti testimonianze fotografiche e non solo, hanno combattuto la guerra d'Etiopia. Di quel periodo della storia, nel nostro paesello rimane una testimonianza ulteriore, costituita da una grossa lapide conservatasi intatta nei locali del Municipio. Non è dato sapere dove fosse collocata, perchè alla fine della guerra vennero rimosse per la maggior parte e private dei fasci (quella che abbiamo è intatta), ma la sua storia è la seguente. Recita:

«18 NOVEMBRE 1935 - XIV
A RICORDO DELL'ASSEDIO
PERCHÉ RESTI DOCUMENTATA NEI SECOLI
L'ENORME INGIUSTIZIA
CONSUMATA CONTRO L'ITALIA ALLA QUALE
TANTO DEVE LA CIVILTÀ DI TUTTI I CONTINENTI»

La guerra d'Etiopia (o Abissinia, come era anche chiamata) da parte dell'Italia, iniziò il 3 ottobre 1935 e terminò ufficialmente il 5 maggio 1936. Diverse sono anche vecchie testimonianze anagrafiche e persino linguistiche che sono presenti nel gergo mancianese che la ricordano (ma a questo potremmo dedicare un altro post se reputato di interesse).
Per tutta risposta la Società delle Nazioni condannò l'atto dell'Italia (in quanto l'Etiopia ne era membro) e a partire dal 18 novembre 1935 impose al nostro Paese una serie di sanzioni economiche.

Tali provvedimenti, furono sostanzialmente blandi e inefficaci.
Non vennero bloccati infatti beni di importanza primaria come carbone, acciaio e petrolio, inoltre, paesi importanti quali gli Stati Uniti e la Germania che non facevano parte della Società delle Nazioni continuarono a commerciare con l'Italia.
Il governo italiano piuttosto trasformò la situazione creatasi con le "inique sanzioni" in uno strumento di propaganda e rafforzamento dell'opinione pubblica interna, definendo la misura come un "assedio economico" concertato dalle "potenze plutocratiche".

Lapidi come questa furono pertanto commissionate dopo una seduta del Gran Consiglio del fascismo e poste sui municipi o comunque nei luoghi pubblici più frequentati.

A febbraio del '35 tutti i comuni avevano ricevuto disposizioni dalle rispettive prefetture (quelle destinate a Manciano dovettero essere identiche all'allegato riportato qui per Cinisello).
Il Duce, come si legge, scelse il materiale ovvero marmo bianco di Carrara della "Società Generale Marmi e Pietre d’Italia" di Viareggio. Dettagli specifici si davano sul formato della targa, che andavano in base all'importanza del comune. C'era quella da 2 metri x 1, con uno spessore di 20 centimetri ( al costo di 1650 lire), alla più sobria 1,6 metri x 80 cm con spessore 12,5 cm (per 850 lire).

Chi sapesse qualcosa in più su questo specifico reperto che abbiamo a Manciano, dove fosse collocato o se avesse delle fotografie può condividerlo.
La Sezione può mettere a disposizione per chi volesse approfondire la storia della guerra d'Etiopia diversi testi e carte geografiche d'epoca previo appuntamento.

Il 117th Cavalry Reconnaissance Squadron (comandato dal Tenente Colonnello Charles J. Hodge), era un'unità di cavalleria...
09/06/2026

Il 117th Cavalry Reconnaissance Squadron (comandato dal Tenente Colonnello Charles J. Hodge), era un'unità di cavalleria meccanizzata formata da truppe d'assalto. Avevano in dotazione principalmente mezzi veloci e leggeri come autoblindo M8 Greyhound e carri armati M5 Stuart.
L'ingresso del 117th Cavalry Reconnaissance "Troop B" dell'esercito degli Stati Uniti, al comando del Capitano John L. Wood Sr. a Manciano avvenne il 13 giugno del 1944.
Dal paese già l'11 si vedevano verso la costa i bagliori e gli echi degli scontri.
Anche i partigiani erano vicini.
Operando sul fianco destro della direttrice d'attacco principale lungo la costa tirrenica, questa unità di "cavalleria" ricevette il compito di perlustrare l'area collinare della Maremma Toscana (vedere la mappa con il movimento del reparto)
Elementi dello squadrone entrarono a Manciano senza incontrare alcuna opposizione diretta da parte delle forze nemiche, che avevano già ripiegato più a nord per evitare l'aggiramento. (Pag.50 "Fifth Army history" Liutenent General Mark W. Clark)
Nonostante la mancanza di combattimenti all'interno dell'abitato, l'avanzata successiva fu rallentata a causa della distruzione dei ponti sul vicino fiume Albegna, fatti saltare in aria dai tedeschi in ritirata.

Manciano in quei mesi era situata geograficamente sulla linea di ritirata della XIV Armata tedesca ( in foto il suo "Truppenkennzeichen", lo stemma tattico, ovvero quell'insegna geometrica che veniva dipinta sui veicoli o anche utilizzata sui documenti ufficiali ), la "spia della Maremma" era un centro strategico per i rifornimenti e la difesa.
Fra le unità tedesche presenti nell'area vi erano infatti elementi della 92ª Divisione di Fanteria e unità specializzate antipartigiane della Wehrmacht (Lehrstab für Bandenkämpfung, di cui alleghiamo un'immagine del distintivo in metallo che utilizzavano sull'uniforme) responsabili dei noti crimini di guerra nell'area.

Con questa azione, Manciano divenne il primo paese della Toscana ad essere liberato.

Compie 102 anni il monumento ai Caduti di Manciano, opera dello scultore Turillo Sindoni.Era l' 8 giugno 1924.Essendo or...
08/06/2026

Compie 102 anni il monumento ai Caduti di Manciano, opera dello scultore Turillo Sindoni.
Era l' 8 giugno 1924.

Essendo ormai quasi illeggibili sulle lapidi, si vuole omaggiare i Caduti mancianesi riportando l'elenco dei loro nomi:

ALBERTI AGOSTINO AUGUSTO

ANGELONI MICHELE

ARMINI GIOVACCHINO

BACCETTI AMEDEO

BAGLIONI CORRADO

BALESTRELLI ATTO

BALESTRELLI FRANCESCO

BALESTRELLI PRIAMO

BALOCCHI ORLANDO

BARDELLI FERDINANDO

BARDELLI NATIVO

BASSANELLI EZIO

BASSANELLI VALENTINO

BELLI DINO

BELLUMORI ORESTE-ADOLFO

BENASSI LIBERATO

BENVENUTI BENVENUTO

BIAGETTI PAOLINO

BIANCHI UMBERTO

BIANCHINI ZELANTE

BIRIBICCHI ONORATO

BISCHI ARSELIO

BISCHI GIOVACCHINO

BISCOTTINI GENNARO

BRINZAGLIA FORTUNATO

BRUGI MICHELE

BUTELLI ANDREA

BUTELLI RODOLFO

BUTTERI ARTEMISIO

CAMERINO MARIO

CANZONETTI ARNALDO

CAPPELLUCCI FERRUCCIO

CHIAVAI DANTE

COLI ALFREDO

COLI GIOVANNI

COLONNESI SENE

CONTI GUIDO

CONTI SABATINO

CONTORNI GIOVANNI

CORSI ROMOLO

CRESINI PRIMO

CRISTOFORO SANTARELLI

DETTI ARMANDO

DIONISI AGOSTINO

EGIDI EGIDIO

FALCIANI ALFIO

FARNETANI PAOLO

FATIGHENTI AGABITO

FORCELLI STEFANO

FRANCI EZIO

FUNGHI ORESTE

GABELLI ANTONIO

GABELLI EGISTO

GABRIELLI GUIDO

GARBATI ANTONIO

GIACOLINI FRANCESCO

GIACOLINI LIBERATO

GIANNESCHI ALFREDO

GIANNOTTI OLINDO

GIROLAMO MILANESI

GIUSEPPE SANTARELLI

GOBBINI ANTONIO

GRAMIGNI MARIO

GRAMIGNI NELLO

GRESSI FULVIO

GUERRINI SERGIO

INNOCENTI PASQUALE-GIACOMO

LOMBARDI COSTANTINO

LUCIANI MICHELANGELO

MACCHI PIETRO

MAMBRINI GIUSEPPE

MANDOLINI GIOVANNI

MANINI ANDREA

MANINI ANTONIO

MANINI ASTEMIO

MANINI LEANDRO

MANINI MELCHIADE

MANINI SERGIO

MANINI SILLA

MANINI VITTORIO

MARCONI ANDREA

MARIONI GIUSEPPE

MARIOTTI GINO

MARRAGHINI C***O

MASTINI SILVIO

MATERAZZI ATTILIO

MAZZOLI PIETRO

MENCHINI PIETRO

MENICHESCHI ARNALDO

MERLI ALFONSO

MILANESI PIETRO

MURA FORTUNATO

NARCISI ANTONIO

NELLO SANTARELLI

NICCOLAI LETO

NICCOLAI LIVIO

PIETRO SCALABRELLI

POLLINI ANTONIO-FRANCESCO

PRATOLINI ARGEO

RAPPUOLI EGISTO

RICCI ANTIMO

RIPACCIOLI PIETRO

ROMANI EUGENIO

ROSATI ARISTOTILE

ROSSI ANGELO

ROSSI RICCARDO

ROSSI ROBERTO

SANTARELLI GIROLAMO

SCALABRELLI ARCANGELO

SCALABRELLI GINO

SCALI MILZIADE

SCROCCHIA GIUSEPPE

SEGONI FRANCESCO

TRAVERSINI AMERIGO

VALENTI ANTONIO

VANNINI EMILIO

VERZICHELLI LEO

VERZIERI SATURNO

VITTORI DOMENICO

ZAMMARCHI ADOLFO

ZAMMARCHI ANTONIO

In foto:
- Un momento dell'inaugurazione.
Si può notare l' imponente palco allestito davanti al monumento e gli abeti piantati per ogni caduto.
- Primo piano di Turillo Sindoni.

Un piccolo omaggio all'ultimo grande Presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Manciano:Mario Babba...
04/06/2026

Un piccolo omaggio all'ultimo grande Presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Manciano:

Mario Babbanini.

Pubblichiamo una testimonianza del lontano 1982, quando ancora i bambini nascevano all'ospedale di Manciano.

È un manifesto che testimonia l'impegno dell'Associazione per la comunità. Dalle parole emergono netti i sentimenti e il cuore messo a difesa di una causa che vedeva allora i cittadini battersi per evitare la chiusura dell'ospedale "Aldi Mai".

In foto:
- Mario con l'uniforme da Sottufficiale del Regio Esercito (3 Rg.t Artiglieria Contraerea) e nell'altra (più nitida) ritratto nel periodo di prigionia in America.
- Il manifesto, superstite originale di quel triste periodo di storia paesana, che ci vide alla fine privati dell'ospedale. UN PERIODO "TRISTE "MA COMUNQUE UN PERIODO ANIMATO DA PERSONE CHE SENTIVANO E FACEVANO PROPRIE LE PROBLEMATICHE DELLA COMUNITÀ IN CUI VIVEVANO E CHE NON SI VOLTAVANO DALL'ALTRA PARTE.

Lectio moralis generale:

L'indifferenza di una parte trova sempre alla fine la consapevolezza dell'altra parte.

Bezzecca e Lissa - Parte 1^.Nato a Prato da una famiglia di musicisti, ma mancianese di adozione, fu Eber Chiti (in foto...
16/05/2026

Bezzecca e Lissa - Parte 1^.

Nato a Prato da una famiglia di musicisti, ma mancianese di adozione, fu Eber Chiti (in foto).

Insigne musicista, fondò nella zona diversi gruppi musicali, fra cui la Filarmonica "G. Verdi" di Manciano da lui fondata ed avente
sede in quella che oggi è nota come ex "Stanza della Musica" (Nell'ambiente una lapide lo ricorda ancora).

Nel 1866, allora poco più che diciassettenne, si unì come volontario ai circa 40.000 uomini di Giuseppe Garibaldi ovvero il "Corpo Volontari Italiani" operante in Trentino.
Partecipò alla campagna che culminò con la vittoria italiana di Bezzecca il 21 luglio di quell'anno (foto del quadro di Felice Zennaro che ritrae la battaglia. Si vede Garibaldi precedentemente ferito al Monte Suello, dirigere l'azione da una carrozza).

Era la Terza Guerra di Indipendenza, quella splendida vittoria, a cui contribuì anche il nostro giovane toscano, non arrivò a cogliere frutti più maturi perchè, il 9 agosto seguente, Garibaldi ricevette l'ordine dal generale Alfonso La Marmora di fermare la sua avanzata verso Trento.

Garibaldi rispose da qui con il famosissimo
telegramma (in foto) :
«Ho ricevuto il dispaccio n. 1073. Obbedisco. G. Garibaldi».

Seguirà il post di Lissa....

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