02/09/2026
Leggi la notizia e il cuore si ferma per un attimo.
Non li conosci personalmente, ma “li conosci” per empatia.
Ci sarebbero tante cose da dire, ma adesso non è il momento.
Il silenzio, ora, urla di più.
UNA FAMIGLIA, UN DOLORE IMMENSO E UNA DOMANDA CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATA🕯️🤍
È difficile trovare le parole davanti alla tragedia che ha colpito Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e la loro piccola Bianca, trovati senza vita nella loro casa di via dell’Antracite, a Pietralata.
Roma, la nostra città, un quartiere che frequentiamo ogni giorno.
Con loro è morto anche Teo, il cane di famiglia, parte della loro vita.
Bianca aveva appena cinque anni.
Era nata prematura e fin dalla nascita aveva dovuto affrontare una gravissima condizione di salute, con problemi alle ossa e alla vista.
Valentina aveva lasciato il lavoro per dedicarsi completamente a lei.
Luca e Valentina quella bambina la desideravano tantissimo. Bianca era stata attesa a lungo, era il loro sogno, il loro piccolo gioiello.
Poi la sua condizione di salute avrebbe cambiato completamente la vita della famiglia.
Nella loro casa sono state trovate numerose lettere e una frase che racchiude una disperazione difficile da comprendere: «Da soli non ce la facciamo».
Non sappiamo ancora esattamente cosa sia accaduto e saranno le indagini a stabilire dinamica e responsabilità.
Ma una cosa possiamo dirla: una famiglia che affronta una disabilità grave non può essere lasciata sola.
Quello che lo Stato riesce oggi a garantire a un minore per la sua disabilità è troppo poco rispetto alle necessità reali. E di fronte a una disabilità complessa, quanto può bastare quel poco?
Nessun genitore dovrebbe sentirsi davanti a un muro. Nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola.
Oggi possiamo solo stringerci alla famiglia di Luca, Valentina, della piccola Bianca e di Teo.
Bianca non deve essere ricordata soltanto per la sua malattia, ma per essere stata il gioiello di mamma e papà.
Che questa tragedia ci faccia riflettere: stiamo facendo davvero abbastanza per le famiglie che vivono ogni giorno una disabilità grave?
Noi crediamo di no.
E le cose devono cambiare.