23/04/2026
Con quali parole possiamo descrivervi? Indecenti? Vergognosi? O che altro?
No, non ci sono termini adatti a definire l’attuale governo della Regione Sardegna, che con ogni evidenza ha come scopo primario quello di farci ingoiare qualunque nefandezza. Così, con nonchalance, fingendo ogni tanto qualche contentino con un sorriso beffardo. Il sorrisino di chi sa che tanto comanda lui, e i sudditi devono stare zitti perché non hanno alcun diritto e tantomeno competenze.
Il Consiglio Regionale, il salvatore della patria sarda, ha deciso DOPO QUASI DUE ANNI di prendere in esame la proposta di legge popolare Pratobello ‘24, sostenuta da 211.000 sardi. Che sarebbero stati 500.00 se avessimo proseguito la raccolta. Ma per la Regione sono pulci, numeri preceduti dallo zero. Valgono solo quando si devono contare i voti.
Perciò come procede? Finge di audire i rappresentanti dei comitati, mentre nello stesso momento, nella stanza a fianco, l’assessore Cani predispone un piano aree di accelerazione che aumenta a dismisura le aree previste dal governo italiano attraverso il GSE. Così, giusto per farci sapere come si fanno le cose.
È stato questo il “confronto serio con i promotori” annunciato da Antonio Solinas, il presidente della prima commissione.
I fautori della legge Pratobello, coloro che hanno contribuito a prepararla, studiata in ogni cavillo, spiegata a decine e decine di migliaia di sardi, coloro che hanno raccolto le firme sotto il sole d’agosto, chiedono ovviamente di poter partecipare al tavolo dei lavori. Sarebbe il minimo.
E la commissione regionale cosa fa? Naturalmente risponde di no. Ci mancherebbe altro! Perché mai i difensori della Sardegna dovrebbero partecipare? A fare che cosa? A disturbare le manovre?
Oggi scopriamo che al tavolo di lavoro sono stati invitati tre giuristi, che già con le loro dichiarazioni hanno dimostrato quanto siano proni a Roma. A sentir loro, praticamente niente si può fare né si deve fare.
Sentiamoli: «Lo Stato può riservare a sé forme di controllo. Vento, sole e mare sono certamente sfruttabili e certamente di tutti: non è così strano pensare che possano essere oggetto di concessione pubblica».
Però il giurista in questione si dice «molto dispiaciuto», eh. L’importante è il dispiacere.
Ancora: «Non credo si possa rapidamente disciplinare la materia con le norme di attuazione dello Stato».
E l’altro: «Probabilmente la chiave è nella contrattazione con lo Stato».
Eh sì, la contrattazione. Come quella di cui è capace la Presidente Todde, che ha portato a casa il magnifico risultato di 6,2 Gigawatt MINIMI, una cifra sproporzionata rispetto a quella imposta a qualunque altra Regione. Giusto per dimostrare quanto i sardi siamo docili e obbedienti. 6,2 Gw imposti per obbligo (dice lei), che però qui rischiano di diventare 7 o 8 volte tanto, a colpi di sconfitte in Tribunali di qualsiasi tipo, senza ba***re ciglio.
«Mi sembra che la Pratobello non proponga una soluzione alternativa», continua un altro giurista. «La Regione non ha strumenti». Ma va? E come mai?
Nessun accenno alle direttive europee. I tre costituzionalisti avrebbero dovuto far rilevare che l’Europa impone anche precise tutele per il paesaggio, i beni culturali, la biodiversità. Auspica l’accettazione delle Fer da parte delle comunità. Indica aree prioritarie per raggiungere gli obiettivi. Niente di tutto questo, se lo sono dimenticati. L’Europa entra in ballo solo se si deve imporre qualcosa di indigesto, ma quando serve a proteggere dalla speculazione è meglio dimenticarsene.
Alla fine dei conti, la situazione è chiara. Nessuno, in Regione, ha intenzione di utilizzare davvero la Pratobello. Tenerla in un cassetto per due anni, così da dare modo agli speculatori di mezzo mondo di mangiarci vivi, è stata una mossa premeditata. Ora, tenendoci fuori da ogni tavolo di lavoro, il cerchio si chiude. Attorno al nostro collo.
I lobbisti che da sempre fanno pressione in Regione cantano vittoria. D’altronde non avevano dubbi. La prima dichiarazione della presidente Todde, appena confermata la nomina, fu: «Gli investitori possono stare tranquilli».
Chi ce l’ha mandata qui sapeva di potersi fidare di lei.
La Pratobello 24 rispetta il diritto europeo e i dettami della Costituzione molto più di qualsiasi provvedimento di legge dei governi italiano e sardo visti fin qui, ma non si piega alla finanza speculativa e al solito sistema di latrocinio italiano. Il Consiglio Regionale lo sa benissimo, e forse è proprio per questo che sta tentando in ogni modo di sotterrarla.
Egregi governanti, vi siete già coperti di ridicolo in molte occasioni. Ora, se veramente siete convinti di ciò che dite, abbiate il coraggio di confrontarvi realmente con noi, e non concedendoci i soliti 5 minuti di finta audizione.
Abbiate la faccia di discutere con chi questa materia la conosce a menadito, soprattutto dopo aver consultato costituzionalisti che la pensano ben diversamente da voi.
O DI COSA AVETE PAURA? DI ESSERE SBUGIARDATI? Coordinamento Gallura contro la speculazione eolica e fotovoltaica