Osservatorio di Genere

Osservatorio di Genere L’Osservatorio di Genere è un’associazione di promozione sociale per gli studi di genere, la promozio

L’Osservatorio di Genere è un’associazione di promozione sociale per gli studi di genere, la promozione delle pari opportunità e della cittadinanza attiva che nasce nel 2009 come un ramo interno all'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea "Mario Morbiducci" di Macerata e che nel 2011 inizia un percorso autonomo ma non solitario. L’associazione coltiva infatti il pensiero di rian

nodare un filo di relazioni tra donne e uomini, volto a nutrire e custodire un’idea di umanità che riconosca il valore della differenza di genere. Molteplici sono gli sguardi che l’associazione ha scelto di coltivare, dallo storico al politico, dal filosofico al sociale. In termini generali, l’Osservatorio si pone la finalità di produrre un impulso alla rivitalizzazione della storia e memoria delle donne, attraverso la raccolta di materiali e scritti che ricostruiscano il percorso sociale, civile e politico compiuto dalle donne nella realtà territoriale della provincia di Macerata. La raccolta dei documenti e dei materiali avviene attraverso una suddivisione in aree tematiche per consentire una più efficace diffusione delle informazioni da mettere in rete. Inoltre, l’Osservatorio organizza e promuove iniziative di rilievo scientifico (seminari, convegni, studi, laboratori) su tematiche che riguardano gli studi di genere in senso molto ampio. A ciò si aggiunga una periodica pubblicazione di scritti, a carattere prevalentemente storico politico, al fine di promuovere nel territorio regionale e provinciale una cultura di genere. Nel dare impulso ad interventi di ricerca, di formazione e consulenza, nonché di diffusione e reperibilità di materiale documentario sulle tematiche femminili nel mondo del lavoro, delle istituzioni e della politica, l’Osservatorio vuole essere un punto di riferimento per enti, associazioni, organizzazioni private, scuole, studiosi e ricercatori che a vario titolo sono interessati ed impegnati a valorizzare le differenze di genere ed a promuovere le pari opportunità. Per attuare i suoi obiettivi progettuali, l’Osservatorio si avvale di un’articolata rete di collaborazioni e di adesioni attraverso la sottoscrizione di protocolli d’intesa in cui venga esplicitata la volontà di sviluppare in modo coordinato le azioni previste ed attraverso l’elaborazione di progetti su base provinciale, regionale, nazionale e comunitaria con diversi soggetti sia pubblici che privati. La necessità di avviare un Osservatorio di Genere che tenga insieme tanto la dimensione storica, segnatamente archivistico-documentaristica, quanto quella di formazione-ricerca in una dimensione socio-politica appare quanto mai necessaria in un territorio, come quello maceratese, al momento privo di una struttura capace di raccordare prospettive interdisciplinari sulle tematiche di genere e di essere altresì impulso all’attivazione di nuove indagini e obiettivi sui percorsi delle donne nel lavoro e nella politica. L’associazionismo, come motore indispensabile della cittadinanza attiva, richiede un impegno diffuso e condiviso. L’Osservatorio di Genere è aperto ai pensieri e alle volontà di coloro che riconoscono l’urgenza di una partecipazione politica sentita ed autentica.

18/06/2026

Le voci della lotta per il diritto al voto delle donne: Anna Banti

Le donne non hanno mai avuto accesso alla magistratura?Perchè hanno dovuto lottare per ottenerlo?A queste ed altre doman...
17/06/2026

Le donne non hanno mai avuto accesso alla magistratura?
Perchè hanno dovuto lottare per ottenerlo?

A queste ed altre domande hanno risposto le alunne e gli alunni della classe 2A dell’IC “Egisto Paladini” di Treia (Mc), con la supervisione del professor Federico Teloni in collaborazione con le docenti Lucia Petrella e Lucia Caraceni.

Il progetto realizzato, intitolato "La legge è uguale per tutte e tutti. Dalle Costituenti alle giovani professioniste: il lungo cammino della parità" è stato presentato alla IX edizione del concorso regionale Le Marche sulle vie della parità, promosso dall’Osservatorio di Genere, nella Sezione D “Percorsi tra istituzioni e carriere”.

La classe ha ripercorso il lungo cammino che ha consentito alle donne di entrare in magistratura, dall'autorizzazione maritale del Codice Civile del 1865 alla legge del 1963; hanno inoltre ricostruito le biografie del passato e raccolto testimonianze attuali, che hanno permesso loro di comprendere che le disparità esistono ancora oggi e che è fondamentale continuare a formarsi e lottare.

Scopri di più sul nuovo articolo di VitaMine Vaganti "La legge è uguale per tutte e tutti"
-> https://vitaminevaganti.com/2026/06/13/la-legge-e-uguale-per-tutte-e-tutti/

C’è una frase incisa sul legno scuro degli scranni nei tribunali italiani: La legge è uguale per tutti. Le alunne e gli alunni della classe 2A dell’IC “Egisto Paladini”…

14/06/2026

Le voci della lotta per il diritto al voto delle donne: Maria Montessori

13/06/2026

Le voci della lotta per il diritto al voto delle donne: Emmeline Pankhurst

Domenica 14 giugno alle 18 ci ritroviamo a Tolentino per dire ancora una volta Mai più "Sta' zitta!"Per la terza edizion...
12/06/2026

Domenica 14 giugno alle 18 ci ritroviamo a Tolentino per dire ancora una volta Mai più "Sta' zitta!"

Per la terza edizione della marcia cittadina contro la violenza sulle donne, si parte dal Parco Isola d'Istria e si cammina insieme per le vie della città. U

Ti aspettiamo!
📍 Ritrovo al Parco Isola d'Istria
🕕 Ore 18:00
✋ Evento accessibile in LIS

Il 4 giugno 2026, il DDL Valditara è diventato legge.Ecco, in sintesi, cosa prevede e perchè lo riteniamo fuori dal temp...
10/06/2026

Il 4 giugno 2026, il DDL Valditara è diventato legge.
Ecco, in sintesi, cosa prevede e perchè lo riteniamo fuori dal tempo, dalla scienza, dalla realtà, oltre ad essere fortemente ideologico.

Cosa prevede:
Vieta qualsiasi attività relativa a sessualità e affettività nelle scuola dell’infanzia e primaria.
Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, impone il consenso informato scritto dei genitori, o degli studenti se maggiorenni, prima di avviare tali attività.

Perchè è fuori dal tempo:
Questa legge immagina che sessualità, relazioni e identità possano restare fuori dalla porta delle aule; nella realtà, ci sono già entrati da un pezzo: attraverso i social, il bullismo, il sessismo, le prime storie d'amore. Regola quindi un mondo che non esiste.
Infatti, i genitori non chiedono meno educazione, ma ringraziano la scuola per aver detto ad alta voce quello che a casa faticano a nominare.

Perchè è fuori dalla scienza:
La legge ignora decenni di ricerca e le raccomandazioni di OMS e UNESCO: l'educazione alle relazioni, al consenso e alla sessualità è uno strumento di prevenzione della violenza, promozione della salute e contrasto alle discriminazioni.
Solo 6 paesi in Europa non hanno l'educazione affettiva come materia obbligatoria: Lituania, Cipro, Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria (e ora anche l’Italia) (ve ne abbiamo parlato nell'ultimo articolo sul nostro blog "Lo Sapevi che...?".

Perchè è fuori dalla realtà e ideologico:
Questa legge non nasce dall'osservazione dei bisogni reali delle scuole.
Nasce dalla costruzione politica dell’allarme dell’”invasione gender” in classe.
Un allarme inventato, e regolamentato con un precedente inedito nella storia repubblicana: per la prima volta alcuni contenuti educativi possono essere vietati o subordinati a un'autorizzazione preventiva.
Il DDL stabilisce che i contenuti educativi si approvano, non si insegnano.

Questa legge si inserisce in un disegno più ampio che ridefinisce la scuola pubblica: da luogo di conoscenza e autonomia a spazio da sorvegliare, autorizzare, controllare.
Ma i bisogni di ragazze e ragazzi non scompariranno per decreto, continueranno ad abitare le classi, i corridoi, le chat.
E la scuola reale continuerà, nonostante tutto, a cercare le parole per incontrarli.

Allo stesso modo, L'Osservatorio di Genere continuerà a lavorare con le associazioni e in tutti i luoghi in cui si costruisce cultura, lavoreremo sui temi dell’affettività, della sessualità, del rispetto.
Siamo convinte che l’educazione alle relazioni, al rispetto, al consenso non sia un'ideologia, ma una necessità che non possiamo permetterci di mettere in pausa.

Il 2 giugno 1946 le donne ebbero diritto anche all'elettorato passivo. Tra le candidate, 21 donne entrarono a far parte ...
09/06/2026

Il 2 giugno 1946 le donne ebbero diritto anche all'elettorato passivo.
Tra le candidate, 21 donne entrarono a far parte dell’Assemblea Costituente (gli uomini erano 535).

Di queste, 5 entrarono nella “Commissione dei 75”, un "sotto-gruppo" di lavoro tecnico-politico nominato all’interno della Costituente per redigere la prima bozza della Costituzione.

In questo post vogliamo parlarvi di loro e delle principali istanze che portarono nelle discussioni: Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti, Angelina Merlin, Teresa Noce.

Le loro storie sono complesse e meritano di essere raccontate e ascoltate...seguici per altri contenuti come questo!

Ginevra Corinaldesi. Prima medica condotta delle Marche.Poche persone conoscono questo nome, eppure meriterebbe di esser...
04/06/2026

Ginevra Corinaldesi. Prima medica condotta delle Marche.

Poche persone conoscono questo nome, eppure meriterebbe di essere ricordato molto di più.

Era il 1923 quando Ginevra si iscrisse a Medicina a Camerino. In un mondo che non la aspettava, che non aveva ancora un posto per lei, lei andò avanti lo stesso diventando la prima medica condotta delle Marche.

Dall'8 al 28 giugno, la Biblioteca civica "Romolo Spezioli" di Fermo le dedica una mostra.
Tra gli elementi esposti, ci sarà anche un progetto dedicato alla figura di Corinaldesi realizzato da alunne e alunni all'interno del Concorso Didattico "Le Marche sulle vie della parità".

L'inaugurazione si terrà l'8 giugno alle 17:00, con interventi, testimonianze e la voce di sua nipote Carla, che porterà con sé un pezzo di quella storia vissuta in famiglia.

Vi aspettiamo!

📍 Biblioteca civica "Romolo Spezioli" – Gabinetto Stampe e Disegni
📞INFO: 0734284462 | [email protected]

Il  2 giugno 1946 nasceva la Repubblica Italiana, ma anche un Paese nuovo, un'Italia che riconosceva l'esistenza delle s...
03/06/2026

Il 2 giugno 1946 nasceva la Repubblica Italiana, ma anche un Paese nuovo, un'Italia che riconosceva l'esistenza delle sue cittadine.
Che ne riconosceva il ruolo, che aveva deciso di sentirne la voce.

Ci vollero decenni di lotte, di umiliazioni, di coraggio silenzioso per arrivare a quel momento. Donne che avevano manifestato, scritto, resistito, sofferto. Donne i cui nomi spesso non ricordiamo.

L'Osservatorio di Genere ha deciso di ricordare i loro nomi partecipando a due eventi:
- Il 30 maggio a Monte San Pietrangeli abbiamo partecipato all'evento "Le strade delle donne", organizzato da .aps
- Il 1 giugno a Civitanova Marche abbiamo partecipato all’incontro “Prendere la parola. Storie di donne, voto e cittadinanza”

Scopri gli eventi scorrendo il carosello!

«Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere, hanno un’autorità silenziosa e perentoria. ...
02/06/2026

«Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere, hanno un’autorità silenziosa e perentoria.
Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane.
Stringiamo le schede come biglietti d’amore.».

Con le parole della giornalista Anna Garofalo vogliamo celebrare la Festa della Repubblica e l'ottantesimo anniversario del primo voto delle donne in Italia.

Il 2 giugno di 80 anni fa, circa 13 milioni di donne, indossando l'abito della domenica, fecero una cosa semplicissima e impossibile:
entrarono in un seggio elettorale.
Avevano le mani che sapevano fare mille cose: impastare, cucire, cucinare, resistere.
Quella mattina impararono anche a tenere una scheda.
Nessuna firma, solo una croce.
La più anonima delle tracce, la più importante della storia.

A 80 anni di distanza, quel gesto è diventato ordinario.
Forse è proprio questo il segno che qualcosa è davvero cambiato.
Buona Festa della Repubblica

Indirizzo

Via Marche, 84
Macerata
62100

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