10/06/2026
Il 4 giugno 2026, il DDL Valditara è diventato legge.
Ecco, in sintesi, cosa prevede e perchè lo riteniamo fuori dal tempo, dalla scienza, dalla realtà, oltre ad essere fortemente ideologico.
Cosa prevede:
Vieta qualsiasi attività relativa a sessualità e affettività nelle scuola dell’infanzia e primaria.
Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, impone il consenso informato scritto dei genitori, o degli studenti se maggiorenni, prima di avviare tali attività.
Perchè è fuori dal tempo:
Questa legge immagina che sessualità, relazioni e identità possano restare fuori dalla porta delle aule; nella realtà, ci sono già entrati da un pezzo: attraverso i social, il bullismo, il sessismo, le prime storie d'amore. Regola quindi un mondo che non esiste.
Infatti, i genitori non chiedono meno educazione, ma ringraziano la scuola per aver detto ad alta voce quello che a casa faticano a nominare.
Perchè è fuori dalla scienza:
La legge ignora decenni di ricerca e le raccomandazioni di OMS e UNESCO: l'educazione alle relazioni, al consenso e alla sessualità è uno strumento di prevenzione della violenza, promozione della salute e contrasto alle discriminazioni.
Solo 6 paesi in Europa non hanno l'educazione affettiva come materia obbligatoria: Lituania, Cipro, Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria (e ora anche l’Italia) (ve ne abbiamo parlato nell'ultimo articolo sul nostro blog "Lo Sapevi che...?".
Perchè è fuori dalla realtà e ideologico:
Questa legge non nasce dall'osservazione dei bisogni reali delle scuole.
Nasce dalla costruzione politica dell’allarme dell’”invasione gender” in classe.
Un allarme inventato, e regolamentato con un precedente inedito nella storia repubblicana: per la prima volta alcuni contenuti educativi possono essere vietati o subordinati a un'autorizzazione preventiva.
Il DDL stabilisce che i contenuti educativi si approvano, non si insegnano.
Questa legge si inserisce in un disegno più ampio che ridefinisce la scuola pubblica: da luogo di conoscenza e autonomia a spazio da sorvegliare, autorizzare, controllare.
Ma i bisogni di ragazze e ragazzi non scompariranno per decreto, continueranno ad abitare le classi, i corridoi, le chat.
E la scuola reale continuerà, nonostante tutto, a cercare le parole per incontrarli.
Allo stesso modo, L'Osservatorio di Genere continuerà a lavorare con le associazioni e in tutti i luoghi in cui si costruisce cultura, lavoreremo sui temi dell’affettività, della sessualità, del rispetto.
Siamo convinte che l’educazione alle relazioni, al rispetto, al consenso non sia un'ideologia, ma una necessità che non possiamo permetterci di mettere in pausa.