13/06/2024
Parcheggio TIR in Valle delle Noghere.
Ora che 9 ettari di bosco in Valle delle Noghere sono stati tagliati ed è visibile la ferita inferta è probabilmente più interessante scoprirne le ragioni.L'Autorità Portuale ha chiesto e ottenuto 60 milioni del PNRR per unprogetto la cui denominazione “Opere preparatorie all’insediamentodi attività logistiche e industriali in zona Noghere (Trieste),anche in vista dell’integrazione con il costruendo terminalportuale Noghere”illustra compiutamente gli obiettivi . Gli atti progettuali sono stati poi sottoposti a una Conferenza dei Servizi semplificata (CdS). Con sorpresa della sola Autorità Portuale, che in quanto soggetto attuatore del Piano Regolatore del Porto (PRP )dovrebbe bene conoscerne i contenuti, le osservazioni del Comune di Muggia e dei portatori di interesse hanno evidenziato che il collegamento del parcheggio TIR previsto in Valle con le banchine portuali non risultava conforme alle prescrizioni del Comune di Muggia, della Regione e del Ministero dell'Ambiente inserite già nel 2014 nel PRP. Le prescrizioni sono precise, inequivocabili e logiche. Si fondano su un principio generale di non interferenza dei mezzi provenienti dalle aree portuali con la viabilità locale.Misura indispensabile visto che al futuro terminal ro ro di Noghere è previsto l'arrivo e la partenza di 1750 navi all'anno. Con 140 rimorchi a nave mediamente trasportati il traffico di quella zona aumenterà di 1360 TIR al giorno, 1 TIR ogni minuto. Chi ha una minima conoscenza di quelle strade capisce immediatamente quanto risulti indispensabile che l'unica arteria locale di collegamento Trieste Muggia non veda l' ingresso di TIR dal terminal alle strade locali: a Nord in Via Flavia a Sud in Valle delle Noghere. Il progettato parcheggio per 130 TIR, senza più collegamenti alle banchine portuali, andava pertanto modificato. Si trattava di utilizzare diversamente circa una metà del finanziamento, con l'altra metà utilizzata per l'acquisto delle aree. C'era solo l'imbarazzo della scelta. I fondi potevano essere destinati per ottemperare agli obblighi assunti con l'acquisto delle aree. Nell'accordo con il Comune di Muggia si legge che “l'Autorità Portuale assicura la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria del valore perlomeno analogo rispetto a quelle già individuate nella Convenzione con i precedenti proprietari (è previsto un parco di 34.000 mq), la riqualificazione delle aree mediante la realizzazione di una fascia verde di protezione con funzione di mascheramento e mitigazione verso l’abitato e verso le altre aree produttive, con l’obiettivo di realizzazione di un progetto industriale green in cui le aree a verde, gli spazi verdi, gli assi stradali alberati e le aree di connettivo urbano avranno funzione di arredo e protezione”. Oppure si poteva risolvere le criticità dello scalo ferroviario esistente e metterlo finalmente in funzione. Aree verdi e uso della ferrovia rientrano tra le priorità del finanziamento PNRR utilizzato. Invece niente di tutto ciò. Il parcheggio per i TIR è rimasto nel progetto cambiandone la funzione. Da parcheggio TIR di transito in attesa degli imbarchi, a parcheggio per le aziende insediate nella zona industriale di Muggia che, si dice nella nuova versione “risentono,negativamente, delle conseguenze della sosta selvaggia di autoarticolati nelle strade laterali di Via delle Saline”. Un parcheggio per 130 TIR quando, al più, in tutta la Valle ci sono 4 TIR nelle strade e c'è già un parcheggio TIR di 25 posti accanto al terminal ferroviario sempre vuoto! Una pura finzione formale che il Comune di Muggia aveva il potere e dovere di impedire per salvaguardare la mobilità dei cittadini di Muggia da e verso Trieste. Invece il mega parcheggio ha ottenuto il via libera dalla Giunta comunale con la prescrizione, altra finzione, che“ la gestione dell’area a parcheggio dovrà garantire che questo non costituirà un nuovo generatore di traffico e sarà a servizio delle aree produttive del COSELAG e non di supporto logistico al Porto di Trieste”. Così siamo arrivati alla realizzazione di un parcheggio senza traffico (sic) che prenderà il posto di qualche centinaio di alberi. La temperatura al suolo aumenterà di una ventina di gradi, la Valle delle Noghere diverrà il retroporto di Trieste adibito a parcheggio e allo stoccaggio dei contenitori. Zero occupati. Non un euro per il verde nè per l'"Orto Franco".