13/06/2026
🙋Ieri sera presso il Circolo Unione Lucera - 1860 si è tenuto un interessantissimo incontro sui "Giovani e la dipendenza dai social", un evento organizzato dai giovani del Rotaract di Lucera, a cui va il nostro plauso.
🪅Bravissime e competenti le tre relatrici che hanno sviscerato ampiamente gli aspetti psicologici e nutrizionali legati a questa seria problematica che sta interessando i nostri ragazzi.
🚦È importante aver acceso il focus su questo tema che, come si è detto ieri sera, seppur riguardi un po' tutti, per i ragazzi rappresenta un vero e preoccupante pericolo, in quanto loro non conoscono, o non si rendono conto, dei reali pericoli cui vanno incontro a causa degli algoritmi dei social che sono stati studiati apposta per creare dipendenza.
🪅E che questo sia vero ce lo dicono non solo gli esperti, ma anche le due ultime condanne amministrative inferte recentemente negli USA a Tic Toc e Meta(devono pagare più di 250 milioni di dollari) per aver prodotto in giovanissimi una documentata dipendenza.
💥💥Che il problema sia gravissimo anche qui, a Lucera, lo vogliamo rimarcare anche noi del Consultorio La Famiglia, che incontriamo da tempo i ragazzi sia nelle scuole( incontri di educazione affettiva)che in consulenza,
ed in questi ultimi due anni, lo stiamo drammaticamente toccando con mano.
😭Non sono infatti rari i casi di adolescenti che ci dicono di trascorrere fino a 10/12 ore sui social( spesso all'oscuro della famiglia)che di conseguenza hanno problemi d'insonnia, vanno male a scuola perché non riescono a stare più attenti in quanto hanno dormito poco o mostrano capacità attentive gravemente compromesse dal continuo scrolling (di video soprattutto).
🚦Una riflessione però ci va di farla in aggiunta ai vari aspetti della problematica ampiamente sviscerati ieri sera:
se è vero che queste cattive abitudini nascono spesso da un vuoto di relazioni, la comunità tutta può farsi carico di questo problema ed intervenire con azioni concrete? Cosa si aspetta?
💥Si è detto che i social riempiono un bisogno, non creano solo un problema, ovvero che probabilmente danno ai ragazzi le cose che tutti cerchiamo: appartenenza, riconoscimento, attenzione, stimolo.
🕵️Ed allora..se la comunità tutta non si fa carico di questo problema e non offre alternative reali, cosa succede? Che il telefono vincerà sempre, non è vero?
Non si toglie un’abitudine se non metti al suo posto qualcosa di più soddisfacente.
Allora noi ci chiediamo: che sivaspetta a creare dei “disintossicanti” che funzionano?
Solo qualche esempio concreto:
- 🔑*Spazi serali aperti* in strutture pubbliche o private o in oratori
(A Bologna c'è ad es.“Spazio Giovani” che tiene aperto un centro dalle 20 alle 23 con ping pong, cucina, musica...)
-🔑Iniziative che coinvolgano i ragazzi in compiti di responsabilità, ad es. gestire l’audio per la festa del paese, curare l’orto urbano, insegnare informatica agli anziani...
🔑Perché funzionerebbe?
Perché quando ti senti utile per qualcuno, lo scroll perde appeal.
( Ad es.a Trento 200 ragazzi si sono messi in gioco nell'esperienza "Adotta una panchina")
🪅Ma soprattutto ed in primo luogo occorrerebbe un "Patto educativo" tra istituzioni ed associazioni del territorio in cui ognuno nel proprio ruolo e nella propria specificità si assume dei compiti e li porta avanti con determinazione e responsabilità
💑 Le buone pratiche lo dimostrano, se la comunità è attenta e presente, i ragazzi lo percepiscono e non cercheranno altrove quelle connessioni vuote che offrono gli schermi o i social.