18/03/2026
✅ REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO 2026: VOTA NO✏️
Ci saremmo aspettati un intervento legislativo sul sistema giudiziario che fosse rivolto ad accelerare i tempi dei processi, a dare risposte concrete ai cittadini, a semplificare le procedure e favorire l’accesso alla giustizia. Invece, la modifica delle norme costituzionali proposta dalla maggioranza non affronta nessuno dei problemi che interessano i cittadini.
La riforma costituzionale – anche se non è scritto esplicitamente nel testo - è sostanzialmente rivolta alla modifica degli equilibri tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, così come attualmente definiti dalla Costituzione.
La separazione delle carriere tra Pubblici Ministeri e magistrati giudicanti tende a indebolire l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura, che invece è un potere dello Stato posto a garanzia dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.
L'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura e dell'Alta Corte disciplinare aumenta i costi a carico del bilancio dello Stato. Il meccanismo del sorteggio dei componenti del CSM è fortemente squilibrato a vantaggio della maggioranza politica di turno, che può sorteggiare una quota dei componenti del CSM, i cosiddetti “membri laici”, da un elenco ristretto di professori e avvocati approvato dal Parlamento, mentre i restanti membri “togati” del CSM sono estratti a sorte tra tutti i magistrati presenti in Italia. In quest’ultimo caso, è evidente che la scelta è affidata sostanzialmente al caso.
Al di là della propaganda, che utilizza in modo improprio casi di cronaca giudiziaria per carpire l'attenzione della cittadinanza, la verità è che questa modifica della Costituzione non aiuterà in nessun modo i cittadini. Invece, sarebbe necessario che la politica intervenisse con misure opportune, stabilendo incrementi di personale, di strutture e di risorse per il sistema della giustizia.
Per questi motivi Federconsumatori invita i cittadini a valutare nel merito i contenuti delle modifiche al testo della Costituzione e quindi a votare NO al referendum del 22 e 23 Marzo 2026.
Federconsumatori Lucca