SUNIA Lucca APU Lucca

SUNIA Lucca APU Lucca Il SUNIA è il Sindacato Unitario Nazionale degli Inquilini ed Assegnatari. L'APU è l'Associazione

06/05/2026

Piano Casa del Governo: un’operazione di dismissione del patrimonio pubblico che non risponde all’emergenza abitativa e alimenta rendite speculative
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario generale SUNIA

Roma, 6 Maggio 2026 - Dopo sedici mesi di attesa per il Piano Casa Italia, il Governo presenta un provvedimento che, nei fatti, si configura come un piano di dismissione del patrimonio pubblico finalizzato a fare cassa e sostenere il mercato immobiliare, più che a rispondere al disagio abitativo. Un’operazione che assume sempre più i contorni della propaganda elettorale, fondata su proposte illusorie e prive di efficacia strutturale.
I numeri del disagio abitativo sono chiari: circa 650 mila famiglie attendono l’assegnazione di un alloggio popolare perché non riescono a sostenere un affitto di mercato. L’Italia si colloca tra i Paesi europei con la più bassa dotazione di edilizia pubblica e sociale — meno del 3% — con circa 100 mila alloggi pubblici oggi vuoti, in attesa di risorse per essere riqualificati e riassegnati. Era quindi alta l’attesa per le misure annunciate dal Governo.
Il decreto-legge “Disposizioni urgenti per il Piano Casa” dichiara di voler valorizzare gli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, incrementare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e sostenere gli assegnatari in condizione di morosità incolpevole. Tuttavia, dalla lettura del provvedimento non emerge alcuna misura concreta in grado di realizzare questi obiettivi, né una risposta adeguata all’emergenza abitativa.
Anche la promessa di riqualificare 60 mila alloggi pubblici sfitti entro 12 mesi non trova riscontro nei dati effettivi. Il finanziamento previsto, pari a 970 milioni di euro, è distribuito su quattro anni ed è sufficiente a rendere abitabili meno di 35 mila alloggi. Ancora una volta, quindi, si annunciano numeri che non corrispondono alla reale capacità di intervento.
Parallelamente, il provvedimento introduce la realizzazione di nuovi alloggi destinati alla vendita o con patto di futura vendita, anche attraverso deroghe ai piani urbanistici.
L’articolo 5 prevede inoltre un piano di alienazione degli alloggi pubblici di proprietà dei Comuni e degli ex IACP, destinando i proventi alla riduzione del debito pubblico. Si tratta, nei fatti, di un decreto che punta a fare cassa attraverso la vendita del patrimonio pubblico, presentato come un grande Piano Casa, ma destinato a peggiorare le condizioni sociali delle famiglie.
Ancora una volta, Regioni e Comuni vengono lasciati soli a fronteggiare una domanda crescente di alloggi in affitto a canone sociale. Invece di rafforzare e riqualificare il patrimonio pubblico — condizione indispensabile per rispondere ai nuovi bisogni sociali ed economici — si procede alla sua dismissione, riducendo ulteriormente l’offerta di edilizia sociale e negando di fatto il diritto alla casa a famiglie, giovani, studenti e lavoratori fuori sede.
Il provvedimento contiene inoltre elementi difficilmente comprensibili, come la previsione di un fondo di garanzia per la morosità incolpevole degli inquilini pubblici alimentato da una quota dei canoni versati dagli stessi inquilini. Una misura che dimostra come il Governo non abbia piena consapevolezza della condizione reale del Paese: negli alloggi pubblici oltre il 60% degli assegnatari è costituito da pensionati con redditi bassi, mentre le aziende di gestione registrano un aumento significativo delle morosità, con conseguenti difficoltà nel garantire anche la manutenzione ordinaria del patrimonio.
Nel frattempo, con questi interventi, passa in secondo piano il disegno di legge volto a liberare in tempi rapidi gli alloggi pubblici e privati. Si determina così una evidente contraddizione: mentre gli interventi di recupero e costruzione richiedono tempi lunghi — da uno a quattro anni — gli sfratti vengono eseguiti immediatamente.
Famiglie vengono sfrattate per finita locazione, spesso per consentire alla proprietà di riconvertire gli immobili verso forme più redditizie, come gli affitti brevi. Altre vengono espulse perché non riescono più a sostenere canoni in costante aumento a fronte di salari fermi. Una dinamica che aggrava ulteriormente il disagio abitativo.
Dagli annunci del Governo ci si aspettava ben altro: il rifinanziamento del fondo di sostegno alla locazione, interventi fiscali per rendere sostenibile il mercato degli affitti e favorire l’immissione sul mercato di migliaia di alloggi privati sfitti, una riforma del sistema delle locazioni, una legge quadro sull’edilizia residenziale pubblica e, soprattutto, l’apertura di un confronto con i soggetti portatori di interessi. Un confronto che il Ministro Salvini non ha mai avviato, nonostante le ripetute richieste delle organizzazioni sindacali degli inquilini.
Il Governo, al contrario, continua a destinare risorse a fondi e operatori privati, marginalizzando il ruolo degli enti pubblici, che dispongono invece delle competenze e degli strumenti necessari per realizzare e recuperare alloggi da destinare alla locazione stabile a canone sociale.
Ancora una volta, sull’onda dell’emergenza, si interviene in deroga alla pianificazione urbanistica, si incentivano operazioni immobiliari orientate alla vendita a “prezzi accessibili” e si indebolisce il ruolo pubblico nelle politiche abitative. Le amministrazioni locali, che avrebbero bisogno di risorse per sostenere interventi sociali e garantire il diritto alla casa, vengono lasciate prive di strumenti adeguati, mentre non si attivano politiche efficaci per favorire l’immissione sul mercato dello sfitto privato a lungo termine.
Di fronte a questo quadro, il SUNIA ha avviato iniziative di mobilitazione nazionale per modificare radicalmente il decreto-legge e il disegno di legge. Saranno richiesti incontri alle Commissioni parlamentari, alla Conferenza Stato-Regioni, all’ANCI e a tutti i parlamentari, per illustrare le proposte di modifica e contribuire a costruire risposte reali per il Paese Italia.
Allo stesso tempo, verrà richiesto un incontro alla Presidenza di FEDERCASA, che rappresenta 85 enti gestori del patrimonio pubblico, per comprendere quale prospettiva si intenda garantire al sistema dell’edilizia pubblica e ai lavoratori del settore, anche alla luce delle posizioni espresse dal Presidente di Federcasa, se abbiamo capito bene, che ha manifestato apprezzamento per il provvedimento.
Il Paese ha bisogno di politiche abitative serie, strutturali e orientate al diritto alla casa. Non di operazioni di dismissione del patrimonio pubblico mascherate da Piano Casa.

09/04/2026
Viareggio
16/03/2026

Viareggio

PRIORITÀ Si taglia la spesa sociale;si tollerano salari e pensioni da fame;si favoriscono rapaci speculatori che voglion...
27/11/2025

PRIORITÀ

Si taglia la spesa sociale;
si tollerano salari e pensioni da fame;
si favoriscono rapaci speculatori che vogliono costruire grattacieli per nababbi;
si lascia che il caro bollette metta sul lastrico migliaia di famiglie;
si taglia il contributo affitti...
..mentre si fa tutto ciò si sperperano miliardi in armi e opere inutili come il ponte sullo stretto anziché investirli nel recupero o costruzione di alloggi sociali per le famiglie.

Questione di priorità!

Ormai è evidente a tutte e tutti.La guerra che si conduce non è contro la povertà...è contro i poveri!"Sfratto forzoso d...
24/10/2025

Ormai è evidente a tutte e tutti.
La guerra che si conduce non è contro la povertà...è contro i poveri!

"Sfratto forzoso da parte di una impresa di costruzioni
Diritto alla casa calpestato
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
e Francesco Rienzi, segretario generale SUNIA Bologna

24 ottobre 2025 - “Sono gravissime e totalmente inaccettabili le modalità con le quali è stato operato lo sfratto nella giornata di ieri a Bologna, in un condominio di via Michelino” dichiara il segretario del SUNIA di Bologna Francesco Rienzi. “Non è possibile tollerare in un paese civile la scena alla quale abbiamo assistito!”

“La "fine locazione" sembrerebbe riguardare ancora una volta la trasformazione di alloggi utilizzati per le normali locazioni in alloggi per gli "affitti brevi turistici.
Un problema enorme in questa città e nel resto del nostro Paese, con l'aggiunta del rischio che le crisi industriali producano ulteriori disagi sociali e sfratti".

Inoltre Rienzi sostiene che molto lavoro è stato fatto dal Comune e dalla Città Metropolitana, anche attraverso gli accordi con le organizzazioni sindacali confederali, per cominciare a fornire risposte efficaci. Vanno sicuramente in questa direzione la nascita della Fondazione Abitare Bologna e, più recentemente, il Bando per il "contributo affitti", quest'ultimo rivolto alle famiglie in condizione di maggiore fragilità, totalmente finanziato con risorse della Regione e degli Enti Locali e non un euro da parte dello Stato”.

A tal riguardo il segretario generale del SUNIA, Stefano Chiappelli, ritiene che “l'esistenza di un vasto patrimonio di alloggi, spesso detenuto da grandi proprietà immobiliari che affittano a brevi periodi per motivi speculativi è un paradosso inaccettabile di fronte all'emergenza abitativa e all'aumento dei prezzi degli affitti. Per questo da tempo il SUNIA sostiene la necessità urgente di una legge nazionale per regolare il mercato degli affitti brevi, che tolgono dal mercato alloggi a canoni sostenibili, dando potere ai Comuni, ma fino ad oggi il Governo ha fatto orecchie da mercante".

Ragione per cui il SUNIA sostiene il tentativo da parte della Regione Emilia Romagna di approvare una specifica legge per dare strumenti ai Comuni, in particolare quelli a più alta tensione abitativa, per regolamentare e porre limiti al fenomeno degli affitti turistici.

Altra necessità per far fronte all’emergenza abitativa è quella di riutilizzare il patrimonio pubblico esistente che può essere ristrutturato o trasformato a favore dell'edilizia sociale.

E’ necessario ribadire la totale assenza del Governo sul diritto alla casa.
La prossima finanziaria sarà la quarta di questa legislatura dove non si prevedono risorse per un piano casa per l’affitto sostenibile e politiche strutturali di rilancio dell’edilizia pubblica.

In conclusione, il segretario generale del SUNIA, Chiappelli, evidenzia inoltre che in questa finanziaria non è previsto nessun rifinanziamento per il fondo sostegno affitto e per morosità incolpevole e sarebbero necessari 900 milioni per garantire un contributo concreto alle famiglie in difficoltà economica che fanno fatica a pagare un canone nel mercato privato e che rischiano uno sfratto per morosità incolpevole.

Totalmente assente anche un piano nazionale per finanziare l'edilizia pubblica e sociale: necessari almeno un miliardo all’anno per mettere mano almeno al recupero degli alloggi sfitti del patrimonio pubblico.

Anche la questione dei fondi del PNRR, destinati agli alloggi universitari, è in forte ritardo rispetto agli obiettivi iniziali.

Il SUNIA, conclude Stefano Chiappelli, sarà in piazza insieme alla CGIL sabato 25 ottobre a Roma, per chiedere al Governo una legge finanziaria che preveda risorse adeguate all’emergenza abitativa per garantire il diritto all’abitare a tutti i cittadini."

"NON CE LA FACCIO PIU'Queste le ultime parole scritte da un uomo di 71 anni sotto sfratto prima di gettarsi dal sesto pi...
08/10/2025

"NON CE LA FACCIO PIU'

Queste le ultime parole scritte da un uomo di 71 anni sotto sfratto prima di gettarsi dal sesto piano all'arrivo dell'ufficiale giudiziario.

Quando la casa cessa di essere un diritto e la povertà diventa una colpa la disperazione ti travolge.

Quello che è avvenuto a Sesto San Giovanni è di una gravità assoluta che interroga uno Stato che da troppo tempo non investe più nell'edilizia sociale ed ha intrapreso una vera e propria guerra contro I poveri.

Tagli alla spesa sociale, tagli alla sanità, salari da fame, lavori precari, affitti inaccessibili...per cosa?

Per l'acquisto di armi?

È una vergogna e il SUNIA di Lucca non finirà mai di denunciare le iniquità e le ingiustizie che ormai ci travolgono.

FERMARE IL GƏN0C1D10
18/09/2025

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PER GAZA...SCIOPERO GENERALE IL 19.09
16/09/2025

PER GAZA...

SCIOPERO GENERALE IL 19.09

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