30/05/2026
La recente sentenza del Tribunale di Roma ha confermato la validitร dell'accordo per le 20.000 assunzioni in Poste Italiane, respingendo il ricorso per condotta antisindacale promosso da chi quell'accordo non voleva firmarlo.
โFin qui, la cronaca giudiziaria e giornalistica. Ma la realtร sul campo ci regala un paradosso ancora piรน interessante:
โIn Tribunale: Si fa causa per tentare di smantellare un accordo che porta stabilitร , occupazione e investimenti nei settori chiave (come le linee corriere).
โTra i lavoratori: Si corre ai cancelli e nei centri operativi a fare le tessere proprio a quei lavoratori assunti grazie all'accordo contestato.
โUna domanda sorge spontanea: Come si fa a definire "dannoso" o "antisindacale" un accordo davanti a un giudice, e poi considerare quegli stessi posti di lavoro un bacino utile per fare iscritti? Se l'accordo era da buttare, non lo erano anche i contratti che ha generato?
โLa tutela dei lavoratori vive di coerenza e pragmatismo, non di battaglie ideologiche a posteriori. Forse รจ il momento di riflettere su chi firma contratti per creare futuro e chi, invece, preferisce salire sul carro dei vincitori solo dopo aver provato a fermarlo.
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Una sentenza che chiude una vicenda discussa e conferma la validitร di un accordo che ha inciso concretamente sullโoccupazione e sullโorganizzazione del servizio postale.
Leggi lโarticolo di Gianluigi Paragone.