13/05/2026
OUTLOOK TEMPORALI – Giovedì 14 Maggio 2026
Un’altra perturbazione attraverserà il Nord Italia portando un nuovo rischio di temporali intensi e grandinate. Questa volta entrerà una massa d’aria particolarmente fredda, con temperature fino a -25°C a circa 5500 metri sui settori alpini occidentali.
L’avvicinamento del fronte favorirà nuovamente un rinforzo del getto da sud-ovest alle quote medio-alte, creando un ambiente favorevole allo sviluppo di temporali organizzati, incluse possibili supercelle. La presenza di aria molto fredda in quota faciliterà la formazione diffusa dei temporali (CIN quasi assente): questo potrebbe distribuire maggiormente l’energia disponibile, riducendo localmente il rischio di fenomeni violenti (per questo non è stato emesso un livello 3). Tuttavia, i valori di shear saranno molto elevati e gli odografi mostrano configurazioni favorevoli anche a strutture supercellulari e, localmente, a possibili tornado.
I valori di CAPE saranno compresi mediamente tra 800 e 1200 J/kg.
PIEMONTE E LOMBARDIA CENTRO-OCCIDENTALE
Su queste aree i fenomeni tenderanno a svilupparsi soprattutto con l’ingresso dell’aria fredda in quota, nelle ore pomeridiane, e il contestuale indebolimento del getto. Saranno favoriti sistemi multicellulari e squall line, con grandinate generalmente di piccole dimensioni ma possibili accumuli significativi al suolo.
I fenomeni più intensi sono attesi lungo il confine lombardo, mentre sul Piemonte i temporali dovrebbero risultare mediamente meno organizzati. Coinvolte marginalmente anche le zone interne della Liguria centro-occidentale.
LOMBARDIA ORIENTALE, EMILIA, VENETO E FRIULI-VENEZIA GIULIA
Questa sarà nuovamente l’area con il rischio più elevato.
Il settore si troverà infatti sul lato ascendente della perturbazione, interessato da un getto teso da sud-ovest associato a una convergenza dei venti al suolo tra correnti sud-occidentali in discesa dall’Appennino e correnti di nord-est provenienti dal Friuli.
Su queste regioni si concentreranno i valori più elevati di energia disponibile. Il flusso da nord-est potrebbe fungere da alimentazione per le celle temporalesche, creando condizioni di shear particolarmente favorevoli alla rotazione dei temporali e quindi allo sviluppo di supercelle.
I primi fenomeni sono attesi già dalla tarda mattinata tra le coste venete e friulane. La fase principale dovrebbe invece svilupparsi tra Piacentino e Parmense, evolvendo rapidamente verso est/nord-est. In questa fase saranno possibili supercelle e grandinate di medie dimensioni. (Con le linee rosse abbiamo provato a stimare un possibile percorso delle eventuali supercelle).
L’unico elemento potenzialmente limitante sarà la possibile formazione simultanea di numerosi temporali, che potrebbe distribuire il potenziale energetico e favorire grandinate più piccole ma diffuse.
Una seconda passata temporalesca è attesa in serata con il fronte in avanzamento da ovest, accompagnata da grandine di piccole dimensioni.
TRENTINO-ALTO ADIGE
Situazione degna di particolare attenzione anche tra Trentino-Alto Adige, Alpi venete e friulane, dove tra il tardo pomeriggio e la notte su venerdì sono attese nevicate diffuse e intense.
La quota neve sarà in progressivo calo, fino a scendere localmente sotto i 1000 metri sulle Dolomiti nel corso della notte.