16/07/2026
Che tristezza leggere certe polemiche nella nostra città.
Che tristezza se pensiamo alla gioiosità del Pride di Lodi e a come è cresciuta la partecipazione grazie a questi anni di impegno di Lodi Arcobaleno.
Che tristezza poi dedurre dai commenti polemici che si sa così poco di un movimento per la tutela dei diritti civili!
Forse ci si dimentica che ad oggi l’omobilesbotranfobia miete ancora vittime? Che, fino a ben poco tempo fa, esistevano terapie riparative dell’omosessualità (contro le quali l’Ordine degli Psicologi ha preso una posizione netta)? Che tuttora l’ignoranza di chi sostiene esista “un’ideologia gender” ancora impedisce un’educazione sessuoaffettiva nelle scuole?
Quello che molti chiamano "esibizionismo" non è una carnevalata senza senso. È un linguaggio politico ed emotivo preciso che muove dalla vergogna all'orgoglio (PRIDE)!
L'estetica del Pride – fatta di corpi scoperti, costumi eccentrici, trucco marcato e performance drag – viene liquidata come una provocazione fine a se stessa o, peggio, come una caricatura carnevalesca che danneggerebbe la causa. In realtà, si tratta di una strategia di resistenza psicologica, politica e filosofica deliberata e profonda.
L’Ordine degli Psicologi di molte regioni italiane appoggia da anni i Pride non certo per promuovere un carnevale!
Per secoli le persone LGBTQIA+ sono state costrette all'invisibilità, alla vergogna e alla clandestinità, relegate nell'ombra delle proprie case o di luoghi nascosti!
“L'eccesso” visivo e il Rumore sono la risposta simmetrica a questa secolare imposizione al silenzio. La società impone di "nascondersi e vergognarsi"? Il Pride risponde mostrando il corpo in modo iper-visibile e fiero! E mostrarsi "troppo" (nei colori, nella nudità, nei suoni) è l'unico modo per occupare con forza uno spazio PUBBLICO che per generazioni è stato sottratto.
Il corpo eccentrico è un manifesto politico vivente!
I moderati dicono: "Chiedete i diritti con discrezione, senza provocare, non servono gli eccessi".
La storia insegna che chiedere il permesso con educazione a chi ti discrimina non funziona! L'attivista e poeta Audre Lorde lo spiega benissimo: "Gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone." Non si ottiene l'uguaglianza cercando di sembrare "normali" e rassicuranti.
E a chi ci dice che siamo pagliacci o un volgare carnevale rispondiamo che l’eccesso serve a svelare che il genere è un gioco di ruolo. Esagerare serve a svelare l’artificio. Come ci ricorda la filosofa Judith Butler il modo in cui ci vestiamo e comportiamo da "uomini" o "donne" è una recita che ripetiamo ogni giorno ed esagerare i tratti maschili e femminili come fanno le artiste Drag serve per RIDERE delle convenzioni di genere e dimostrare che talvolta sono gabbie sociali. Esagerando i tratti della mascolinità o della femminilità oltre il limite del ridicolo o del grottesco, ne sveliamo l'artificiosità sociale.
E poi forse servirebbe avere qualche nozione di storia, ricordando che il Pride è nato per strada, nel 1969 a New York, con i moti di Stonewall, da donne trans, drag queen, s*x worker e persone senza fissa dimora (figure marginalizzate come Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera) che si sono ribellate alla violenza della polizia.
L'eccesso estetico del Pride onora questa radice: è il rifiuto di ripulire la propria storia per renderla accettabile, digeribile e rassicurante agli occhi dei conversatori e di chi detiene il potere economico e politico.
Come organizzazione di volontariato di psicologia sociale a tutela dei diritti civili Psicopolis sostiene da sempre il Pride. Ed esprime gratitudine ad una giunta che dimostra sensibilità per i diritti di tuttə!
Quello che chiamano volgarità o ridicolo esibizionismo è un linguaggio politico!
È la scelta di indossare orgoglio (PRIDE) e NON vergogna!
Lodi ArcobalenoRumorossə