14/06/2026
"Cari : prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare. Ma voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta. Non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono 'canti delle sirene', sono industrie di morte [...]. Che la storia non debba accusarci di aver trasformato il dolore di chi soffre in un paesaggio abituale delle nostre coste".
E' uno dei passaggi più significativi del discorso del al Porto di Arguineguín. Da una parte la sferzata all' , abituata a un Mediterraneo ridotto a cimitero. Dall'altra, il ribadire che c'è anche un diritto a restare nella propria terra (intuizione fatta propria anche da Caritas Italiana con una campagna "Liberi di partire, liberi di restare").
Infine, l'avvertimento a chi - disperato - si affida ai trafficanti. Nessuna concessione alla retorica o al populismo.
Ora aspettiamo il Papa a Sant'Angelo Lodigiano, terra natale di Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti.