31/07/2026
"Non so se tutti conoscano Marracash: in uno dei suoi brani dice “Non temo la morte, ma ho paura di non vivere”. Quella frase mi è entrata dentro e mi ha accompagnata per tutto il percorso.
A 18 anni dovresti pensare al diploma, agli amici, ai sogni nel cassetto da realizzare. Poi però il tuo corpo rallenta, qualcosa cambia, ma lo ignori. Finché un giorno non riesci più a camminare, sei stanca, non riesci a mangiare.
Lì si accende un campanello d’allarme. Giri ospedali, nessuno ti fa un emocromo. Passano tre giorni. Vai dal tuo medico curante, che finalmente ti prescrive un emocromo urgente. Arrivi in ospedale: emoglobina a 3. Torni a casa, butti quattro cose nello zaino, tanto cosa potrà essere? È dicembre, quasi Natale.
“Tornerò presto a casa”, ti dici.
Non è stato così.
Ti ricoverano. Pensano sia mancanza di ferro e vitamina B12, ma tu ti senti sempre più stanca. Così ti trasferiscono in un altro ospedale. È il 23 dicembre, manca pochissimo a Natale. Un dottore entra in stanza e ti dice che hai la leucemia.
Il mondo crolla. Ansia, paura, domande. “Cosa succederà adesso?”
Eppure eri più preoccupata per i tuoi genitori e i tuoi amici che per te. Cercavi di non farli stare in pensiero, di scherzare, di tirarli su anche durante la chemio. Chemio fatta da sola, in una stanza, per circa 4 mesi.
Poi un giorno entra una dottoressa: “Abbiamo trovato un donatore di midollo osseo”.
La leucemia linfoblastica improvvisamente sembra solo un puntino. Allora ti butti a capofitto nella situazione: vuoi vivere, sentire la brezza del mare, diplomarti, iniziare l’università.
Arriva il momento dei controlli, del pre-trapianto, e poi finalmente il trapianto. Fra nausea, malessere, stanchezza e debolezza ne esci. Esci dall’isolamento. Ti diplomi con 100. Ce l’hai fatta.
Le visite sono asfissianti, hai perso qualche persona durante il percorso, ma sei qui. È tutto vero.
Nonostante le visite, riesci a sostenere il TOLC per l’università e lo passi.
Il mondo non è più in bianco e nero: ora vedi i colori, vividi.
La tua bussola ti ha riportata a casa, e tu non potresti essere più grata.
Sono Valentina, ho vent’anni, e questa è la mia storia." ❤