ANPI Provinciale del Lodigiano

ANPI Provinciale del Lodigiano Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Comitato Provinciale di Lodi

21 donne. 21 storie. Una Costituzione.In occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana e del voto alle donne...
03/09/2026

21 donne. 21 storie. Una Costituzione.

In occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana e del voto alle donne, ANPI Provinciale di Lodi, ANPI Casalpusterlengo e Associazione Donne in Circolo presentano:

🎭 “21. E poi vennero le donne: le Madri Costituenti”

Un reading teatrale che porta in scena le vite, le idee e l’impegno delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente, protagoniste della nascita della Repubblica e della scrittura della nostra Costituzione.

📅 Sabato 19 settembre 2026, ore 16.30
📍 Teatrino Giannetta Musitelli – via Paolo Gorini 21, Lodi

📅 Sabato 12 settembre 2026, ore 21.00
📍 Palazzo Andreani – Piazza Matteotti 1, Brembio

Lo spettacolo, liberamente adattato e ridotto da Libere per Costituzione di V. De Cubellis, M. Madeo e S. Riglietti, vedrà 21 lettrici dare voce alle Madri Costituenti e al loro contributo alla democrazia italiana.

Gli eventi si svolgono con il patrocinio del Comune di Lodi, del Comune di Brembio e della Provincia di Lodi, con la partecipazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

Perché conoscere le donne che hanno scritto la Costituzione significa conoscere meglio la nostra Repubblica.

Vi aspettiamo!

Domani, Sabato 22 Agosto 2026, ricorderemo l'eccidio dei Martiri del Poligono di Lodi.22 agosto 1944Nel pomeriggio del 2...
21/08/2026

Domani, Sabato 22 Agosto 2026, ricorderemo l'eccidio dei Martiri del Poligono di Lodi.

22 agosto 1944
Nel pomeriggio del 21 agosto un “informatore” avvertì la GNR che nel bosco sulla riva sinistra dell’Adda, all’altezza di Boffalora, nei pressi della cascina Gelsomina, si annidava una banda partigiana. Infatti alla fine di giugno Oreste Garati (“Falco Rosso”) aveva sistemato in quel tratto di bosco i giovani da lui organizzati. Ai primi di luglio il “Falco Rosso” aveva portato le armi che erano state messe a disposizione da Eligio Mariconti. Quasi quotidianamente Garati portava i viveri che riceveva dal trippaio Pasquale Bonetti ed altri negozianti, Luigi Baggini e Mario Gorla. Nel bosco di Boffalora stavano permanentemente Luigi Cremonesi, Ludovico Guarnieri, Ettore Maddè, Rino Paloschi e Luigi Paloschi, preveniente da Liscate. Franco Moretti e Giancarlo Sabbioni dopo il bombardamento su Lodi del 24 luglio non si unirono più ai compagni poiché sotto le macerie era deceduto Amedeo Sabbioni, padre di Giancarlo e zio di Franco: da allora i due cugini avevano occupato molto del tempo libero a lavorare sul luogo dell’incursione aerea.

Verso le 17:30 del 21 agosto una trentina di militi della GNR, trasportati da un autocarro al margine del bosco di Boffalora, avanzarono mimetizzandosi tra i campi di melica e gli avvallamenti del terreno. Colsero di sorpresa i giovani accampati presso un capanno tra pioppi e robinie: arrestarono Balconi, Guarnieri e Maddè, colpito alla schiena da un colpo di moschetto, mentre Cremonesi, un po’ discosto sulla sponda del fiume, si gettò in acqua riuscendo a fuggire. Nel capanno i militi sequestrarono le armi. La cattura dei tre giovani era stata facilitata dalla loro imprudenza: non avevano rispettato rigorosamente le precauzioni indispensabili per un gruppo alla macchia, come l’organizzazione di un funzionale servizio di guardia e un piano di sganciamento.
Condotti alla caserma della GNR, in via San Giacomo, furono “opportunamente interrogati”: affiorarono le prime ammissioni sulla composizione e attività della banda del “Falco Rosso”. Alle 20 quattro militi della GNR raggiunsero un cortile in via Oldrado da Ponte: portarono via i cugini Franco Moretti e Giancarlo Sabbioni, seduti a tavola per la cena. Intanto era stata bloccata via Fissiraga dove abitava Oreste Garati: inutilmente suo figlio Agostino, Celestino Trabattoni e Pino Locatelli si posero alla sua ricerca sperando di intercettarlo: alle 21 Garati varcava, strattonato dai militi, la soglia della caserma dove il maggiore Pietro Agosteo stava conducendo gli interrogatori.
Il “Falco Rosso” si sentì subito contestare il reato di organizzazione di banda armata e di omicidio dello squadrista Paolo Baciocchi. Egli capì presto di esser con le spalle al muro senza via di scampo, allo stato delle informazioni acquisite da Agosteo nelle precedenti tre ore di interrogatori-pestaggio. Allora Oreste Garati decise di assumersi con fierezza la responsabilità della sua militanza come clandestino e degli atti di guerra che in essa aveva compiuto, scagionando i suoi compagni. Verso le 23 la vedova Baciocchi fu condotta faccia a faccia con Garati: gli chiese perchè le avesse ucciso il marito. Il “Falco Rosso” per evadere la risposta, futilizzò il movente riducendolo a vendetta per alcuni schiaffi ricevuti dallo squadrista anni prima. Sentendo ciò il maggiore scagliò a tutta forza una statuetta di bronzo, che teneva sulla scrivania, contro Garati, centrandolo in pieno viso. I colpi inferti al “Falco Rosso” avevano ormai fiaccato la sua capacità di resistenza: gli furono estorti i nomi di persone a lui collegate nella clandestinità: Pino Locatelli e un certo “Nemo, tenente e maestro” (Edgardo Alboni). […] Un’ora e mezza dopo la mezzanotte fu condotto nella caserma di via San Giacomo Cesare Pedotti per un confronto con il “Falco Rosso”. Pedotti non riconobbe subito Garati perchè “il viso era tutto lordo di sangue”. Il confronto risultò negativo ma permise a Pedotti di assistere a lungo al selvaggio trattamento riservato agli arrestati, in particolare al loro capo: il pavimento si imbrattò tanto di sangue che “uscendo vi si lasciavano le impronte”: perfino le pareti ne furono schizzate e si rese necessaria, il giorno dopo, la tinteggiatura dell’ufficio. Quella notte Agosteo, che orchestrava il pestaggio, ad un tratto aveva chiamato il suo attendente Giacomo Scarpini: gli ordinò di introdurre Leo il cane lupo della caserma, e lo fece avventare contro gli interrogati. Le violenze continuarono fin quasi all’alba, quando il Maggiore si ritirò per qualche ora di riposo.

Verso le 9 del mattino, 22 agosto, Agosteo partì in automobile per Milano per riferire al comando provinciale della GNR sul rastrellamento, sugli interrogatori e sulla sorte che si intendeva riservare ai sei arrestati. […] Venne autorizzata la fucilazione di cinque dei sei arrestati in quanto appartenenti a banda armata responsabile della morte dello squadrista Paolo Baciocchi. Balconi venne risparmiato in quanto era riuscito a convincere Agosteo di essere stato catturato da pochi giorni dalla banda del “Falco Rosso” e di essere poi rimasto nel bosco per timore di minacciate rappresaglie. […]
Alle ore 13 dal cancello della caserma della GNR uscì una corriera di colore rosso scuro con a bordo i cinque condannati, i militi del plotone di esecuzione, il parroco della “Maddalena” don Domenico Saletta; l’automezzo avanzò lentamente, svoltò in via Defendente seguito dagli sguardi angosciati di uomini e donne della “città bassa”.Poco dopo sull’assolato spiazzo erboso del Poligono di tiro, caddero colpiti a morte Oreste Garati, Ludovico Guarnieri, Ettore Maddè, Franco Moretti, Giancarlo Sabbioni.
I corpi dei cinque compagni erano stati sistemati dentro casse dalle stesse mani che li avevano fucilati. Solo al mattino seguente i parenti ottennero di schiodare le bare per vedere le salme e farle oggetto di gesti di estrema pietà e saluto: rimasero agghiacciati allo scoprirle tanto martoriate, quasi irriconoscibili.

Tratto da il libro “Dal carcere chiamando primavera” di Ercole Ongaro

Un’altra difesa è possibile. E comincia da una firma.L’ANPI sostiene la raccolta firme per la proposta di legge di inizi...
05/08/2026

Un’altra difesa è possibile. E comincia da una firma.

L’ANPI sostiene la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, promossa dalla Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci!

In un tempo segnato dall’aumento delle spese militari e dal ritorno della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, proponiamo una strada diversa: quella della difesa civile non armata e nonviolenta, fondata sulla mediazione, sulla cooperazione, sui Corpi Civili di Pace e sulla costruzione concreta della pace.

La proposta di legge prevede l’istituzione di un Dipartimento per la Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Perché la sicurezza non si costruisce con le armi, ma con:
🤝 il dialogo
🌍 la solidarietà
🕊️ la prevenzione dei conflitti
👥 la partecipazione civile

Servono 50.000 firme entro settembre 2026 per portare questa proposta in Parlamento.

✍️ Firma anche tu e contribuisci a costruire un’Italia che investe nella pace e nella giustizia.

🔎 www.difesacivilenonviolenta.org

Rete Italiana Pace e Disarmo
Sbilanciamoci

SUL COMUNICATO CONGIUNTO ANPI-UCEI DEL 28/07/2026Gentile Presidente Pagliarulo, il comunicato congiunto ANPI–UCEI del 28...
02/08/2026

SUL COMUNICATO CONGIUNTO ANPI-UCEI DEL 28/07/2026

Gentile Presidente Pagliarulo,
il comunicato congiunto ANPI–UCEI del 28 luglio sta determinando sorpresa e disorientamento al nostro interno, non tanto ovviamente per quanto concerne l’obiettivo di riaprire il dialogo tra le parti sui temi di vitale importanza per la democrazia italiana e la società, ma quanto per ciò che non vi compare: una chiara valutazione delle tensioni dello scorso 25 Aprile a Milano e delle loro cause, affinché nel prossimo anno episodi simili non abbiano più a verificarsi, essendo consapevoli che l’estrema destra al governo potrebbe avvantaggiarsi in campagna elettorale del ripetersi di tali situazioni.

Antifascista è chi l’antifascista fa, per questo non c’è la necessità di fare riferimento ad alcuna religione specifica: semplicemente occorre che vengano riconosciuti e perpetrati i valori antifascisti.
Chi rispetta questi principi è naturalmente incluso nella nostra causa, senza necessità di ulteriori comunicati congiunti.

Al contrario chi si è reso o si rende autore di azioni divisive tendenti ad esaltare chi fomenta e persegue la guerra e il genocidio, naturalmente si allontana dai principi di antifascismo, rispetto e democrazia. Azioni incompatibili con lo spirito del 25 Aprile e con i valori della Resistenza, come l’esibizione provocatoria da parte della Brigata Ebraica di cartelli di sostegno alle politiche del governo Netanyahu e dell’amministrazione Trump, che ci auguriamo non abbiano a ripetersi.

Apprezziamo la volontà delle parti di condividere il valore dell’antifascismo, la condanna degli atti di violenza e di qualsiasi forma di razzismo e discriminazione; occorre però essere conseguenti. La necessità di "riaprire il dialogo" o di "abbassare i toni" non può prescindere da una posizione netta e coerente come quella che l'ANPI ha più volte espresso relativamente al genocidio in corso in Palestina e al doveroso sostegno al popolo palestinese, che da decenni subisce occupazione, violenze e privazione dei propri diritti. E non può prescindere dalla necessità di fermare il genocidio, sostenere il popolo palestinese, riaffermare il ripudio della guerra e il valore universale dell'antifascismo.

Per queste ragioni chiediamo che su una questione di tale rilievo si apra un confronto ampio e partecipato all'interno dell'Associazione, che non può esaurirsi in comunicato emesso il 28 luglio e che riteniamo del tutto insufficiente. Un confronto e una partecipazione da svolgersi nel pieno rispetto dei valori fondativi dell’Associazione e del suo costante impegno contro ogni forma di oppressione, guerra e discriminazione.

Lodi, 2 agosto 2026

Ufficio di presidenza dell’ANPI Provinciale di Lodi

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI

Commemorazione dell'82° Anniversario dell'Eccidio di Villa Pompeiana e della Cascina Cagnola.
26/07/2026

Commemorazione dell'82° Anniversario dell'Eccidio di Villa Pompeiana e della Cascina Cagnola.

Anche nel lodigiano arrivano le pastasciutte antifasciste, per ricordare la pasta che i fratelli Cervi offrirono agli ab...
18/07/2026

Anche nel lodigiano arrivano le pastasciutte antifasciste, per ricordare la pasta che i fratelli Cervi offrirono agli abitanti di Campegine per festeggiare la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943.

VENERDÌ 24/7 a Turano
SABATO 25/7 a Codogno, Lodi e Paullo.

Non mancate!!!!

Domenica 26 luglio si terrà la Commemorazione dell'82° Anniversario dell'Eccidio di Villa Pompeiana e della Cascina Cagn...
12/07/2026

Domenica 26 luglio si terrà la Commemorazione dell'82° Anniversario dell'Eccidio di Villa Pompeiana e della Cascina Cagnola, in cui 11 partigiani e antifascisti vennero uccisi dalle milizie fasciste.

Vi invitiamo a partecipare numerosi!

Martedì 2 Giugno, ANPI Provinciale di Lodi e la Sezione  organizzano l'iniziativa provinciale per l'80°  Anniversario de...
22/05/2026

Martedì 2 Giugno, ANPI Provinciale di Lodi e la Sezione organizzano l'iniziativa provinciale per l'80°  Anniversario della Repubblica e del voto alle donne.

Alle ore 21, presso piazza Pusterla a Casalpusterlengo, ci sarà la lettura scenica "21. E poi vennero le le donne: le Madri Costituenti".

Alcune immagini della Commemorazione che si è tenuta oggi, domenica 17 maggio, in memoria dei partigiani Rosolino Grigna...
17/05/2026

Alcune immagini della Commemorazione che si è tenuta oggi, domenica 17 maggio, in memoria dei partigiani Rosolino Grignani e Domenico Scorbatti, uccisi dai nazisti in fuga il 27 aprile 1945 lungo la strada che collega Lodi e Lodi Vecchio.

È intervenuto Omar Damiani, vicepresidente ANPI Provinciale di Lodi.


Il gruppo "Costituzione" dell'ANPI Provinciale di Lodi, propone per 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟵 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 alle ore 16 a Casalpusterlengo (Spaz...
04/05/2026

Il gruppo "Costituzione" dell'ANPI Provinciale di Lodi, propone per 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟵 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 alle ore 16 a Casalpusterlengo (Spazio alCubo, via Galilei 1) un incontro dal titolo "𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭'𝘰𝘳𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘣𝘪𝘴𝘴𝘰?". Una discussione sul tema della guerra, guidata da Roberto Lovattini del Coordinamento Europe for Peace di Piacenza.

Vi aspettiamo!

Indirizzo

Via Cavour 64/66
Lodi
26900

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