ADECI Lombardia

ADECI Lombardia Associazione Nazionale contro l’illegalità delle espropriazioni immobiliari con mutui fondiari prima casa �

È la banca più strozzina d’Italia: concede mutui e prestiti, poi ti blocca i conti per fotterti i soldi e gli immobili, ...
08/04/2026

È la banca più strozzina d’Italia: concede mutui e prestiti, poi ti blocca i conti per fotterti i soldi e gli immobili, truffandoti con la legge 130 della cartolarizzazione, in comune accordo con reti fittizie scelte dai giudici esecutivi, a scopo di estorsione e terrore opaco. Collaboratori fittizi, selezionati dai tribunali di tutta Italia, completano questo sistema. Una vergogna immonda.

Multa da 31,8 milioni a Intesa Sanpaolo: per oltre due anni accessi non autorizzati ai conti di migliaia di clienti.

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C’è una responsabilità politica chiara dietro l’esplosione delle aste giudiziarie e la trasformazione del debito in un m...
14/02/2026

C’è una responsabilità politica chiara dietro l’esplosione delle aste giudiziarie e la trasformazione del debito in un mercato finanziario.
La Legge 130/1999 sulla cartolarizzazione dei crediti ha aperto la strada alla cessione massiva dei crediti deteriorati. Negli anni successivi, quelle norme sono state rafforzate e rese ancora più incisive, anche durante il governo guidato da Matteo Renzi, con Andrea Orlando alla guida del Ministero della Giustizia.
In nome della stabilità del sistema bancario e della riduzione degli NPL, migliaia di crediti sono stati ceduti a veicoli finanziari e fondi specializzati, spesso a prezzi fortemente ribassati. Ma dietro quei pacchetti di crediti non ci sono numeri: ci sono persone, famiglie, imprenditori, case costruite con anni di sacrifici.

Con la cartolarizzazione, il rapporto tra banca e debitore si spezza. Il credito diventa un prodotto da monetizzare. La procedura esecutiva diventa lo strumento principale per recuperare valore nel minor tempo possibile. E così si moltiplicano pignoramenti e aste giudiziarie.

Le case vengono immesse sul mercato delle aste e spesso aggiudicate a valori molto inferiori rispetto al prezzo originario. Nel frattempo, chi prova a difendersi affronta costi legali elevatissimi, parcelle, compensi tecnici, spese procedurali. Troppo spesso il risultato è duplice: perdita dell’abitazione e azzeramento dei risparmi.

E quando i cittadini presentano denunce per presunte irregolarità nelle perizie, nelle valutazioni o nelle modalità di vendita, la risposta che ricevono è frequentemente l’archiviazione. Un atto formale che chiude tutto e lascia la sensazione di non essere stati realmente ascoltati.

Non si può ignorare che le riforme dell’esecuzione forzata introdotte in quegli anni abbiano accelerato le procedure, ridotto i tempi e reso più efficiente il recupero dei crediti. Ma l’efficienza non può diventare sinonimo di automatismo. La rapidità non può sacrificare il diritto di difesa.

Quando il sistema appare sbilanciato a favore dei grandi creditori e impermeabile alle contestazioni dei cittadini, il problema non è solo economico: è un problema di fiducia democratica.

Le scelte politiche fatte durante il governo Renzi, con Andrea Orlando ministro della Giustizia, hanno inciso profondamente su questo modello. Oggi è legittimo chiedere che quelle norme vengano riviste, che vengano introdotti controlli indipendenti sui giudici dell’esecuzione, maggiore trasparenza nelle aste e strumenti reali di tutela per chi denuncia anomalie.

La legge deve garantire equilibrio, non diventare un meccanismo percepito come spietato e disumano.

Perché dietro ogni cartolarizzazione non c’è un credito.
C’è una vita.

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