12/06/2026
20 GIUGNO 2026: Spettacolo Narrante su "Grazia Deledda "
Sabato 20 giugno si terrà a Livorno un evento su Grazia Deledda. con l’obiettivo di promuovere la figura, le opere e l’eredità artistica di Grazia Deledda. L’idea è quella di offrire una diversa chiave di lettura alla produzione della scrittrice premio Nobel 1926.
La storia della critica deleddiana, in più di cento anni, è caratterizzata da posizioni contraddittorie. I critici italiani hanno spesso trattato la Deledda con sufficienza (quando non proprio con impazienza!) e hanno, altrettanto spesso, sottostimato il suo apporto al romanzo italiano del Novecento. Non che la scrittrice nuorese fosse stata inizialmente compresa neppure dai sardi che, per lungo tempo, e ben oltre gli anni della sua formazione a Nuoro, la guardarono con sospetto. Se, da un lato, il rapporto con la Sardegna è stato in qualche modo recuperato (sono molte le iniziative dedicate alla scrittrice in Sardegna e molti intellettuali sardi si occupano dell’opera deleddiana), dall’altra ci si può legittimamente chiedere come venga valutata la produzione di Grazia Deledda al di fuori dell’isola e quanto questa abbia ancora importanza nel dibattito critico nazionale e internazionale.
Ricordare la figura di Grazia Deledda significa ricordare la più grande scrittrice italiana, ancora oggi l’unica donna italiana insignita del premio Nobel alla letteratura nel 1926 «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano».
Scrittrice generosissima che mantiene ben evidenti in tutte le sue opere i legami con la Sardegna di quell’epoca, dove i suoi personaggi prendono corpo, operando in un mondo aspro che rappresenta perfettamente la nostra isola, affrontando dei temi che non vengono condivisi dai conterranei dell’epoca.
Ma la storia di Grazia Deledda rappresenta anche il modello di donna che ha saputo dimostrare una forza tale da superare i pregiudizi sociali, che ha saputo imporsi in un mondo letterario allora riservato solo agli uomini.
Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre del 1871, allora un borgo di appena seimila anime, dove riuscì a sottrarsi alla condizione di emarginazione sociale cui erano condannate le donne sarde in una società dominata dagli uomini. Autodidatta, le concezioni e le regole di allora non consentivano ad una donna di seguire studi superiori, la Deledda aveva ben chiaro cosa fare ed aveva coscienza del proprio valore.
Il percorso non fu semplice: a 17 anni le prime pubblicazioni che raccontano amori passionali e fatali, pubblicate sulle pagine dell’Ultima Moda, scatenano le reazioni di un intero paese. La benpensante società nuorese si sentì offesa di ospitare nella sua comunità una fanciulla che bisognava mettere al bando per l’audacia che aveva manifestato raccontando storie non adatte alle giovanette, e per le scelte libere dalla rigida sottomissione alle regole di un mondo patriarcale.
A 28 anni lascia Nuoro per Cagliari dove conosce il marito e si sposa con l’aspirazione di trasferirsi a Roma agognata “Gerusalemme artistica”, sogno che riuscirà a realizzare nel febbraio del 1900.
Qui, conscia ed orgogliosa della propria arte, alimenta la sua ambizione di conoscenza e notorietà, intessendo con caparbietà una rete di rapporti che la mette al centro di un mondo culturale all’avanguardia.
È ospite ai tè della regina Margherita, circondata dal fior fiore degli intellettuali dell’epoca, che tanto apprezzava i suoi romanzi.
Frequenta il salotto del sabato sera di casa Prini animato, tra gli altri, da artisti come Boccioni, Balla e Sironi.
Si pone al centro di un mondo culturalmente all’avanguardia per ingegni creativi di risonanza internazionale nel campo della musica, della scrittura e delle arti visive e diviene tramite prezioso per gli artisti sardi che si rivolgono a lei per entrare nel mondo artistico nazionale (è il caso di Giuseppe Biasi e di Mario Mossa De Murtas).
La sua strada la costruì pezzo per pezzo, promuovendosi come la migliore agente letteraria di sé stessa. Donna capace di credere nelle proprie capacità e in qualche modo innovatrice nella comunicazione e nella promozione, come testimoniato dalla sua copiosa corrispondenza con critici e letterati.
Mantiene ancora oggi il primato di essere l’unica donna italiana vincitrice del Nobel per la letteratura, eppure, rimane colpevolmente ai margini e misconosciuta nei programmi di studio.
Ecco credo che iniziative di questo tipo, così come l’evento di oggi, si inseriscano a pieno diritto in un percorso virtuoso di conoscenza e divulgazione.
Per questo voglio ringraziare Sandro Dessì oggi qui con noi che da diversi anni porta avanti con convinzione una battaglia volta a promuovere la conoscenza e rende omaggio a Grazia Deledda, premio Nobel 1926, attraverso il racconto musicale "Il Volo di Grazia", creato per il centenario del premio Nobel. Dessì collabora inoltre illustrando edizioni speciali, come quella de "Il dono di Natale", e propone spettacoli incentrati sulla vita e le opere della scrittrice sarda.
L'iniziativa è realizzata dall’ Associazione Culturale Sarda “Quattro Mori”” di Livorno, per le celebrazioni del 100° dal premio Nobel di Grazia Deledda.