21/11/2025
🟥𝐋𝐀 𝐑𝐎𝐔𝐋𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐑𝐔𝐒𝐒𝐀
Ieri il prof. Alessandro Volpi ci ha aggiornati sulla situazione della 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚.
Lo ha fatto mentre eravamo ospiti di Microcrediamoci, piccola e meravigliosa associazione livornese che in 11 anni è riuscita a 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝟕𝟓.𝟎𝟎𝟎 € 𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚̀, 𝐚 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐙𝐄𝐑𝐎, aiutandole e consigliandole perché potessero restituire quanto dovuto (finora già nell'82% dei casi).
Una 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 senza fini di lucro che il sistema bancario non fa quasi più, neanche a pagamento, con 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞.
Ormai, ha ricordato il prof. Volpi, le Banche fanno 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢 soltanto attraverso le 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐞.
E i titoli azionari che "tirano" enormemente in questo momento sono quelli delle 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝'𝐚𝐫𝐦𝐢, per lo più americane, ma non solo.
Con l'ulteriore, gravissima, implicazione legata alla natura del business.
Perché un titolo di borsa, 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨 𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐫𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, deve poter promettere una domanda forte e crescente del mercato in relazione alla produzione sottostante.
E la produzione in questo caso è quella di 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, che prima o poi devono essere 𝐮𝐬𝐚𝐭𝐢 per risultare effettivamente necessari e profittevoli.
Ecco che allora la sicurezza degli investimenti in armi (realizzati come sappiamo tramite i 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢 raccolti da banche e poste, le 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 e coi 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞) si basa sull'𝐢𝐧𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐞, minacciate contemporaneamente da una 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 che prima o poi deve scoppiare e dalla 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐖𝐞𝐥𝐟𝐚𝐫𝐞.
E' una 𝐫𝐨𝐮𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐬𝐬𝐚, in tutti i sensi.
Un gioco mortale in cui ogni tanto devi 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐢𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨, altrimenti gli scommettitori non fanno più le puntate.
E una volta o l'altra il colpo partirà.
Ve lo ricordate, vero, "Il Cacciatore"?
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