on esiste una definizione chiara di accumulo compulsivo in termini di criteri diagnostici accettati (come l'attuale DSM); tuttavia, Frost e Hartl (1996) forniscono come definizione le seguenti caratteristiche:[3]
acquisire, senza poi disfarsene, un gran numero di beni che appaiono inutili o di scarso valore
spazi vitali ingombrati in modo tale da impedire le attività per le quali tali spazi sono s
tati progettati
disagio significativo o menomazione nel funzionamento causati dall'accaparramento
ritrosia o incapacità a restituire oggetti presi in prestito; essendo i contorni non ben definiti, l'accaparramento impulsivo potrebbe a volte portare a cleptomania o furto. Nelle sue forme peggiori, l'accumulo compulsivo può causare incendi, condizioni impure (ad esempio, infestazioni di topi o scarafaggi[4]), lesioni inciampando nel disordine e altri rischi per la salute e la sicurezza, secondo Sanjaya Saxena, MD, direttore dell'Obsessive-Compulsive Disorders Program all'University of California, San Diego. [5] Gli accaparratori (hoarders) possono erroneamente credere che gli oggetti accumulati siano molto preziosi, oppure possono sapere che gli oggetti accumulati sono inutili, o possono dare un forte valore personale ad oggetti di cui riconoscono il poco o nessun valore che hanno per altre persone. Un hoarder del primo tipo può, ad esempio, esibire una collezione di posate sostenendo che le posate siano d'argento e madreperla, trascurando il fatto che sulla confezione vi sia scritto chiaramente che sono in acciaio e plastica. Un hoarder del secondo tipo può avere un frigorifero pieno di cibo avanzato scaduto da mesi, ma in alcuni casi resisterebbe con veemenza a ogni tentativo da parte dei familiari di buttarlo via. In altri casi lo hoarder riconosce la necessità di ripulire il frigorifero, ma non riesce a farlo, in parte perché sente che non ne vale la pena, e in parte perché sopraffatto dalle simili condizioni in cui si trova il resto dei suoi spazi vitali.