10/09/2026
Lunedì 7 settembre
Una delegazione della Camera Penale di Livorno, composta dal Presidente Michele Alongi, dal Vice Presidente Nando Bartolomei, dalla referente Carcere Guia Tani, dalla Tesoriera Cecilia Bellucci e dal Consigliere Francesco Puccetti, ha effettuato un sopralluogo all'interno della casa di reclusione di Porto Azzurro, all'Isola d'Elba.
La visita, molto approfondita, è stata possibile grazie alla presenza ed alla piena disponibilità della Direttrice dell'Istituto Dott.ssa Martina Carducci e della Garante delle persone private della libertà personale Dott.ssa Raimonda Lobini.
La delegazione ha potuto verificare direttamente le condizioni detentive del carcere e le problematiche esistenti relative principalmente alla presenza nell'istituto di un numero troppo elevato di detenuti con pene brevi, al mancato o carente versamento di fondi da parte del Ministero per la messa a piena produzione di un importante opificio di falegnameria ed alla carenza di personale medico nell'area sanitaria, che peraltro dispone di attrezzature all'avanguardia.
Problematiche alle quali si aggiunge la quasi assenza di attività lavorative e formative, con esclusione di quella scolastica, nodo centrale per l'attuazione del principio rieducativo ed aspetto quasi imprescindibile per il reinserimento del ristretto nella comunità.
L'accesso alla struttura è piena testimonianza della vicinanza della Camera Penale alla realtà penitenziaria della provincia e delle sue problematiche, realtà sulla quale insistono ben tre istituti di pena: Livorno, Gorgona e Porto Azzurro.
La restrizione della libertà personale non può prescindere dal rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e, pertanto, è sempre più urgente richiamare l'attenzione sulle condizioni detentive che violano i diritti delle persone ristrette, evidenziando la necessità imprescindibile di dare piena attuazione all'art. 27 della nostra Costituzione: la pena deve essere rieducazione, al fine di restituire alla società un individuo che, pur avendo errato, risulti riabilitato e migliore.
La visita della Camera Penale, pertanto, non è stata solo un atto di presenza, ma di totale interessamento e controllo affinché le realtà carcerarie rispecchino le finalità a loro deputate.