Quartieri Uniti Eco-solidali Livorno

Quartieri Uniti Eco-solidali Livorno Rete dei quartieri di Livorno per promuovere azioni comuni per migliorare la qualità della vita.

IL TERRITORIO NON E' UNA DISCARICA: OGGI L'INCONTRODibattito importante oggi alle 16,30 presso la sala Cesvot, Via Fagiu...
13/10/2024

IL TERRITORIO NON E' UNA DISCARICA: OGGI L'INCONTRO

Dibattito importante oggi alle 16,30 presso la sala Cesvot, Via Fagiuoli 3.

Stefano Seghetti (Rifiuti Zero) inquadrerà la tematica del ciclo dei rifiuti anche in ambito locale (si parte dall'inceneritore del Picchianti per arrivare alla discarica del Limoncino).

Antonio Piro (Comitato No Valdera Avvelenata) ci racconterà lo scempio che sta avvenendo a pochi chilometri da qui, lanciando la grande manifestazione regionale di sabato prossimo.

E' una piccola assemblea cittadina: chiunque può ve**re, interagire, fare domane e proposte.
Vi aspettiamo.

UNA FIRMA CONTRO I FUMI NAVALIOggi alle 11,00, in Piazza Garibaldi, come Associazione  Livorno Porto Pulito incontreremo...
11/05/2024

UNA FIRMA CONTRO I FUMI NAVALI

Oggi alle 11,00, in Piazza Garibaldi, come Associazione Livorno Porto Pulito incontreremo i candidati e le candidate a Sindaco/a e gli chiederemo di firmare un documento impegnativo contro l'inquinamento atmosferico navale.

In questi giorni la situazione è ulteriormente peggiorata, se mai possibile: guardate questo video di pochi secondi, che riassume oltre venti minuti di fumo nerissimo a due passi dalle case:
https://youtu.be/8LpJaP_slBE

E' necessario che chi si appresta ad amministrare questa città si impegni concretamente ad interve**re su uno dei suoi maggiori problemi sanitari.
Il documento è molto stringente, con azioni ben delineate e una puntuale tempistica (da uno a sei mesi, non di più).

Fate un salto anche voi: ascolterete anche altre istanze formulate dai cittadini aderenti alle realtà di quartiere, a difesa di una migliore vivibilità quotidiana: Associazione Vivi Centro - Ovosodo, Love ❤️💛 Pontino (Comitato Pontino San Marco) e Vivi La Venezia Comitato di Quartiere .

07/01/2024
CERCO UN CENTRO DI GRAVITA' PERMANENTEOggi sul Tirreno dichiarazione unanime da parte delle due principali associazioni ...
28/12/2023

CERCO UN CENTRO DI GRAVITA' PERMANENTE

Oggi sul Tirreno dichiarazione unanime da parte delle due principali associazioni di categoria del mondo del commercio: va bene toglierli da Via del Cogorano, ma i bus dei crocieristi non devono essere allontanati dal centro.
Mica possono essere prelavati sottobordo i turisti, ma scherziamo?

Bisogna ammetterlo: noi dell'Associazione Porto Pulito Livorno siamo notoriamente fra i principali rompiscatole che si sono messi in testa la strana idea che la salute e la sicurezza stradale dei cittadini valgano più del fatturato delle brioche.

Ci sentiamo quindi responsabili di coadiuvare i legittimi difensori dei profitti dei bottegai nel reperimento di altri siti "downtown", atti ad ospitare decine e decine di torpedoni ingombranti ed inquinanti.

Vediamo un po':

1. PIAZZA CAVOUR: un altro bel salottino in pieno centro, solo un po' troppo piccolo per ospitare contemporaneamente la sosta di tanti mezzi pesanti. Si potrebbe ovviare facendoli girare in tondo in attesa del posto, attorno alla statua del Conte Camillo Benso. Così a lui gira la testa e a noi qualcos'altro.

2. ATTIAS: perché no? C'è già anche una grande pasticceria con dehors, proprio lì davanti, hai voglia di cappuccini. Sempreché qualche raro crocierista voglia uscire dalla "bolla" in cui viene imprigionato, quella della crociera all inclusive, colazioni comprese.

3. Piazza della Repubblica: la più grande rotatoria d'Europa potrebbe prestarsi a gare di inseguimento fra torpedoni. Due squadre rivali: quelli che poi schizzano a Pisa e quelli che contemporaneamente partono a scheggia verso Firenze.

Come vedete, le soluzioni ci sono.
E la fortuna è che stanno tutte nelle disponibilità della stessa Assessora, al traffico e all'ambiente. Incredibile, vero?

Dai, mettiamoci comodi e godiamoci lo spettacolo.

BERRETTI E MIRACOLIEra un po' che non passavo da Piazza dei Miracoli.Qualche decennio fa ci bazzicavo spesso, fra una le...
21/12/2023

BERRETTI E MIRACOLI

Era un po' che non passavo da Piazza dei Miracoli.
Qualche decennio fa ci bazzicavo spesso, fra una lezione e l'altra. E grazie alla folta chioma mica lo sentivo così forte il freddo in testa, neanche di questi tempi.

Avendo però perso, oltre ai capelli, anche il berretto di lana (mi trovate nel Guinness dei primati nella categoria smarrimenti) ho adocchiato una boutique stradale per procedere all'acquisto.

Youssef, Costa d'Avorio, aveva appena ricevuto visite: un paio di signori in divisa che si stavano allontanando.

"Problemi ?" gli chiedo.
"Macché" mi risponde in tosco-ivoriano con un gran sorriso "Tutto a posto. Però hanno detto che non va bene che non mi controllano i documenti da tanti anni".
"E te cosa gli hai detto?" mi informo.
Altro sorriso.
"Che non capisco perché mi devono controllare. Mica faccio niente di male... Io qui lavoro per mandare soldi ai miei figli, perché controllare?".
Passa di lì uno sui quarant'anni, più o meno la sua età, però biondo.
Yussef si fruga in tasca e gli allunga una moneta, poi nota il mio sguardo perplesso e spiega.
"Lui francese. Non sta bene. Tutti i giorni passa e gli do un euro".
Lo guardiamo mentre si allontana, un po' zoppicante.
"Tutti i giorni?" chiedo a Yussef.
"Tutti i giorni no" risponde con un'aria colpevole. "Ieri ero nervoso e non gli ho dato nulla. Ma stanotte non ci ho dormito".

In questi giorni i boss dell'Europa stappano lo spumante per festeggiare. Non c'entra il Natale, ma l'approvazione di un atto che limita ancora di più la libera circolazione degli esseri umani.

Per fortuna a Pisa, e non solo, ogni giorno si compie un piccolo grande miracolo.

CIALTRON CITYA dispetto delle apparenze, questo è un discorso serio.Le apparenze, nel caso di specie, riguardano l'istal...
19/12/2023

CIALTRON CITY

A dispetto delle apparenze, questo è un discorso serio.

Le apparenze, nel caso di specie, riguardano l'istallazione trash con la famosa scritta I ❤️LIVORNO di Piazza Grande, degna della migliore periferia di una qualsiasi remota cittadina dell'Oklahoma.
Lucine squallide su supporto dorato e vabbè.

Già più seria la faccenda dell'evoluzione in corso del manufatto, che adesso denota una simpatica divaricazione dei pannelli dell'aureo sostegno, come si evince dalle foto.

Dice, ok, ci sarà salito su qualche bimbino saltellante. Oppure vi si è assiso qualche crocierista, mettendo in funzione i suoi 26 kg. (o se prererite le sue 57,3 libbre) di prodigiose natiche allevate a cheeseburger.
Per farsi fotografare, mica per altro, e spedire nell'universo, in un nanosecondo, l'immagine più qualificante della nostra città.

Ma mi domando: possibile non essere capaci di metter su un'installazione discutibile eppure a prova di bimbini & deretani? Insomma, almeno un troiaio fatto bene?

E da qui si vira verso il discorso serio. E doloroso, anche.
Da livornese innamorato pazzo della mia città e della dolce trascuratezza mediterranea, mi tocca però ammettere che abbiamo ormai passato il segno.

Si, lo so, a Livorno l'accuratezza viene subito bollata per leziosità, la precisione viene presa per fiscalità, il rispetto delle regole di convivenza che noi stessi ci siamo dati viene subito vissuto come atto oppressivo.
E' una storia vecchia, una sottocultura locale che scaturisce dall'esagerazione delle cose belle che abbiamo nel DNA: la spontaneità eletta a sistema, una certa insofferenza picaresca, l'amore per un malinteso senso di libertà individuale.

Occhio, non ne faccio un discorso di "decoro urbano", concetto pericolosissimo che apre al strada alle peggiori emarginazioni.
Né sopporto le città-salottino simil-Svizzera o quelle finte, com'è diventato ad esempio il centro di Firenze.

Il punto è che mi sono rotto di un'idea cialtrona di città, nella quale fare male le cose è diventata la regola, il paradigma di tutte le iniziative, l'esplicazione pratica del "fa' vaini", dove i vaini veri li fanno sempre i soliti, sempre di più.

Mentre tutti quegli altri si illudono di essere liberi.

CONTATORE CHIUSO, NUMERO CHIUSO, CERVELLO CHIUSO.Occhio: questa non è un'esercitazione, neanche di stile.Qualunque esso ...
06/12/2023

CONTATORE CHIUSO, NUMERO CHIUSO, CERVELLO CHIUSO.

Occhio: questa non è un'esercitazione, neanche di stile.
Qualunque esso sia, parodistico, da commedia grottesca o teatro dell'assurdo, stavolta non serve scomodare Pirandello e Beckett.
Non serve pagare il biglietto: a Livorno certi spettacoli, si sa, sono gratuiti.
O meglio, si pagano nascostamente, che sia con una TARI altissima o, come in questo caso, col costo dei danni alla formazione scolastica dei nostri ragazzi e ragazze.

E' in scena un dramma senza drammaturghi, insomma. Pura realtà, cruda come il freddo di queste mattine.

Leggerete sul Tirreno che, attanagliati dal gelo, gli educatori della succursale ITI di Shangai si sono decisi ad andare a vedere se per caso c'era qualcosa che non andava al contatore del gas.

Macché, tutto ok, a parte i sigilli.
Messi non ieri, ma a maggio, dopo una disdetta del contratto col fornitore del servizio di distribuzione, evidentemente senza che la proprietà dell'immobile venisse informata da ASA.
Oppure sì, ma senza che alla proprietà stessa venisse poi in mente di informare la Provincia.
Oppure sì, ma senza che alla Provincia venisse poi in mente di informare la Preside.
E così via, in un domino ininterrotto.

Fatto sta che, a quanto pare, i sigilli stessi erano stati avvistati già cinque giorni fa e tutto però doveva essere sembrato regolare.
Del resto siamo ormai a giugno, che bisogno c'è del riscaldamento?

Non sappiamo, in questo reality di sopravvivenza, chi abbia omesso di fare il suo dovere, o semplicemente di onorare gli impegni contrattuali per cui viene pagato.

Di sicuro sappiamo che evidentemente l'ultimo dei problemi è la qualità e la continuità dell'insegnamento.

L'edilizia scolastica è un colabrodo di aule cadenti e succursali improbabili? Basta mettere il numero chiuso.
Come un contatore.
Come il cervello dei cittadini e delle cittadine a cui affidare domani la nostra società.

LA COLPA E' DI BIBBONATutti fermi, nessun problema.Sì, è vero, il Sole 24 ore di ieri colloca Livorno al 66° posto in It...
05/12/2023

LA COLPA E' DI BIBBONA

Tutti fermi, nessun problema.
Sì, è vero, il Sole 24 ore di ieri colloca Livorno al 66° posto in Italia per qualità della vita, togliendoci 14 posizioni in un anno.
Lo ammettiamo, pesa particolarmente il discreto tonfo nella sottoclassifica "Affari e lavoro", in cui piombiamo al 79° posto (dicesi settantanovesimo) perdendo di schianto 36 posizioni (diconsi trentasei).
Ma non c'è mica da preoccuparsi.

La classifica, si sa, è a livello provinciale e gli analisti economici del Comune di Livorno hanno già individuato il problema, ligi alla Weltanschauung ["visione della vita e del mondo" (nota per chi non leggesse il Vernacoliere)] del loro Capo: "i meriti sono tutti miei, le colpe di quell'altri".

E cosa può aver inciso, allora, per annullare gli effetti benefici delle centinaia di migliaia di presenze al Caprilli, dei milioni di avventori delle ribotte cittadine e dei miliardi di crocieristi in cerca di cappuccini?

E' presto detto, anzi è già pronto l'elenco.

PALIO DELLA COSTA ETRUSCA DI SAN VINCENZO.
Ebbene sì, non è andata come si sperava. L'azzoppamento di Nòcciolo nella terza batteria ha privato la finale del grande favorito della vigilia, provocando l'esodo del pubblico,186 euro di mancati incassi nel comparto cinque e cinque e il licenziamento in tronco di Gigi lo stalliere.
Chiari gli effetti su "Affari e lavoro", per l'appunto, che si sono ripercossi inesorabilmente sulla classifica provinciale del Sole.

Non basta.

FESTA DEL PESCE A CALETTA.
Qui il destino cinico e baro si è accanito sulla famiglia Biagiotti- Fulceri, causa cagotto improvviso e collettivo dovuto in realtà al tiramisù consumato la sera prima a casa, ma che purtroppo è stato interpretato erroneamente dai vicini di tavolo come effetto immediato dell'impepata di cozze.
Anche in questo caso, mancate vendite per almeno 37 euro di ponci e risoluzione del contratto (precario) della cuoca Suèlle.

FESTA DEL CEDRO E PALIO DELLE BOTTI.
Da Bibbona la mazzata finale.
Tutto sembrava svolgersi al meglio quando durante la salita gli spingitori del Rione California Nuova hanno perso il controllo del mezzo (la botte).
Il contenitore si è pertanto trasformato in un bolide micidiale che è ripiombato dabbasso, investendo in pieno il banchetto di ninnoli & croccante di Gasparri Amedeo e provocandone il ricovero al vicino nosocomio, nonché la perdita secca dell'incasso previsto per la serata.

Stupisce che un quotidiano serio come il Sole 24h abbia potuto trascurare questi eventi, col risultato di gettare un'ombra immotivata sui risultati economici e occupazionali del nostro Comune.

Ma anche qui, calma e sangue freddo: i massimi livelli dell'Amministrazione hanno già preso i contatti del caso con la Direzione di Milano del giornale perché dia luogo ad una pronta smentita e alla immediata correzione, al rialzo, della classifica pubblicata.

"E SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE...".. che il nostro pianto fa male al re.fa male al ricco e al cardinalediventan tristi ...
03/12/2023

"E SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE..."
.. che il nostro pianto fa male al re.
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam..."

Così cantava Enzo Jannacci sulle parole di Dario Fo, tanti anni fa.
Massì, perché lamentarci, alla fine?
Distrutto un gabbione se ne fa un altro, che problema c'è?
Allegri l'ha perfino assicurato al Sindaco...

Disclaimer: pur da scarpone qual ero, ne ho fatte anch'io di gabbionate, hai voglia.
Dirò di più. Trovo che il gabbione sia il degno palcoscenico della rappresentazione più intensa della vocazione epico-masochistica del nostro popolo.
Alle due in pieno luglio, con la palla che non esce mai, scintillanti di sudore, ogni fibra nervosa concentrata in un balletto forsennato in pochi metri quadri.
Il silenzio della canicola violato solo dalle note secche e sublimi di una sfera che scheggia il cemento, si interpone sorda nei contrasti gladiatorii, scuote il ferro dietro il portiere.
Applausi, si riparte.

Nel gabbione rivive la fatica sovraumana della Coppa Risi'atori, l'orgoglio di sentirsi più forti delle avversità e perfino del mare in tempesta, per andare a guadagnarsi il diritto a scaricare la nave, a faticare ancora.

Ma non è questo il punto.
La faccenda, invece, è che dopo quello che è successo e risuccederà (perché lo sappiamo benissimo che questo è solo l'inizio) tutto quello che siamo capaci di fare è fabbricarne un altro, di gabbioni.
Magari un po' più in su, dove il mare per un po' non arriverà.
Come le famose banchine progettate per i prossimi anni (ne abbiamo già parlato): più alte di un metro e mezzo per tener dietro all'innalzamento delle acque previsto per la nostra costa.
Business is business, si sa. Quello che conta è che via mare, via aerea, via terra arrivino sempre più merci, prodotte e trasportate col petrolio.

E la popolazione? E il disastro ambientale in scena ormai quotidianamente? E il nulla cosmico della transizione ecologica? Come possiamo troncare finalmente la lunga carriera di killer del fossile, in raffineria, nel traffico stradale, nei porti, oltreché nell'atmosfera?

"Ah beh, si beh" cantava Enzino.
Parliamone, dai, ma un po' così, a c***o, come la Meloni ieri alla Cop 28: "Serve una transizione ecologica non ideologica".
Cioè, in sostanza, nessun atto concreto.
Esattamente quello che (non) ha fatto il cosiddetto centro sinistra, in tutti gli anni che ha governato a livello nazionale. E che tuttora (non) fa in ambito locale per contrastare il fossile.

Allegri augura ai livornesi "una rapida ripresa" e lo ringraziamo. Il problema è che, per come butta, qui il secondo tempo sarà peggiore del primo.

Ruote panoramiche e luminare in una città abbandonata a se stessa che cade letteralmente a pezzi sotto il libeccio, sempre più rapidamente.
Chiacchiere e basta, che poi sennò "i ricchi e i cardinali" delle chiese del Profitto ci rimangono male.

Alla fine, se ci pensate bene, i discorsi li porta via il vento, i gabbioni i politici ignavi.

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