03/12/2023
"E SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE..."
.. che il nostro pianto fa male al re.
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam..."
Così cantava Enzo Jannacci sulle parole di Dario Fo, tanti anni fa.
Massì, perché lamentarci, alla fine?
Distrutto un gabbione se ne fa un altro, che problema c'è?
Allegri l'ha perfino assicurato al Sindaco...
Disclaimer: pur da scarpone qual ero, ne ho fatte anch'io di gabbionate, hai voglia.
Dirò di più. Trovo che il gabbione sia il degno palcoscenico della rappresentazione più intensa della vocazione epico-masochistica del nostro popolo.
Alle due in pieno luglio, con la palla che non esce mai, scintillanti di sudore, ogni fibra nervosa concentrata in un balletto forsennato in pochi metri quadri.
Il silenzio della canicola violato solo dalle note secche e sublimi di una sfera che scheggia il cemento, si interpone sorda nei contrasti gladiatorii, scuote il ferro dietro il portiere.
Applausi, si riparte.
Nel gabbione rivive la fatica sovraumana della Coppa Risi'atori, l'orgoglio di sentirsi più forti delle avversità e perfino del mare in tempesta, per andare a guadagnarsi il diritto a scaricare la nave, a faticare ancora.
Ma non è questo il punto.
La faccenda, invece, è che dopo quello che è successo e risuccederà (perché lo sappiamo benissimo che questo è solo l'inizio) tutto quello che siamo capaci di fare è fabbricarne un altro, di gabbioni.
Magari un po' più in su, dove il mare per un po' non arriverà.
Come le famose banchine progettate per i prossimi anni (ne abbiamo già parlato): più alte di un metro e mezzo per tener dietro all'innalzamento delle acque previsto per la nostra costa.
Business is business, si sa. Quello che conta è che via mare, via aerea, via terra arrivino sempre più merci, prodotte e trasportate col petrolio.
E la popolazione? E il disastro ambientale in scena ormai quotidianamente? E il nulla cosmico della transizione ecologica? Come possiamo troncare finalmente la lunga carriera di killer del fossile, in raffineria, nel traffico stradale, nei porti, oltreché nell'atmosfera?
"Ah beh, si beh" cantava Enzino.
Parliamone, dai, ma un po' così, a c***o, come la Meloni ieri alla Cop 28: "Serve una transizione ecologica non ideologica".
Cioè, in sostanza, nessun atto concreto.
Esattamente quello che (non) ha fatto il cosiddetto centro sinistra, in tutti gli anni che ha governato a livello nazionale. E che tuttora (non) fa in ambito locale per contrastare il fossile.
Allegri augura ai livornesi "una rapida ripresa" e lo ringraziamo. Il problema è che, per come butta, qui il secondo tempo sarà peggiore del primo.
Ruote panoramiche e luminare in una città abbandonata a se stessa che cade letteralmente a pezzi sotto il libeccio, sempre più rapidamente.
Chiacchiere e basta, che poi sennò "i ricchi e i cardinali" delle chiese del Profitto ci rimangono male.
Alla fine, se ci pensate bene, i discorsi li porta via il vento, i gabbioni i politici ignavi.