16/09/2026
PARIGI, IL LEOPARDO SENZA CIELO
Non ha mai avuto il cielo sopra la testa l'unico esemplare di leopardo della Cina del Nord (Panthera Pardus Japonensis) ospite della Ménagerie du Jardins des Plantes, lo zoo gestito dal Museo di Storia Naturale di Francia, in pieno centro di Parigi.
Con meno di mille esemplari viventi in natura e cento negli zoo del mondo, questo splendido animale è un gioiello prezioso custodito in uno scrigno troppo piccolo dicono alcune associazioni animaliste francesi come Paris Animaux Zoopolis, One Voice e L214.
Ci dava le sp***e come a volerci escludere dal suo minuscolo mondo, un "recinto" inserito nel perimetro di un edificio settecentesco coperto da un tetto. Lo splendido felino, insomma, vive in una "teca" chiusa, visibile dall'esterno e dall'interno dell'edificio che la ospita attraverso due vetrate. Ci sono tronchi di alberi dentro e piccoli rifugi per nascondersi alla vista delle persone ma l'impressione è che il leopardo abiti in un monolocale.
Vero è che si tratta di una specie che caccia all'agguato e non insegue su lunghe distanze ma questo esemplare, nato in cattività, non ha mai neppure potuto fare una corsa in vita sua.
Contrariamente al Parco Zoologico di Parigi (Zoo di Vincennes) aperto nel 1934 ma chiuso per una radicale ristrutturazione e riaperto nel 2014, la Ménagerie non può essere ammodernata; si tratta infatti di una struttura storica, costruita durante la Rivoluzione Francese, nel 1794 e per questo protetta dalla Soprintendenza.
Misura poco più di 5 ettari, ospita 150 specie per 1200 esemplari ed è uno dei più antichi zoo del mondo ancora aperti al pubblico.
E' proprio questa la criticità principale della Mènagerie rilevata dalle associazioni: l'impossibilità di adeguare i recinti ai moderni criteri di benessere animale. I due caracal (Caracal caracal) sequestrati a un privato che li deteneva illegalmente in Spagna continuano a fare su e giù davanti agli occhi dei visitatori esibendo il classico comportamenteo stereotipato del "pacing" che indica stress.
Nel centro di Parigi, dicono inoltre le associazioni, i rumori del traffico, delle sirene, dei lavori urbani, sono lesivi della quiete e del benessere degli "ospiti".
Si difende la Menagerie dicendo che negli anni sono scomparsi i "giganti": giraffe, elefanti e leoni per dare spazio ad animali di piccola e media taglia, considerando gli scarsi spazi a disposizione ma a noi sembra che il bisogno di movimento non debba essere calcolato sulla base del "cubaggio" dell'animale in rapporto a quello dell'ambiente che lo ospita.
Nessun animale presente, afferma la Ménagerie, è inoltre stato prelevato in natura, sono tutti nati in cattività o sequestrati e, motivo ancora più importante per giustificare la sua esistenza, è la partecipazione a piu di un centinaio di EEP (Programmi europei per le specie minacciate) che hanno per obiettivo mantenere in cattività individui geneticamente sani per evitarne l'estinzione totale.
E ci sono anche programmi di reintroduzione in natura come quello dell'Orice d'Arabia (Oryx leucoryx, estinto in natura nel 1972) e della scimmia leonina brasiliana (Leontopithecus rosalia).
Troppe poche reintroduzioni, dicono le associazioni, che vorrebbero che il giardino trasferisse tutti gli animali in parchi zoologici moderni e che trasformasse la struttura in un centro educativo con diorami di animali.
Conservare le specie non significa per forza restringere la vita dei loro esemplari in una struttura nata con i criteri del 1794.
Ci sentiamo di appoggiare la posizione della PAZ e condividiamo la petizione per la chiusura del vecchio zoo. Se la pensate come noi potete firmare qui:
https://zoopolis.fr/.../menagerie-liberons-nenette-et.../