10/09/2025
Quella notte, infatti, mentre il campo dormiva avvolto nel respiro silenzioso della foresta, e solo il fruscio del vento tra le tende faceva compagnia alle stelle, una figura emerse dal nulla.
Era una donna, disse di chiamarsi Selma, e oltre al suo nome non rivelò null’altro.
Ci porse una lanterna accesa la cui fiamma tremolante ci condusse fino all’imbocco di una stretta via che si insinuava tra gli alberi.
Da lì in poi, avremmo dovuto camminare da soli.
Nel buio del bosco e con il respiro sospeso ci incamminammo. La luce della lanterna ci guidava passo dopo passo, mentre l’oscurità sembrava scrutare ogni nostro movimento. Alla fine del sentiero trovammo una sorta di tana nascosta tra radici antiche, ornata da candele, e strani oggetti che rendevano quel luogo sacro, come se custodisse qualcosa di molto più grande di noi.
Si dice che la notte porti consiglio, ma a noi quella notte lasciò soltanto un mistero che non aveva risposta.
Il mattino dopo, il sole sembrava non sapere nulla di ciò che era accaduto e dopo la colazione, alcuni di noi raccontarono al re ciò che avevano visto, ma parve deridere la cosa dicendoci che la donna che avevamo visto era solo una pazza che andava dicendo di essere una veggente.
Il pomeriggio rincontrammo Selma insieme alla figlia e allo sciamano del villaggio ricoperto di pitture antiche. Da quel momento, ci portarono in un mondo fatto di rune, magie, essenze ed antichi segreti.🍃🔮
I giorni seguenti scivolarono tranquilli, quasi come se il tempo si fosse congelato. Beowulf era partito per cercare tracce nei villaggi vicini, e il re era impegnato nei preparativi del compleanno della regina. Così noi, continuammo il nostro campo tra tornei di pattuglia, campioni di reparto e gare di cucina.
La notte peró, l’eco della leggenda continuava a sussurrare.