25/06/2026
COMUNICATO STAMPA
Gravissimi fatti di Versilia: fermo NO a ogni violenza e odio per orientamento affettivo. Le Chiese chiamate a profezia.
Con sgomento e dolore abbiamo appreso la notizia dei gravissimi fatti accaduti in Versilia, dove un padre ha ucciso il proprio figlio, Mirko, 24 anni, e la madre Kathy cha lo difendeva;
motivando il gesto con frasi di odio verso il suo orientamento affettivo.
Questi fatti sono inaccettabili. Nessuna idea, nessuna convinzione religiosa, culturale o morale può giustificare la violenza contro una persona. Uccidere un figlio perché “meglio morto che gay” è la negazione più radicale del Vangelo della vita e dell’amore. È il trionfo dell’odio sull’umanità.
Come Chiesa esprimiamo innanzitutto vicinanza e preghiera per il giovane ucciso, per la madre, per i familiari e per tutta la comunità di Versilia colpita da questa tragedia. Chiediamo giustizia, verità e memoria.
Di fronte a quanto accaduto urge con forza la presa di posizione di tutte le istituzioni: civili, educative, sociali, religiose. È tempo che la recrudescenza di violenza e odio verso le persone omoaffettive si fermi. Servono politiche concrete di prevenzione, educazione al rispetto delle differenze, contrasto all’omofobia nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei media e nelle famiglie. Il silenzio e l’ambiguità diventano complicità.
In questo momento le Chiese sono chiamate a una responsabilità profetica. Il Vangelo che annunciamo è Vangelo di accoglienza, di misericordia, di dignità per ogni persona creata a immagine di Dio. Condannare l’omofobia non è “cedere al mondo”, è essere fedeli a Cristo che ha detto: “Vi do un comandamento nuovo: amatevi gli uni gli altri” Gv 13,34.
La Chiesa Cattolica di Cristo, per sua natura, non conosce confini di denominazione quando si tratta di difendere la vita e la dignità umana. In tal senso sentiamo il dovere di essere capofila: denunciando ogni forma di odio, accompagnando le persone LGBTQIA+ credenti e non credenti che subiscono esclusione, formando le nostre comunità a uno sguardo che riconosce in ogni volto il volto di Cristo.
Non ci rassegniamo. Il sangue versato in Versilia ci interpella tutti. Convertiamo il dolore in impegno: perché nessuna madre debba più difendere un figlio dall’odio, e nessun figlio debba più morire per ciò che è.
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” Mt 5,9.