Circolo AUSER Lentini

Circolo AUSER Lentini 🌟 La memoria per un’armonia verso il futuro
📚 Cultura, solidarietà e comunità attiva
🤝 Iniziative e corsi per tutti

31/08/2026

Siamo pronti per iniziare il nostro ciclo di appuntamenti con la cultura!

Ospite della serata lo Storico prof. Marcello Proietto che ci racconterà dello splendido mondo delle donne medievali legate al panorama storico lentinese.

Accoglieremo, inoltre, Samuela Scrofani, incoronata "Dama dei Castelli di Sicilia 2026" al Concorso annuale del Comune di Sperlinga.

Vi aspettiamo Sabato 5 Settembre al Palazzo Beneventano.

Il tema di stasera, parla di tradizioni e memoria della Sicilia. Ci vediamo stasera!
29/08/2026

Il tema di stasera, parla di tradizioni e memoria della Sicilia. Ci vediamo stasera!

25/08/2026

🏠 GLI ANZIANI CHE NON ESCONO PIÙ DI CASA

A volte la casa protegge. Altre volte, lentamente e senza rumore, diventa una gabbia.

In una conferenza, Umberto Galimberti riflette sugli anziani che progressivamente smettono di uscire di casa.

Non sempre è una questione di pigrizia, disinteresse o mancanza di volontà. Per alcune persone anziane, il mondo esterno può diventare troppo veloce, rumoroso e difficile da decifrare.

Le informazioni si moltiplicano, le abitudini cambiano, la tecnologia modifica persino i gesti più semplici. Ciò che un tempo era familiare può apparire improvvisamente estraneo. Uscire, incontrare persone o affrontare un ambiente affollato può trasformarsi in una fatica e, talvolta, in una fonte di angoscia.

Nel pensiero di Galimberti, la vecchiaia non è soltanto una condizione biologica: è anche il rapporto tra una persona e un mondo che cambia più rapidamente di quanto lei riesca a riconoscersi in esso.

La casa diventa allora un rifugio: un luogo conosciuto, ordinato e prevedibile. Ma quando il ritiro si prolunga, quel rifugio rischia di restringere sempre di più la vita.

È necessario, tuttavia, non generalizzare. Dietro la scelta di rimanere in casa possono esserci difficoltà motorie, problemi di salute, paura di cadere, lutti, solitudine, fragilità economiche, ansia, depressione oppure la perdita delle relazioni che un tempo davano significato alle giornate.

Per questo non basta dire: “Devi uscire.”

Non servono rimproveri né imposizioni. Occorre avvicinarsi con rispetto, ascoltare senza giudicare e proporre piccoli passi compatibili con i desideri e le possibilità della persona: una breve passeggiata, una visita regolare, una telefonata, un incontro con qualcuno di fidato o un’attività capace di riaccendere interesse e partecipazione.

Quando il ritiro diventa persistente o si accompagna a tristezza profonda, disorientamento, disturbi del sonno o cambiamenti importanti nel comportamento, è opportuno parlarne con il medico di famiglia o con un professionista competente.

Una società civile non considera gli anziani un peso e non li abbandona dietro una porta chiusa. Ne riconosce l’esperienza, la memoria e il diritto a continuare a sentirsi parte della comunità.

Perché nessuno dovrebbe diventare invisibile soltanto perché ha smesso di uscire di casa.

Quante persone anziane vivono vicino a noi senza che nessuno domandi loro: “Come stai davvero?”

Pensiero di riferimento: Umberto Galimberti

A cura di Focus 3.0 – Associazione No Profit

23/08/2026

Ogni giorno parliamo di occupazione, stipendi, produttività. Tutto necessario.

Ma c'è una domanda ancora più profonda che troppo spesso dimentichiamo: perché lavoriamo?

Le persone non cercano soltanto un impiego.
Cercano un luogo dove poter esprimere il proprio talento, costruire relazioni autentiche, sentirsi riconosciute.

Quando il lavoro restituisce dignità, fiducia e appartenenza, non migliora solo la vita delle persone.
Migliorano anche le organizzazioni, le comunità e il futuro che costruiamo insieme.

L'economia civile parte proprio da qui: mettere al centro la persona significa creare valore che dura nel tempo.

Il lavoro migliore non è quello che ci occupa, dice Leonardo Becchetti (cofondatore di NeXt Economia).

È quello che ci coinvolge. E che genera valore comune.

Ho letto con attenzione le risultanze di questo incontro e, sinceramente, se questo è il risultato, non c’è niente di nu...
14/08/2026

Ho letto con attenzione le risultanze di questo incontro e, sinceramente, se questo è il risultato, non c’è niente di nuovo sotto il cielo. Sembra essersi trattato soprattutto di un incontro di cortesia, durante il quale le criticità sono state affrontate soltanto in termini generali. Certamente, meglio di niente.

Tuttavia, per coerenza, sarebbe stato utile che il Sindacato sollevasse uno dei problemi più importanti: la condizione della popolazione anziana. Oltre alle liste d’attesa, infatti, gli anziani devono affrontare bisogni nuovi, derivanti anche da un fatto positivo: l’aumento dell’aspettativa di vita.

Si vive più a lungo e si vorrebbe anche invecchiare meglio. Per questo i LEA, che fin dalla loro istituzione non hanno rappresentato pienamente i bisogni di una parte della popolazione in continuo aumento, oggi andrebbero ripensati. In particolare, occorre affrontare seriamente la questione delle protesi visive, uditive e dentarie, rispetto alla quale nella nostra provincia manca ancora una risposta adeguata.

Ci auguriamo, comunque, che questo sia stato soltanto un incontro iniziale e che, nel breve periodo, ne seguano altri realmente operativi. 🤝

Per un’associazione come l’Auser, la priorità è garantire alle persone la possibilità di vivere un invecchiamento attivo, superando quella visione esclusivamente “geriatrica” con cui, troppo spesso, vengono considerate le persone anziane.

Gli anziani non sono soltanto destinatari di cure e assistenza: sono cittadini portatori di diritti, esperienze e capacità che devono continuare a essere riconosciute e valorizzate.

Un augurio di buon lavoro al Sindacato, comunque! 👏

Auser Lentini: dare voce ai bisogni degli anziani – le protesi non sono un lusso💚L’esperienza maturata dall’Auser nel no...
05/08/2026

Auser Lentini: dare voce ai bisogni degli anziani – le protesi non sono un lusso💚

L’esperienza maturata dall’Auser nel nostro territorio, fin dalla nascita del Circolo di Lentini nel 2019, ci ha permesso di conoscere da vicino i bisogni della popolazione anziana e di far emergere problemi che riguardano non soltanto il Distretto sociosanitario 49, ma l’intera provincia e la nostra regione.

Le attività dell’Auser si fondano su tre principi essenziali:

• apprendimento permanente;
• invecchiamento attivo;
• la cittadinanza non ha età.

Attraverso i laboratori tematici, la ginnastica dolce, gli incontri culturali e le attività dedicate alla memoria e alla socializzazione, contrastiamo la solitudine e promuoviamo la partecipazione attiva degli anziani alla vita della comunità.

Proprio dal confronto quotidiano con i nostri soci, molti dei quali vivono con pensioni modeste, sono emerse con particolare evidenza tre esigenze distinte, ma ugualmente essenziali: la protesi visiva, la protesi uditiva e la protesi dentaria. Non si tratta di beni accessori o di lusso, ma di strumenti necessari per conservare l’autonomia personale, le relazioni sociali e una vita dignitosa.

La protesi visiva risponde al bisogno fondamentale di vedere e orientarsi nella vita quotidiana. Leggere una prescrizione medica, riconoscere un ostacolo, muoversi in sicurezza o svolgere le normali attività domestiche diventa difficile quando non si dispone di un ausilio adeguato.

La protesi uditiva permette di ascoltare, comprendere e comunicare. Una riduzione dell’udito può allontanare progressivamente la persona dalle conversazioni, dalla famiglia e dalla vita della comunità. Restituire la possibilità di sentire significa contrastare l’isolamento e favorire la partecipazione sociale.

La protesi dentaria è indispensabile per masticare correttamente, nutrirsi in modo adeguato, parlare con chiarezza e vivere senza disagio le relazioni con gli altri. Anche la salute della bocca incide sull’autonomia, sul benessere e sulla dignità della persona.

Tre esigenze diverse, dunque, ma unite dallo stesso principio: vedere, sentire e alimentarsi adeguatamente sono condizioni essenziali per continuare a vivere in autonomia e a sentirsi parte della comunità.

Dal 1978, anno dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale, l’aspettativa di vita è notevolmente aumentata. Tuttavia, le politiche sanitarie e assistenziali non sempre hanno accompagnato adeguatamente il progressivo invecchiamento della popolazione. Nel nostro Distretto sanitario gli anziani rappresentano ormai oltre un quarto dei residenti: un dato che non può essere ignorato.

Alla ripresa delle attività, il Circolo Auser Lentini avvierà una riflessione pubblica sulla questione delle protesi, coinvolgendo le istituzioni competenti e sollecitando il Comitato consultivo dell’ASP di Siracusa — nel quale l’Auser è rappresentata a livello provinciale — a porre il tema all’ordine del giorno. Anche la Casa della Comunità potrà diventare un importante punto di riferimento per affrontare questi bisogni.

L’Auser continuerà a svolgere il proprio ruolo: ascoltare gli anziani, rappresentarne le necessità e costruire occasioni di partecipazione, socializzazione e impegno civico. 🤝

Perché l’invecchiamento attivo non è soltanto una questione sanitaria: è un valore sociale, civile ed economico. La socialità e l’impegno nella comunità non aggiungono semplicemente anni alla vita, ma vita agli anni. ❤️

Circolo Auser Lentini
05 agosto 2026

🎥 Quando la realtà incontra la letteratura: Lampedusa, una storia vera e le pagine che la anticipanoNel nostro Salotto L...
05/07/2026

🎥 Quando la realtà incontra la letteratura: Lampedusa, una storia vera e le pagine che la anticipano

Nel nostro Salotto Letterario Auser 📚 la lettura de “La casa di Lampedusa” di Simona Prete ci ha accompagnati negli ultimi incontri prima della pausa estiva. Un libro che non si limita a raccontare, ma prova a restituire la complessità umana di un luogo e delle persone che lo abitano: fragilità, incontri, ferite e piccoli gesti di cura.

Proprio per questo la storia di Leonardo, bambino di Lampedusa protagonista di un recente incontro con il Papa, colpisce in modo particolare. Non perché “confermi” il libro, ma perché sembra entrare in dialogo con le stesse atmosfere e sensibilità.

Leonardo porta con sé una vicenda personale segnata dalla perdita della madre. Una mancanza che viene raccontata con parole semplici e dirette: “La mia mamma è in cielo, ma è sempre con me”. Una frase che diventa un modo concreto di tenere viva una presenza.

Nel libro di Simona Prete ciò che emerge con forza è proprio questo: Lampedusa non è solo un luogo geografico, ma uno spazio umano fatto di storie che si intrecciano, di dolori che non restano isolati e di gesti che assumono significato. La scrittura non si concentra sull’evento, ma sulle persone e sulle loro vite interiori.

Rivedendo la storia di Leonardo attraverso questo sguardo, si coglie un’analogia naturale: anche nella realtà, come nella narrazione del libro, sono i legami e le relazioni a dare forma al significato delle esperienze. L’incontro pubblico e il gesto di vicinanza che ne è seguito non hanno nulla di spettacolare, ma molto di profondamente umano.

La capacità del bambino di raccontarsi oggi con serenità, senza cancellare ciò che è accaduto ma integrandolo nel proprio percorso, richiama proprio quella dimensione narrativa che il libro aveva saputo intuire: la vita che continua, anche dentro le fragilità.

È qui che letteratura e realtà si sfiorano, senza sovrapporsi. La prima aiuta a leggere la seconda, la seconda dà concretezza alla prima.

Per questo vi invitiamo a vedere il video: un racconto essenziale, che parla da sé e lascia spazio alla riflessione.

📌 Video RaiNews: https://www.rainews.it/video/2026/07/il-bimbo-che-ha-incontrato-il-papa-la-mia-mamma-e-in-cielo-ma-e-sempre-con-me-ora-sono-felice-a6f47393-13ba-4ea5-a5e8-ed085da307df.html
📌 Approfondimento Vatican News: https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-07/leonardo-montana-bambino-lampedusa-abbraccio-papa.html

DAI CONVEGNI ALLA CASA DI COMUNITA'                                         Il convegno dello SPI CGIL sulla sfida dell'...
01/07/2026

DAI CONVEGNI ALLA CASA DI COMUNITA' Il convegno dello SPI CGIL sulla sfida dell'invecchiamento ha offerto spunti importanti per il futuro del nostro territorio. Enzo Vaccaro ha richiamato l'attenzione sul diritto alle protesi visive, uditive e odontoiatriche, ancora oggi inadeguate rispetto ai bisogni degli anziani. Il dott. Alfio Cimino ha evidenziato come la sanità territoriale non abbia ancora adeguato la propria organizzazione al progressivo invecchiamento della popolazione, mentre il prof. Franco Pignataro ha sottolineato il valore dell'apprendimento permanente come strumento di benessere, partecipazione e qualità della vita. È una visione che l'Auser di Lentini traduce da anni in attività concrete, promuovendo percorsi culturali, sociali e formativi che contrastano la solitudine e valorizzano l'invecchiamento attivo.
In una città come Lentini, dove oltre un cittadino su quattro ha più di 65 anni, la Casa di Comunità non può essere soltanto un presidio sanitario. Deve diventare il luogo in cui prevenzione, assistenza, servizi protesici, apprendimento permanente e invecchiamento attivo si integrano, mettendo in rete ASP, Comune, Auser, sindacato dei pensionati, Terzo Settore e tutte le realtà che operano quotidianamente a fianco delle persone anziane.
La vera sfida è trasformare queste riflessioni in azioni concrete, attraverso la co-programmazione tra istituzioni e associazioni. In questa prospettiva, anche la proposta dell'Auser di istituire una Consulta comunale degli Anziani può rappresentare uno strumento stabile di partecipazione, capace di orientare le politiche locali e fare della Casa di Comunità il punto di riferimento di una comunità che non si limita a curare gli anziani, ma li riconosce come una risorsa fondamentale per la crescita civile e culturale del territorio.
Il dottor Alfio Cimino, denunciava il fatto che la sanità tratta la questione “anziani” come un fatto geriatrico. Dunque, la necessità di superare questa concezione e contestualizzare la condizione degli anziani non solo al presente ma soprattutto per il futuro che “purtroppo” è destinato ad incrementarsi.

Indirizzo

Via Conte Alaimo, 13
Lentini
96016

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