ASD OSA Lentate

ASD OSA Lentate OSA LENTATE ASD " 30 anni di Sport in oratorio” affiliata al CSI

SOTTOSCRIZIONE A PREMI TORNEO OSA MAGGIO 2026Ritiro premi ENTRO 22 GIUGNO 2026 e contattare +39 339 6297159
31/05/2026

SOTTOSCRIZIONE A PREMI TORNEO OSA MAGGIO 2026
Ritiro premi ENTRO 22 GIUGNO 2026 e contattare +39 339 6297159

🌟 IL TUO PRIMO GOL COMINCIA DA QUI! 🌟Hai un figlio o una figlia nati tra il 2015 e il 2021 che ama correre dietro a un p...
29/05/2026

🌟 IL TUO PRIMO GOL COMINCIA DA QUI! 🌟

Hai un figlio o una figlia nati tra il 2015 e il 2021 che ama correre dietro a un pallone?

⚽ OSA Lentate apre le porte del suo settore giovanile con 4 giornate gratuite di Open Day!

📅 6 - 13 - 20 - 27 giugno
⏰ 10:30 - 12:00
📍 Oratorio Sant’Angelo - Lentate sul Seveso

Un’occasione speciale per conoscere i nostri allenatori, divertirsi con tanti nuovi amici e scoprire la bellezza del calcio vissuto con entusiasmo, educazione e spirito di squadra.

💙 Ti aspettiamo in campo!

⚽️ OPEN DAY OSA LENTATE ⚽️Hai un bimbo nato tra il 2015 e il 2021 che ama il calcio?È il momento giusto per scendere in ...
16/05/2026

⚽️ OPEN DAY OSA LENTATE ⚽️

Hai un bimbo nato tra il 2015 e il 2021 che ama il calcio?
È il momento giusto per scendere in campo, divertirsi e fare nuove amicizie! 💙❤️

📍 Presso Oratorio Sant’Angelo – Via Garibaldi, Lentate
🕑 Dalle 14:00 alle 15:00
🎯 Stage GRATUITI con gli educatori sportivi OSA

📅 SABATO:
▪️ 9 - 16 - 23 - 30 Maggio
▪️ 6 - 13 - 20 - 27 Giugno

👦⚽ Gioco, divertimento e tanto calcio per i più piccoli!

📞 Info e iscrizioni:
Nello: 347 9172238
Giuseppe: 340 4954029
📧 [email protected]

E arrivato l annuario dei 40 anni osa, è  disponibile in oratorio durante il torneo serale..ecco alcuni immagini che tro...
16/05/2026

E arrivato l annuario dei 40 anni osa, è disponibile in oratorio durante il torneo serale..ecco alcuni immagini che troverete

40 anni di passioni, sogni e amicizie nate sul campo. ⚽️❤️Dal 1986, il torneo OSA L'Amicizia non è solo calcio: è il cuo...
07/05/2026

40 anni di passioni, sogni e amicizie nate sul campo. ⚽️❤️

Dal 1986, il torneo OSA L'Amicizia non è solo calcio: è il cuore pulsante dell'Oratorio di Lentate che unisce generazioni intere. Quest'anno celebriamo un traguardo incredibile e vogliamo che tu faccia parte della storia!

Resta aggiornato su ogni azione:
✅ Risultati in tempo reale
✅ Classifiche e statistiche
✅ Foto e news esclusive

📱 Scansiona il QR code in locandina o clicca sul link https://bit.ly/OSA_L_AMICIZIA per avere tutto il torneo a portata di click!

Non è solo un torneo, è OSA L'AMICIZIA! 🫶✨

05/05/2026
40 anni di storia, sport e valori! 🔴⚪L'OSA Lentate compie 40 anni e festeggiamo in grande con un mese ricchissimo di eve...
28/04/2026

40 anni di storia, sport e valori! 🔴⚪

L'OSA Lentate compie 40 anni e festeggiamo in grande con un mese ricchissimo di eventi all'Oratorio Sant'Angelo. Non è solo calcio, è un percorso che unisce amicizia, solidarietà ed educazione.

Ecco i nostri appuntamenti:
🏆 OSA L'AMICIZIA: Dal 6 al 30 maggio, il grande Torneo Serale di Calcio (categorie giovanili, dai Big Small all'Open Femminile).

🤝 OSA LA SOLIDARIETÀ: Mercoledì 13 maggio (ore 20:45) – Una serata di confronto con grandi ospiti del mondo CSI e associativo.

📚 OSA L'EDUCAZIONE: Mercoledì 20 maggio (ore 20:45) – Riflettiamo sul ruolo dello sport con Don Alessio Albertini e professionisti del settore.

📍 Dove? Oratorio Sant’Angelo, Via Garibaldi 47, Lentate sul Seveso.

🍔 Durante il torneo sarà attivo il servizio ristoro dalle 19:30!

Vi aspettiamo per fare il tifo e festeggiare insieme questi 40 anni di passione!

03/04/2026

IL CALCIO RIPARTA DAGLI ORATORI
1 aprile 2026
Dodici anni senza Mondiali sono tanti. Troppi. È il fallimento di un sistema. Siamo passati dall’essere stati il campionato più bello del mondo a essere i “grandi assenti” da tre competizioni mondiali consecutive.

Non vogliamo dare colpe a nessuno. Al contrario, vogliamo fare un’analisi lucida partendo da una domanda: come può ripartire il calcio italiano? Per noi la risposta è chiara e concreta: ripartire dagli oratori.

A dirlo non siamo solo noi. Mondonico e Pizzul lo hanno sempre ripetuto, e oggi gente come Prandelli o Seedorf lo sostengono a più riprese. Il calcio in Italia è nato lì, generazioni e generazioni di italiani sono cresciuti tirando quattro calci a un pallone in oratorio. Così sono cresciute anche generazioni di campioni. Facchetti, Scirea, Zoff, Bergomi, Trapattoni, Albertini — solo per fare qualche nome — sono nati e cresciuti all’ombra del campanile… non è un caso. In quel contesto crescevano giocatori importanti e persone straordinarie, grandi per valori e umanità.

La palestra era quella. In oratorio si giocava a porticine fino a tarda sera; le regole erano semplici: “chi fa l’ultimo gol vince” e la fine arrivava spesso da qualche mamma furiosa che diceva: “Vieni a casa che è pronta la cena”. Si giocava per divertirsi e tutto era immediato e naturale. Poi il calcio ha preso un’altra strada, ha esasperato la dimensione del successo, dei soldi, del business sfrenato. Ha generato un modello di giocatore fatto di “modelle e macchine di lusso”. Ha proseguito su questa strada, perdendo quella dimensione popolare e riducendo divertimento e passione a elementi secondari.

Sono nate migliaia di scuole calcio che spesso (non sempre: alcune sono realtà meravigliose) finiscono per essere laboratori in miniatura del calcio dei grandi. Una cosa è certa: andare avanti così non ha senso. Serve rinnovare il mondo del calcio. Ripartire dagli oratori non risolverà tutti i problemi, ma può portare un valore aggiunto importante. Che cosa significa in concreto?

Lo sport in oratorio vive una stagione di grande successo. A Milano si è raggiunto il record storico di squadre iscritte (2650) dal 1944 a oggi. Dunque, non si tratta di ripartire dagli oratori perché sono in crisi. È esattamente il contrario.

Proprio perché lo sport — calcio compreso — in oratorio oggi funziona molto bene, si tratta di riconnettere questo modello al sistema calcio. Serve un cambiamento culturale, per non considerare più il calcio in oratorio come qualcosa di marginale e riconoscerlo per ciò che è: una risorsa enorme per il movimento calcistico italiano. Una risorsa da promuovere, valorizzare, custodire e sostenere.

Per farlo servono dirigenti illuminati, e ce ne sono. Serve una grande alleanza strategica CSI-FIGC, capace di superare strumenti vecchi e obsoleti come le “convenzioni” e di costruire tavoli di lavoro congiunto per il bene dei ragazzi, delle ragazze e del calcio italiano.

A far male non è la sconfitta ai rigori con la Bosnia. È il fallimento di un sistema che deve ritrovare sé stesso. Deve ritrovare semplicità, sorrisi, divertimento, gioia. Non si tratta di tornare al passato, ma di costruire il futuro, avendo già in casa un modello — lo sport in oratorio — che tutta Europa ci invidia.

24/02/2026

UNA PROPOSTA UN PO’ F***E
18 febbraio 2026
Le Olimpiadi hanno generato circa 2,5 miliardi di euro di ricadute economiche tra produzione, turismo e investimenti. Per Milano l’indotto è stimato in 319 milioni di euro. Non certo spiccioli.

Bene, ma cosa resterà davvero allo sport di base? Questa è la grande domanda che merita di essere affrontata e approfondita.

L’Arcivescovo lo aveva già ricordato tempo fa con grande chiarezza: per dire che Milano-Cortina sia stata un’esperienza vincente non basta una buona organizzazione e non bastano nemmeno le medaglie. Su entrambi i fronti i risultati sono stati più che positivi e l’Italia ha saputo sorprendere tutti. Da un lato un medagliere record, meraviglioso e inaspettato; dall’altro un’organizzazione più che soddisfacente, soprattutto considerando che si trattava della prima candidatura diffusa, a “città doppia”. Il Presidente di Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò ha spiegato che Francia e altri Paesi stanno studiando il modello italiano, per future candidature strutturate nello stesso modo.

Dunque, è andata bene. Decisamente bene. Ma non basta. Perché Milano-Cortina 2026 sia davvero vincente occorre capire cosa lascerà concretamente sul territorio. Quella famosa legacy, tanto proclamata e decantata, deve tradursi in aspetti reali e misurabili. Non può limitarsi a qualche intervento nelle scuole o agli impianti realizzati. Servono azioni capaci di incidere davvero. Il tempo c’è, perché la legacy olimpica ha 24 mesi dopo i Giochi per radicarsi. Dunque si può lavorare fino al 2028.

Proviamo allora ad avanzare noi una proposta concreta.

Prendiamo una piccola parte di quei 319 milioni di euro che le Olimpiadi hanno portato a Milano e destiniamola direttamente a sostenere le piccole società sportive di base. Perché non destinare loro almeno il 10% di queste risorse? Significherebbe mettere a disposizione un bando da circa 4 milioni di euro, finalizzato nel 2027 a sostenere l’attività ordinaria delle piccole società sportive. Difficilmente accadrà, ma appare una proposta ragionevole, concreta e possibile.

A livello di sistema Paese, sarebbe poi necessario affrontare con decisione il nodo della “Riforma dello sport”, che oggi rischia di soffocare molte realtà sotto il peso della burocrazia. Ormai la situazione è evidente e chiara a tutti. L’intento della riforma era condivisibile; la sua attuazione, però, necessita oggi di una revisione concreta. Perché aspettare ancora? Alleggerire il carico burocratico sulle piccole società sportive è un passaggio necessario e urgente. Sarebbe bello se fossero proprio le Olimpiadi ad accendere questo processo.

Portiamo a casa, in queste settimane, un’altra certezza: lo sport, quello vero, come ha sempre fatto nella storia dell’umanità, anche oggi unisce un Paese, fa sognare un popolo, regala emozioni autentiche, genera sorrisi. Non può ridursi a un semplice divertimentificio né a uno spettacolo esasperato dal business. È un fenomeno radicato nel cuore della gente, capace di accendere comunità, relazioni, appartenenze.

Ecco allora la vera “medaglia d’oro” che l’Olimpiade può regalare. Fra qualche settimana si spegneranno i riflettori e tutto tornerà come prima, oppure sapremo trasformare questa esperienza in un nuovo slancio per investire davvero nello sport di base, come strumento capace di generare umanità e valori nel mondo complicato di oggi? Questa sarà l’unità di misura che farà la differenza, e non sarà un dettaglio.

Diciamolo chiaramente: nella bellezza delle Olimpiadi a Milano e in Lombardia, lo sport di base è rimasto un po’ a margine. Forse poteva essere coinvolto e valorizzato di più. Ora, nella partita della legacy, è il momento di entrare davvero in campo e non restare in panchina.

Massimo Achini Presidente CSI MILANO

Indirizzo

Via Garibaldi 47
Lentate Sul Seveso
20823

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