16/10/2026
NO MELONI DAY: LA GUERRA DEI BOTTONI
Due petardi, qualche fumogeno, un estintore svuotato e dei cartelli stradali divelti. Questa mattina a Legnano è andata in scena la grande ribellione studentesca del "No Meloni Day"
Più che una protesta, un intervallo finito male.
E pensare che gli argomenti concreti non mancavano: le condizioni degli edifici scolastici, il costo dei libri e degli abbonamenti ai trasporti, le risorse destinate all'istruzione. Problemi reali, che interessano quotidianamente migliaia di studenti e famiglie.
Tra i temi della protesta anche il limite del 30% previsto per determinate categorie di studenti stranieri nelle classi prime, misura pensata per favorire una distribuzione equilibrata degli alunni e l'integrazione linguistica, ma contestata come discriminatoria.
Questioni sulle quali sarebbe possibile discutere seriamente. Ma perché ragionare con la propria testa quando è molto più comodo farsi imboccare l'ennesimo slogan contro Giorgia Meloni?
Ed ecco allora il grande spettacolo: maschere da supereroi, fumogeni, due petardi e un estintore scaricato. Una ribellione talmente trasgressiva che il momento più emozionante è stato probabilmente quando qualcuno ha scoperto come funziona un estintore.
Non è questione di scandalizzarsi per qualche bravata. È la comicità involontaria di chi si atteggia ad antagonista del sistema, ma finisce per sembrare la caricatura del perfetto id**ta lobotomizzato dalla propaganda politica più comune e becera dei nostri tempi.
Slogan premasticati, indignazione a comando e il Governo trasformato nel capro espiatorio universale. Il tutto recitato con la convinzione di essere terribilmente originali.
Il risultato? I problemi concreti della scuola passati in secondo piano, mentre qualcuno si è goduto la propria mezz'ora di celebrità rivoluzionaria tra un petardo e un cartello piegato.
Tanta voglia di contestare, pochissima capacità di andare oltre gli slogan.
Alla fine, una mattinata che avrebbe potuto far parlare dei problemi degli studenti è riuscita a far parlare soprattutto di un estintore.
Più che una protesta, un intervallo finito male.