Telefono Donna Lecco

Telefono Donna Lecco Associazione di volontariato a sostegno delle donne con problemi di maltrattamento o violenza

LA NOSTRA SEDE E' UN LUOGO DI ACCOGLIENZA FONDATO SULLA RELAZIONE FRA DONNE

Grazie di cuore ❤️
05/06/2026

Grazie di cuore ❤️

Il Germoglio del Monte… ha dato altri importanti frutti. Ammonta a 2.333,10 euro, infatti, la cifra destinata dall'associazione di Monte ...

04/06/2026

Caso Nessy: importante svolta in Egitto per la piccola Aisha

L'udienza di oggi ha segnato un passaggio cruciale nella battaglia legale di Nessy per la tutela della figlia. Durante il procedimento, l'ex marito Tamer avrebbe mostrato un forte stato di agitazione e comportamenti che hanno creato tensione in aula.

Il momento decisivo è arrivato quando la madre di Tamer ha firmato un documento con cui riconosce la possibilità che l'affidamento della bambina venga concesso alla nonna materna, mamma di Nessy.

Fondamentale il lavoro dell'avvocato Ahmed Mandoer, che ha difeso con determinazione la posizione della madre italiana. Al termine dell'udienza, Nessy si è detta più fiduciosa, pur mantenendo la massima prudenza.

Ora l'attenzione è tutta rivolta alla prossima decisione dei giudici, che potrebbe essere determinante per il futuro della piccola Aisha.

Continuiamo a seguire questa vicenda con attenzione e nella speranza che venga tutelato il bene della bambina.

💜 Anche quest’anno puoi fare la differenza con un gesto semplice: dona il tuo 5x1000 a Telefono Donna.Sostenere chi aiut...
24/05/2026

💜 Anche quest’anno puoi fare la differenza con un gesto semplice: dona il tuo 5x1000 a Telefono Donna.
Sostenere chi aiuta le donne vittime di violenza significa offrire ascolto, protezione e nuove possibilità di vita.
A te non costa nulla, ma per tante donne può valere tantissimo.

24/05/2026

IL VALORE DELLA VERGINITÀ NEL 2026.
DOV'È L'EMANCIPAZIONE TANTO DECANTATA ???

Mi colpisce davvero che nel 2026 esistano ancora uomini che attribuiscono “valore” a una donna in base alla sua verginità.
Non riesco a vederla come una semplice preferenza innocua: troppo spesso dietro questa idea c’è ancora un concetto antico e stanco di “purezza”, possesso e controllo del corpo femminile.

E la cosa più inquietante è che non parliamo sempre di caricature medievali o persone isolate dal mondo. Parliamo di uomini apparentemente normali, istruiti, moderni, che magari si definiscono anche aperti mentalmente… ma poi valutano una donna in base a quanti rapporti ha avuto o non ha avuto.

Dopo decenni di battaglie delle nostre madri e nonne per liberarci da certi giudizi, leggere ancora discorsi del tipo “la preferisco vergine” come se fosse un marchio di qualità fa impressione.
Perché il problema non è la verginità in sé. Ognuno vive la propria sessualità come vuole.
Il problema è quando diventa un criterio morale, un valore aggiunto, un parametro con cui misurare la “dignità” di una donna.

Una donna non è più rispettabile perché vergine.
Non è meno rispettabile perché non lo è.
Il suo valore non cambia in base alla sua storia sessuale.

E sinceramente pensavo fosse un concetto ormai elementare.

24/05/2026

Nel 1978 la Legge Basaglia chiudeva i manicomi, affermando un principio rivoluzionario: le persone con disagio mentale devono essere curate e sostenute nella comunità, non emarginate.
Oggi però troppe famiglie vengono lasciate sole: mancano servizi, operatori e supporto concreto, mentre il disagio mentale cresce soprattutto tra i giovani.
La salute mentale non può più essere ignorata: servono più investimenti, servizi efficienti e attenzione reale alla dignità delle persone.
Lottiamo di più per la salute pubblica e per un sistema che non lasci indietro nessuno.

23/05/2026

La Global Sumud Flotilla ha denunciato "almeno 15 casi di violenza sessuale, inclusi stupri", tra gli oltre 400 attivisti trattenuti dalle forze israeliane, oltre a persone "colpite da proiettili di gomma a distanza ravvicinata" e a "decine di casi di persone con ossa rotte". "Mentre l'attenzione del mondo è puntata sulla sofferenza dei nostri partecipanti, non possiamo sottolineare abbastanza che questo è solo un piccolo esempio della brutalità che Israele infligge quotidianamente agli ostaggi palestinesi", ha scritto la Flotilla sui propri account social, invitando a rafforzare "le pressioni necessarie a porre fine a questa violenza coloniale" perché "le dichiarazioni di condanna non bastano".

23/05/2026

Oggi la legge 194 compie 48 anni. Una conquista fondamentale che ha garantito il diritto all’aborto libero e sicuro, ma che ancora oggi non è pienamente accessibile a tutte.
Tra obiezione di coscienza, carenza di consultori e ostacoli all’Ivg farmacologica, troppe donne incontrano difficoltà nell’esercitare un diritto che dovrebbe essere garantito.
Serve continuare a difendere e applicare davvero la 194: più consultori, educazione sessuo-affettiva nelle scuole, contraccezione accessibile e tutela della libertà di scelta e autodeterminazione per tutte.

21/05/2026

Tutta D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza- è al fianco di Fernanda Herrera di fronte alla sentenza del Tribunale di Siena che ha assolto gli imputati di stupro, denunciati dalla giovane atleta dopo la violenza vissuta nell’agosto 2023. L’assoluzione – che arriva dopo un percorso di giustizia riparativa con esito positivo – è stata pronunciata poiché il fatto non sussiste.

“In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, desideriamo manifestare la nostra solidarietà a Fernanda Herrera: noi le crediamo” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.

“Nonostante la pubblica accusa, anche a seguito del percorso di giustizia riparativa, avesse chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi per i due giovani accusati di stupro di gruppo, la sentenza è stata di assoluzione. Una assoluzione che riporta in modo dirompente l’attenzione sul tema del consenso e della sua interpretazione, oltre che sulla criticità dell’utilizzo della giustizia riparativa nei casi di violenza contro le donne” continua Carelli.

“Abbiamo dovuto leggere – ancor una volta – dichiarazioni che parlano di incomprensione e di problema culturale. Il problema culturale esiste ed è quello della cultura patriarcale e dell’impossibilità per molte donne di scegliere liberamente del proprio corpo. Ancora una volta – conclude la presidente – le prove che, a detta della pubblica accusa, erano schiaccianti, non sono state sufficienti di fronte al ‘non avevo capito’ di chi fa dell’incomprensione il proprio alibi”.

Quando una ragazza dice di avere manifestato più volte il proprio diniego, quando racconta una violenza, quando attraversa tre anni di indagini, esposizione, dolore e processo, la domanda che dobbiamo porci non può essere quanto fosse perfetta la sua opposizione. La domanda è che cosa insegniamo ancora agli uomini sul corpo delle donne, sul limite, sull’ascolto, sulla responsabilità.

La cultura dello stupro vive esattamente qui: nell’idea che il consenso femminile possa essere presunto, interpretato, ricostruito a partire dall’interesse, dalla vicinanza, dal contesto, dalla disponibilità precedente, dalla presenza in una stanza, dalla mancata fuga, dalla mancata resistenza fisica. Vive ogni volta che il dissenso delle donne deve essere dimostrato in modo assoluto, mentre agli uomini non viene chiesto con la stessa forza se abbiano davvero ascoltato, compreso, rispettato.

Questa non è solo una questione giudiziaria. È una questione politica, culturale, educativa.
La giustizia non può continuare a chiedere alle donne una resistenza perfetta. La società deve chiedere agli uomini una responsabilità piena. Da qui passa la differenza tra una cultura che assolve il potere e una cultura che costruisce libertà.

D.i.Re

21/05/2026

L'attivista che ha gridato "Free Palestine" durante la visita del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod, divenuta oggetto di indignazione mondiale per come sono stati umiliati le persone della Flotilla sequestrate dalle truppe israeliane in acque internazionali, è la cittadina irlandese Catriona Graham. Il video dell'episodio, diventato virale, mostra la donna mentre viene immobilizzata a terra dagli agenti di sicurezza subito dopo aver urlato lo slogan. La forza della violenza non potrà imporsi sulla forza delle idee, di cui l’attivista si è fatta viva espressione. Con il coraggio della sua voce, con la determinazione di gridare Free Palestine, con la pacata resistenza soverchiata dall’abuso che le stavano imponendo. Brava, Catriona, il coraggio delle donne per un modo nuovo passa anche attraverso il tuo urlato atto di solidarietà, che contribuisce a riaccendere i riflettori sulla tragedia del popolo palestinese.

La legge esiste, e per questo dobbiamo ringraziare queste grandi donne. Ma il patriarcato in Italia è ancora difficile d...
21/05/2026

La legge esiste, e per questo dobbiamo ringraziare queste grandi donne. Ma il patriarcato in Italia è ancora difficile da sradicare davvero e in modo consapevole: è insito nel nostro DNA, anche in quello di noi donne.

Dalla fine del “marito-padrone” alla parità tra coniugi: storia, protagoniste e conseguenze della riforma del diritto di famiglia del 1975.

Indirizzo

Via Solferino , N° 13/A
Lecco
23900

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
Martedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 14:30 - 18:30
Giovedì 10:00 - 12:00
14:30 - 16:30
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

0341363484

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