Telefono Donna Lecco

Telefono Donna Lecco Associazione di volontariato a sostegno delle donne con problemi di maltrattamento o violenza

LA NOSTRA SEDE E' UN LUOGO DI ACCOGLIENZA FONDATO SULLA RELAZIONE FRA DONNE

14/06/2026

Il femminicidio esiste.
Negarlo significa ignorare una realtà fatta di violenza, controllo e discriminazione che molte donne subiscono ogni giorno.
Forse chi sostiene il contrario dovrebbe parlare con le donne che si rivolgono a noi ogni giorno, ascoltare le loro storie e comprendere come stanno davvero le cose.
È vergognoso e profondamente maschilista utilizzare il dolore delle donne per ottenere visibilità o alimentare polemiche.
Dare un nome al femminicidio serve a riconoscere un fenomeno reale, prevenirlo e contrastarlo.
Le parole contano. Le vite delle donne contano.

11/06/2026

Evento gratuito "Le parole che restano"

Venerdì 19 giugno ore 20.30

Centro Fatebenefratelli di Valmadrera

Iscrivetevi a questo link ✍️ https://forms.gle/Bi38CY7pVADhRzu37

Che cosa portiamo con noi? E che cosa, invece, possiamo lasciare andare?Quali esperienze ci hanno rese e resi ciò che si...
11/06/2026

Che cosa portiamo con noi? E che cosa, invece, possiamo lasciare andare?

Quali esperienze ci hanno rese e resi ciò che siamo? Quali desideri ci accompagnano? Quali risorse scopriamo nei momenti di cambiamento?

"Nella valigia non serve niente" nasce da una ricerca partecipata sul tema della violenza di genere che ha scelto di partire da una domanda diversa: non solo cosa è accaduto alle donne, ma come stanno, cosa sentono, cosa desiderano e come immaginano il proprio futuro.

Durante il nostro "Le parole che restano" non ci limiteremo a parlare del libro: ne attraverseremo insieme le pagine. Attraverso esercizi, scrittura, momenti di confronto e attività individuali e di gruppo, lavoreremo su autocoscienza, percezione di sé, desideri, relazioni e empowerment.

Pur nascendo da una ricerca sul tema della violenza di genere, l'incontro non sarà dedicato esclusivamente a questo argomento. Sarà uno spazio aperto per riflettere su di sé, condividere esperienze e immaginare nuove possibilità.

L'iniziativa è aperta a tutte e tutti, senza limiti di età. Non sono richieste esperienze o competenze particolari: solo la curiosità di esplorare alcune domande insieme.

Potete iscrivervi a questo link ✍️ https://forms.gle/Bi38CY7pVADhRzu37

Lecco Pride
la Libreria Volante

E un grazie speciale al Comune di per il patrocinio

L’educazione all’affettività e al rispetto è uno strumento fondamentale per prevenire la violenza di genere. Come associ...
07/06/2026

L’educazione all’affettività e al rispetto è uno strumento fondamentale per prevenire la violenza di genere. Come associazione che sostiene le donne vittime di maltrattamenti, sottolineiamo l’importanza di formare le nuove generazioni a relazioni sane, consapevoli e non violente.
Condividiamo l’appello della Fondazione “Una Nessuna Centomila”, sostenuto da numerosi artisti, che richiama il valore dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole come diritto e come strumento di prevenzione.
Educare significa dare strumenti, non imporre idee: è una responsabilità collettiva per il futuro delle ragazze e dei ragazzi e per il contrasto alla violenza di genere.

Ci hanno messo la faccia. E una firma.

Quasi cento, tra artisti, cantanti, donne e uomini dello spettacolo hanno sottoscritto una lettera-appello della Fondazione “Una Nessuna Centomila” contro lo sciagurato Ddl Valditara che cancella e limita in modo quasi totale l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane.

Tra loro, anche Fiorella Mannoia, Piero Pelù, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Ermal Meta, Claudia Pandolfi, Brunori Sas, Edoardo Leo, Calcutta e Viola Ardone.

Sono parole importanti che meritano di essere diffuse e condivise perché arrivino lontano:

“Alla società civile,

Ieri abbiamo assistito all’ennesimo passo indietro del nostro Paese su uno strumento fondamentale per la prevenzione della violenza di genere: l’educazione sessuo-affettiva. In Europa, l’Italia resta tra i pochi Paesi a non prevedere un percorso strutturato in questo ambito.
Dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) all’UNESCO, in collaborazione con le altre agenzie delle Nazioni Unite, fino alla Convenzione di Istanbul, i richiami e le linee guida parlano chiaro: la Comprehensive Sexuality Education mira a fornire a bambine, bambini e giovani conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori che consentano loro di realizzare la propria salute, il proprio benessere e la propria dignità; sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose; comprendere come le proprie scelte influenzino il proprio benessere e quello degli altri; conoscere e proteggere i propri diritti per tutta la vita.

È un diritto, non una questione ideologica. Significa offrire alle ragazze e ai ragazzi, fin dall’infanzia e in modo adeguato all’età, strumenti per comprendere sé stessi, rispettare gli altri e prevenire la violenza.
Le famiglie siamo anche noi, e chiediamo di essere accompagnati in questo percorso. Ragazzi e ragazze hanno bisogno di confrontarsi con figure competenti, capaci di ascoltare ciò che spesso non riescono a condividere con i genitori. Per ragioni che conosciamo bene: imbarazzo, vergogna, paura.

Nel frattempo, sono cambiati i rapporti, le relazioni e le modalità di crescita. I genitori non sono nativi digitali e faticano a comprendere pienamente il disagio che può nascere dalla dimensione online. Senza un’educazione strutturata all’affettività e alla sessualità, il rischio è che le risposte vengano cercate esclusivamente sul web.
L’affetto e l’attenzione non bastano.

Questo provvedimento rappresenta un arretramento culturale. Mette in discussione anni di lavoro svolto da scuole, università, centri antiviolenza e associazioni per promuovere prevenzione, consapevolezza e rispetto. Ostacolare il cambiamento culturale significa fare un passo indietro. Significa rallentare un processo di trasformazione che ha l’obiettivo di contrastare la violenza prima che si manifesti e privare le nuove generazioni di strumenti fondamentali per comprendere sé stesse, gli altri e il mondo in cui vivono.
La violenza di genere è un fenomeno culturale e non può essere affrontata esclusivamente all’interno delle nostre case. Deve essere affrontata attraverso un percorso condiviso che coinvolga l’intera comunità educante.
Università, centri antiviolenza e organizzazioni impegnate contro discriminazioni, bullismo e razzismo hanno sviluppato competenze preziose che troppo spesso vengono escluse dal dibattito pubblico, lasciando spazio a contrapposizioni ideologiche che poco hanno a che fare con la realtà.
I dati mostrano un aumento dell’accesso precoce alla pornografia online, delle malattie sessualmente trasmissibili tra adolescenti, degli episodi di violenza sessuale e delle forme di autolesionismo. Nel nostro Paese, inoltre, la violenza domestica continua a essere, secondo i dati Istat, la forma di violenza più diffusa.
Ai figli e alle figlie che assistono quotidianamente alla violenza esercitata contro le loro madri, quale risposta stiamo offrendo? Davvero pensiamo che la soluzione possa essere il consenso informato?

Oppure siamo noi, come società, a doverci assumere la responsabilità di garantire loro il diritto a un’altra possibilità, a un altro racconto, a una storia diversa cui poter aspirare?
La forma non sempre coincide con la sostanza. Basterà il diniego di un genitore per impedire l’avvio di un progetto. Per le scuole sarà difficile organizzare attività alternative e il clima di allarmismo rischia di generare ulteriore confusione.

Il rischio concreto è che molte scuole, per timore di conflitti o contestazioni, rinuncino del tutto ad affrontare questi temi. Non saranno messi in discussione soltanto i percorsi di educazione sessuo-affettiva, ma anche le iniziative culturali dedicate al contrasto degli stereotipi di genere, alla prevenzione della discriminazione e alla costruzione di relazioni rispettose. Il risultato sarà un progressivo impoverimento del dibattito educativo e culturale.
Si rischia di legittimare un’unica idea possibile di famiglia, di relazioni, di maschile e di femminile, limitando la possibilità di confrontarsi con la complessità del reale.
Siamo genitori, cittadine e cittadini consapevoli, ma siamo anche artisti e artiste che credono che il cambiamento culturale sia la chiave per prevenire e contrastare la violenza.

Non possiamo permettere che la paura vinca sul futuro delle nostre figlie e dei nostri figli. Educare all'affettività e al rispetto è un atto di civiltà. Un diritto. Come genitori, cittadini e artisti, continueremo a dare voce a chi non ne ha, a costruire spazi di ascolto e a volere una società in cui nessuna ragazza e nessun ragazzo si senta solo. Il cambiamento culturale è un cammino che si fa insieme, e noi non faremo un solo passo indietro.”

Sottoscrivo anche le virgole.

Ed è bello, confortante, vedere che così tanti artisti abbiano deciso di impegnarsi per una delle battaglie più importanti dei prossimi trent’anni in questo Paese.

Impossibili citarli tutti, ma grazie a ognuno di loro.

🙏

Grazie di cuore ❤️
05/06/2026

Grazie di cuore ❤️

Il Germoglio del Monte… ha dato altri importanti frutti. Ammonta a 2.333,10 euro, infatti, la cifra destinata dall'associazione di Monte ...

04/06/2026

Caso Nessy: importante svolta in Egitto per la piccola Aisha

L'udienza di oggi ha segnato un passaggio cruciale nella battaglia legale di Nessy per la tutela della figlia. Durante il procedimento, l'ex marito Tamer avrebbe mostrato un forte stato di agitazione e comportamenti che hanno creato tensione in aula.

Il momento decisivo è arrivato quando la madre di Tamer ha firmato un documento con cui riconosce la possibilità che l'affidamento della bambina venga concesso alla nonna materna, mamma di Nessy.

Fondamentale il lavoro dell'avvocato Ahmed Mandoer, che ha difeso con determinazione la posizione della madre italiana. Al termine dell'udienza, Nessy si è detta più fiduciosa, pur mantenendo la massima prudenza.

Ora l'attenzione è tutta rivolta alla prossima decisione dei giudici, che potrebbe essere determinante per il futuro della piccola Aisha.

Continuiamo a seguire questa vicenda con attenzione e nella speranza che venga tutelato il bene della bambina.

💜 Anche quest’anno puoi fare la differenza con un gesto semplice: dona il tuo 5x1000 a Telefono Donna.Sostenere chi aiut...
24/05/2026

💜 Anche quest’anno puoi fare la differenza con un gesto semplice: dona il tuo 5x1000 a Telefono Donna.
Sostenere chi aiuta le donne vittime di violenza significa offrire ascolto, protezione e nuove possibilità di vita.
A te non costa nulla, ma per tante donne può valere tantissimo.

24/05/2026

IL VALORE DELLA VERGINITÀ NEL 2026.
DOV'È L'EMANCIPAZIONE TANTO DECANTATA ???

Mi colpisce davvero che nel 2026 esistano ancora uomini che attribuiscono “valore” a una donna in base alla sua verginità.
Non riesco a vederla come una semplice preferenza innocua: troppo spesso dietro questa idea c’è ancora un concetto antico e stanco di “purezza”, possesso e controllo del corpo femminile.

E la cosa più inquietante è che non parliamo sempre di caricature medievali o persone isolate dal mondo. Parliamo di uomini apparentemente normali, istruiti, moderni, che magari si definiscono anche aperti mentalmente… ma poi valutano una donna in base a quanti rapporti ha avuto o non ha avuto.

Dopo decenni di battaglie delle nostre madri e nonne per liberarci da certi giudizi, leggere ancora discorsi del tipo “la preferisco vergine” come se fosse un marchio di qualità fa impressione.
Perché il problema non è la verginità in sé. Ognuno vive la propria sessualità come vuole.
Il problema è quando diventa un criterio morale, un valore aggiunto, un parametro con cui misurare la “dignità” di una donna.

Una donna non è più rispettabile perché vergine.
Non è meno rispettabile perché non lo è.
Il suo valore non cambia in base alla sua storia sessuale.

E sinceramente pensavo fosse un concetto ormai elementare.

24/05/2026

Nel 1978 la Legge Basaglia chiudeva i manicomi, affermando un principio rivoluzionario: le persone con disagio mentale devono essere curate e sostenute nella comunità, non emarginate.
Oggi però troppe famiglie vengono lasciate sole: mancano servizi, operatori e supporto concreto, mentre il disagio mentale cresce soprattutto tra i giovani.
La salute mentale non può più essere ignorata: servono più investimenti, servizi efficienti e attenzione reale alla dignità delle persone.
Lottiamo di più per la salute pubblica e per un sistema che non lasci indietro nessuno.

23/05/2026

La Global Sumud Flotilla ha denunciato "almeno 15 casi di violenza sessuale, inclusi stupri", tra gli oltre 400 attivisti trattenuti dalle forze israeliane, oltre a persone "colpite da proiettili di gomma a distanza ravvicinata" e a "decine di casi di persone con ossa rotte". "Mentre l'attenzione del mondo è puntata sulla sofferenza dei nostri partecipanti, non possiamo sottolineare abbastanza che questo è solo un piccolo esempio della brutalità che Israele infligge quotidianamente agli ostaggi palestinesi", ha scritto la Flotilla sui propri account social, invitando a rafforzare "le pressioni necessarie a porre fine a questa violenza coloniale" perché "le dichiarazioni di condanna non bastano".

Indirizzo

Via Solferino , N° 13/A
Lecco
23900

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 12:00
Martedì 17:00 - 19:00
Mercoledì 14:30 - 18:30
Giovedì 10:00 - 12:00
14:30 - 16:30
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

0341363484

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Telefono Donna Lecco pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Telefono Donna Lecco:

Scelte rapide

Condividi