Le sue origini si fanno sempre più lontane e, ricordarle, si fa sempre più complesso e difficile. A queste origini poi, come del resto a tutti gli inizi, si fa riferimento per lo più dopo cicli di notevole consistenza, per cui in queste occasioni le distanze del tempo si ingrandiscono a dismisura. Sembrano di ieri le celebrazioni per il Centenario ed oggi siamo già ormai prossimi ai Centoquarantan
ni. Il primo secolo è stato ampiamente descritto nel bel volume appositamente pubblicato e curato da Aloisio Bonfanti: per dirne di più bisognerebbe esplorare ulteriormente gli archivi, intervistare i superstiti, stralciare i verbali. Ma forse non è questo il senso della storia e il tutto potrebbe magari contribuire solo a soddisfare una pur legittima curiosità.
È d'altra parte certamente importante utilizzare le ricorrenze del tempo per far tesoro della storia, anche solo con dei semplici richiami, per cercare di capire chi ci ha preceduto, in questo caso, nella nostra passione per la montagna e per Lecco e chi anzi è stato determinante a far sorgere questa passione anche in noi. Amare la montagna, interessarsi a tutti i problemi che la coinvolgono, cercare e trovare le soluzioni è oggi una cosa naturale e ovvia: ma constatare questo non ci esime dal tributare riconoscimento ed ammirazione per chi, nei confronti della montagna, è partito da zero. A questi uomini siamo debitori ed è giusto quindi che, almeno periodicamente, li ricordiamo, tenendo presenti nomi, date, avvenimenti che, nella loro scarna realtà, sono in grado di fare breccia nei nostri sentimenti ed essere di sprone alla nostra volontà. [...]