Unicobas Scuola & Università Lecco

Unicobas Scuola & Università Lecco Pagina sindacale, all'interno della quale si potranno reperire notizie inerenti il "mondo scuola".

GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2026 h. 15.30 / 19.30, CONVEGNO IN STREAMING APERTO A TUTTI CON ESONERO INTERA GIORNATA PER DOCENTI ED...
30/09/2026

GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2026 h. 15.30 / 19.30, CONVEGNO IN STREAMING APERTO A TUTTI CON ESONERO INTERA GIORNATA PER DOCENTI ED ATA: Presentazione del libro di Stefano d’Errico "SINDACATO S.p.A. CGIL, CISL, UIL (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta" (Paper First, Roma 2026).
Per Roma il Convegno è in PRESENZA presso la Sala Convegni “l’AltrascuolA”, Via Casoria, 14.
PER SEGUIRE lo STREAMING: ISCRIVERSI AL CANALE YOU TUBE Unicobas Scuola e poi seguire la diretta. Cliccare su questo LINK: https://www.youtube.com/watch?v=6r3wMO-0cgg
È possibile porre domande sulla chat, i relatori risponderanno nell’ultima ora. È possibile prenotarsi. Inviare i propri dati a: [email protected]
Intervengono:
• Peter Gomez (Direttore de “ilfattoquotidiano.it” – Autore della Prefazione)
• Ezio Gallori (Pensionati Uniti – Autore dell’Introduzione)
• Andrea Billau (Redattore di Radio Radicale – Saggista)
• Stefano d’Errico (Autore del libro – Segretario nazionale Unicobas Scuola & Università)
• Presiede:
• Alvaro Belardinelli (Direttore del giornale “Unicobas”)
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl).
Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro.
Queste sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio (e nessuno se n’è accorto neanche ai tempi di tangentopoli).
Ma non è tutto: perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello stato senza il versamento dei contributi?
Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione anche di settemila euro mensili?
Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea?
La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà sconosciuta. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.
Dall’introduzione di Ezio Gallori: “Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi, nelle deleghe in bianco, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Dalla prefazione di Peter Gomez (riduzione): Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni e sarebbe comodo poter indicare un solo colpevole. Non potendo più svalutare la moneta si è scelto di svalutare il lavoro. Ma in una democrazia matura, quando profitti e salari si separano per così tanto tempo, quando la produttività non cresce perché non si investe, quando la politica abdica al suo ruolo, qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato. Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid. Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Perché i salari sono scesi senza una reazione proporzionata nelle piazze e sui luoghi di lavoro? Il libro di Stefano d’Errico serve anche per dare questa risposta. Fino alla fine degli anni Ottanta i sindacati italiani erano, con le ovvie eccezioni, una forza esterna allo Stato. Poi arrivano gli anni Novanta, e cambia tutto. Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema. Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Già nel 1990 la legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali introduce preavvisi, fasce di garanzia, limiti e sanzioni. Nel 2000 la riforma rafforza ulteriormente il meccanismo. Gli scioperi alla francese o alla tedesca che bloccano il Paese per giorni diventano da noi impossibili. In Italia non esiste una vera cassa sciopero. Eppure, come si rende conto ogni iscritto guardando la propria busta paga, i nostri sindacati non sono poveri. Perché, mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi. Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizza- zioni. Il paradosso è evidente: salari fermi; sindacati economicamente solidi.
Organizza:
Unicorno l’AltrascuolA
Associazione Professionale
Sede nazionale: Via Casoria, 16 00182, Roma Tel. 067027683
Email: [email protected]
Soggetto qualificato alla formazione con Decreto MIUR 177/2000, direttiva MIUR n. 170 del 21.3.2016, elenco Enti Accreditati/Qualificati del 23.11.2016. Come pre¬visto dal D.M. 177/2000, art. 2, comma 5, le singole iniziative formative promosse da soggetti definitivamente accreditati come Enti di formazione da parte del MIUR ai sensi della Direttiva 90/2003 sono riconosciute dall’amministrazione scolastica e quindi non necessitano di specifica circolare (Nota MIUR n. 3096 del 2/2/2016)
È necessario fare richiesta scritta al Dirigente Scolastico: vd. (in allegato a questa mail) il fac-simile della richiesta. Esonero dal servizio intera giornata fruibile da Docenti ed ATA, di ruolo e non, con attestato, ai sensi dell’art. 36, commi 6, 8 e 10, vigente CCNL. L’attestato di partecipazione potrà essere richiesto al termine del Convegno compilando il form sul sito dell'Associazione.
Collabora:
Unicobas Scuola & Università
Federazione sindacale dei comitati di base
Sede nazionale: Via Casoria, 16 - 00182 Roma
Tel. 067026630
Email: [email protected]

CONVEGNO IN STREAMING, GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2026 ore 15.30 / 19.30: Pr...

MILANO, 22 SETTEMBRE, h. 15.00 - 17.45, c/o CASA DELLA CULTURA, V. BORGOGNA, 3. CONVEGNO IN PRESENZA APERTO A TUTTI CON ...
17/09/2026

MILANO, 22 SETTEMBRE, h. 15.00 - 17.45, c/o CASA DELLA CULTURA, V. BORGOGNA, 3. CONVEGNO IN PRESENZA APERTO A TUTTI CON ESONERO PER DOCENTI ED ATA. Presentazione di "SINDACATO S.p.A. Cgil Cisl Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta" (Paper First Editore, Roma 2026)
di Stefano d'Errico. Prefazione di Peter Gomez. Introduzione di Ezio Gallori, che INTERVERRANNO insieme all'Autore
Coordinano: Beppe Bettenzoli (Usb Lombardia), Marco Monzù Rossello (Unicobas Lombardia)
IL CONVEGNO VERRA' TRASMESSO ANCHE IN STREMING. PER SEGUIRLO CLICCARE SU QUESTO LINK: https://youtube.com/live/REVUM991Ee4
Più di 3,5 miliardi l'anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l'Ugl). Denaro pubblico per pensioni d'oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d'affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l'anno, però non devono neanche presentare un bilancio (e nessuno se n'è accorto neanche ai tempi di tangentopoli).
Ma non è tutto. Perché un'apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a "totale carico del sindacato"), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile.
In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà sconosciuta. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l'intero settore.
Organizzato da l'AltrascuolA-Associazione Professionale con Casa della Cultura + Unicobas Scuola & Università-Federazione sindacale dei comitati di base

MILANO: MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2026 ore 15.00 / 17.45Casa della Cultura, V.Borgogna, 3 (Metro M1/M4 San Babila)CONVEGNO CO...
02/09/2026

MILANO: MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2026 ore 15.00 / 17.45
Casa della Cultura, V.Borgogna, 3 (Metro M1/M4 San Babila)
CONVEGNO CON ESONERO PER DOCENTI ED ATA per la Presentazione del libro di Stefano d’Errico
SINDACATO S.p.A. CGIL, CISL, UIL (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta (Paper First Editore, Roma, 2026)
Intervengono:
Peter Gomez (Direttore de “ilfattoquotidiano.it” - Autore della Prefazione)
Ezio Gallori (Pensionati Uniti - Autore dell’Introduzione)
Stefano d’Errico (Autore del libro - Segretario nazionale Unicobas Scuola & Università)
Coordinano: Beppe Bettenzoli (USB Lombardia) e Marco Monzù Rossello (Unicobas Lombardia)
Convegno in presenza. Organizza: Unicorno l’AltrascuolA
Associazione Professionale Sede nazionale: Via Casoria, 16 00182 Roma Tel. 067027683
Per l’iscrizione (posti limitati) inviare i propri dati a: [email protected]
Soggetto qualificato alla formazione con Decreto MIUR 177/2000, direttiva MIUR n. 170 del 21.3.2016, elenco Enti Accreditati/Qualificati del 23.11.2016. Come previsto dal D.M. 177/2000, art. 2, comma 5, le singole iniziative formative promosse da soggetti definitivamente accreditati come Enti di formazione da parte del MIUR ai sensi della Direttiva 90/2003 sono riconosciute dall’amministrazione scolastica e quindi non necessitano di specifica circolare (Nota MIUR n. 3096 del 2/2/2016)
Esonero dal servizio intera giornata fruibile da Docenti ed ATA, di ruolo e non, con attestato, ai sensi dell’art. 36, commi 6, 8 e 10, vigente CCNL.
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl).
Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro.
Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio (e nessuno se n’è accorto neanche ai tempi di tangentopoli).
Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello stato senza il versamento dei contributi?
Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili?
Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea?
La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà sconosciuta. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.
Dall’introduzione di Ezio Gallori: “Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi, nelle deleghe in bianco, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Dalla prefazione di Peter Gomez (riduzione): Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni e sarebbe comodo poter indicare un solo colpevole. Non potendo più svalutare la moneta si è scelto di svalutare il lavoro. Ma in una democrazia matura, quando profitti e salari si separano per così tanto tempo, quando la produttività non cresce perché non si investe, quando la politica abdica al suo ruolo, qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato. Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid. Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Perché i salari sono scesi senza una reazione proporzionata nelle piazze e sui luoghi di lavoro? Il libro di Stefano d’Errico serve anche per dare questa risposta. Fino alla fine degli anni Ottanta i sindacati italiani erano, con le ovvie eccezioni, una forza esterna allo Stato. Poi arrivano gli anni Novanta, e cambia tutto. Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema. Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Già nel 1990 la legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali introduce preavvisi, fasce di garanzia, limiti e sanzioni. Nel 2000 la riforma rafforza ulteriormente il meccanismo. Gli scioperi alla francese o alla tedesca che bloccano il Paese per giorni diventano da noi impossibili. In Italia non esiste una vera cassa sciopero. Eppure, come si rende conto ogni iscritto guardando la propria busta paga, i nostri sindacati non sono poveri. Perché, mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi. Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizzazioni. Il paradosso è evidente: salari fermi; sindacati economicamente solidi.
Unicobas Scuola & Università
Federazione sindacale dei comitati di base
Sede nazionale: Via Casoria, 16 - 00182 Roma
Tel. 067026630
Email: [email protected]

CREMONA, 30 MAGGIO: PRESENTAZIONE DI "SINDACATO SPA. CGIL, CISL, UIL (E GLI ALTRI). DIKTAT, AFFARI E MIRACOLI DELLA NUOV...
25/05/2026

CREMONA, 30 MAGGIO: PRESENTAZIONE DI "SINDACATO SPA. CGIL, CISL, UIL (E GLI ALTRI). DIKTAT, AFFARI E MIRACOLI DELLA NUOVA CASTA", con Premessa di Peter Gomez ed Introduzione di Ezio Gallori (PaperFirst, 2026). SIETE TUTTI INVITATI
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile.

CREMA, 29 MAGGIO: PRESENTAZIONE DI "SINDACATO SPA. CGIL, CISL, UIL (E GLI ALTRI). DIKTAT, AFFARI E MIRACOLI DELLA NUOVA ...
22/05/2026

CREMA, 29 MAGGIO: PRESENTAZIONE DI "SINDACATO SPA. CGIL, CISL, UIL (E GLI ALTRI). DIKTAT, AFFARI E MIRACOLI DELLA NUOVA CASTA", con Premessa di Peter Gomez ed Introduzione di Ezio Gallori (PaperFirst, 2026). SIETE TUTTI INVITATI
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile.

UNICOBAS: NON COLLABORARE! Sciopero: NO ORE & ATTIVITÀ AGGIUNTIVE NO, STRAORDINARI ATA dal 22 Maggio al 21 Giugno NO all...
16/05/2026

UNICOBAS: NON COLLABORARE! Sciopero: NO ORE & ATTIVITÀ AGGIUNTIVE NO, STRAORDINARI ATA dal 22 Maggio al 21 Giugno
NO alla DISTRUZIONE degli ISTITUTI TECNICI
NO alla sQuola di Valditara

NO progetti, incarichi, sostituzioni, aggiornamento, funzioni strumentali
La Controriforma dei Tecnici = 231 ore in meno nel Primo Biennio / 198 in meno nel Secondo Biennio / oltre alle decurtazioni dovute all’istituzione della filiera
SCIOPERO UNICAMENTE PER QUANTI PRESTANO SERVIZIO NEGLI ISTITUTI TECNICI E NEGLI IISS, DOVE SONO PRESENTI ISTITUTI TECNICI: LE TRATTENUTE SARANNO ESCLUSIVAMENTE ORARIE PER QUANTO RICONOSCIUTO DALLA CONTRATTAZIONE DI ISTITUTO A PROGETTI, STRAORDINARI ED ATTIVITÀ AGGIUNTIVE: È ESCLUSA QUALSIASI TRATTENUTA PER L’INTERA GIORNATA. SI SUGGERISCE INOLTRE UNA DISCUSSIONE CRITICA SULL’ADOZIONE DEI LIBRI DI TESTO
Personale Ata:
- astensione attività aggiuntive oltre le 36 ore settimanali (35 ore nelle scuole con personale Ata adibito a turni);
- astensione dalle attività che comportano l’intensificazione del lavoro relativa per la sostituzione dei colleghi assenti, limitandosi al proprio piano o settore di competenza;
Personale docente:
- astensione dalle attività aggiuntive di insegnamento oltre l’orario obbligatorio, retribuite con il Fondo di Istituto;
- astensione dall’aggiornamento, dall’espletamento delle funzioni strumentali e dalle uscite didattiche;
- astensione dalle ore aggiuntive per l’attuazione dei progetti e dagli incarichi di coordinatore di progetti retribuiti con il FIS;
- astensione dalle sostituzioni e dalle collaborazioni con il dirigente scolastico, nonché dagli incarichi di responsabile di plesso, di laboratorio, di dipartimento, dalle funzioni di tutor, di coordinatore del consiglio di classe o coordinatore del personale educativo;
- astensione dalle ore aggiuntive prestate per l’attuazione dei corsi di recupero per gli alunni con debiti formativi;
- astensione dalle attività complementari di educazione fisica e avviamento alla pratica sportiva.
Non c’è rispetto. Basta con la truffa delle retribuzioni forfetarie ...Mai più lavorare gratis (o quasi)! BASTA CON LA GUERRA FRA POVERI E L’AUTOGESTIONE DELLA MISERIA
CONTRO i ritardi annosi nell’assunzione dei precari e la riduzione dei benefici stipendiali e normativi per i neo assunti; la valutazione discrezionale di docenti ed ATA, collegando i primi ai ridicoli test Invalsi; la riduzione di tutto il Superiore a 4 anni (immediatamente dopo i Tecnici); l’aumento dell’età minima pensionabile dal 2027; il taglio a 383 euro della Carta del Docente; la protervia di Valditara che vorrebbe una scuola a servizio dell’impresa ed indirizzata a destra. PER il Doppio Canale di reclutamento per abilitazioni e servizio; l’abrogazione delle controriforme Renzi e Gelmini e della relativa revisione delle classi di concorso.

10/04/2026
10/04/2026

LUNEDÌ 20 APRILE 2026: SCIOPERO NAZIONALE SCUOLA
CON MANIFESTAZIONE SOTTO IL MINISTERO,
ROMA, V.le TRASTEVERE, h. 9.00 - 14.00.
CONTRO L’ATTACCO ALLE FERIE ESTIVE.
CONTRO GLI SPRECHI MILITARI.
PER INVESTIMENTI SU SCUOLA, CASA E SANITÀ.
PER UNA PROVVISIONALE DI 200 EURO NETTI PER TUTTI A RECUPERO SULL’INFLAZIONE OLTRE GLI EFFIMERI “AUMENTI” CONTRATTUALI. PER LA 14ma MENSILITÀ.
CONTRO OGNI TENTATIVO DI SVOLTA AUTORITARIA NELLA SCUOLA
La proposta dell’ex ministra Santanchè, rivolta al governo ed al suo amico Valditara (che ne è stato entusiasta), di tagliare di 10 giorni le vacanze estive degli insegnanti perché le regioni redistribuiscano il pacchetto a loro piacimento, magari secondo i desiderata di Confindustria, è l’ennesimo affronto alla categoria. TAGLIAMO LE FERIE DEI PARLAMENTARI, a cominciare da condannati ed inquisiti! Bocciamo senza esitazione qualsiasi tentativo di stravolgere il calendario scolastico! Pretendiamo, invece, investimenti sull’edilizia scolastica e aule sicure, climatizzate e dotate di minimi standard di comfort: l’80% delle strutture scolastiche non è conforme alle norme di sicurezza, il 50% manca dell’agibilità.
CONTRO OGNI ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO
Il MIM ha messo in atto la schedatura degli studenti palestinesi, ha tollerato le campagne discriminatorie sull’esposizione della storia e dell’attualità avviate da un’associazione studentesca di Fratelli d’Italia, impone dall’alto nuove Indicazioni Nazionali(ste) senza alcun confronto con la comunità scolastica. Insiste inoltre con la FSL (ex PCTO), frutto di una visione aziendalista della scuola, e con le prove Invalsi, minimaliste e nozionistiche, strumento di schedatura e riduzione della complessità educativa.
PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ: CONTRATTO E STIPENDI DIGNITOSI
Il MIM vuole ridurre gli Istituti Tecnici a quattro anni abbassando la qualità e creando un esubero strutturale di migliaia di posti: nonostante il fallimento evidente della filiera 4+2, prova ancora ad imporre questo modello.
Il contratto-beffa firmato il 1° aprile mantiene gli stipendi della scuola italiana lontanissimi dagli standard europei, non permette di recuperare adeguatamente l’inflazione, il costo della vita e gli arretrati. Infatti, al contrario dei toni trionfalistici dei sindacati firmatari, gli aumenti reali previsti dal contratto ammontano alle seguenti cifre:
euro 106,14 netti (151,73 lordi) di aumenti stipendiali per i docenti;
euro 88,04 netti (125,85 lordi) di aumenti stipendiali per gli ATA – Dsga esclusi;
euro 688,90 netti (984,78 lordi) di arretrati per i docenti;
euro 499,05 netti (713,39 lordi) di arretrati per gli ATA – Dsga esclusi.
Altro che “rinnovo”: tra aumenti insufficienti e arretrati una tantum, il contratto non recupera che un quarto di quel 24,9% del precedente potere d’acquisto mangiato dal carovita negli ultimi 4 anni.
Chiediamo:
- la quattordicesima e una provvisionale di 200 euro netti mensili per tutti;
- equiparazione degli stipendi della scuola agli standard europei, con aumenti mensili netti di 1000 euro per i docenti e di 550 per gli ATA e l’innalzamento della retribuzione dei docenti all’ottavo livello, come fatto per i Dsga;
- un accordo sui nuovi profili professionali ATA, risarcimento e adeguamento di pensioni e stipendi per gli ATA ex Enti Locali, dopo ben dieci sentenze favorevoli della Corte Europea;
- abbassamento a 65 anni dell’età pensionabile;
- assunzione tramite graduatoria titolo/servizio per docenti e ATA precari e riduzione del numero di alunni per classe;
- attivazione del doppio canale di reclutamento per il 50% delle nuove assunzioni;
- assunzione di almeno 30000 collaboratori scolastici e 30000 tra segretari e tecnici;
- stabilizzazione degli specializzati di sostegno e percorsi seri di abilitazione con istituzione di un’apposita classe di concorso;
- stato giuridico e mansionari dignitosi per il personale educativo.
PER UNA SCUOLA PUBBLICA, DEMOCRATICA E SENZA DIFFERENZIAZIONI REGIONALI
L’Unicobas dice NO all’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, che incrementerebbe i già pesantissimi divari territoriali.
Vogliamo un contratto specifico per la scuola fuori dai diktat del D.Leg.vo 29/93, che impedisce aumenti superiori all’inflazione programmata.
Rifiutiamo tutte le forme di privatizzazione in atto: dal meccanismo del silenzio-assenso per l’adesione ai fondi pensione all’assicurazione sanitaria integrativa.
Il sistema pubblico di previdenza e sanità deve rimanere universale, equo e finanziato collettivamente e non rispondere agli interessi delle lobbies finanziarie e assicurative, ma ai bisogni reali di docenti e personale.
Diciamo no ai presidi-manager e chiediamo l’istituzione del Preside elettivo, sul modello spagnolo.
PER UNA POLITICA ESTERA COERENTE: NO SPESE MILITARI, SÌ INVESTIMENTI SOCIALI (SCUOLA, CASA, SANITÀ)
Di fronte alle vergognose guerre scatenate da Putin, dalla Nato, da Trump e Netanyahu e alla sostituzione etnica in atto in Palestina, pretendiamo che il Governo metta in atto provvedimenti adeguati quali:
- affrontare immediatamente le conseguenze sul costo della vita delle guerre;
- protestare adeguatamente contro le continue violazioni del diritto internazionale e umanitario;
- tagliare la collaborazione militare con Israele e USA;
- riconoscere l’entità autonoma palestinese.

L’Unicobas Scuola & Università indice un’ASSEMBLEA SINDACALE ON-LINE PER IL                   15 aprile 2026 APERTA A TU...
08/04/2026

L’Unicobas Scuola & Università indice un’ASSEMBLEA SINDACALE ON-LINE PER IL 15 aprile 2026 APERTA A TUTTI I COLLEGHI, DOCENTI ED ATA, DI RUOLO E NON, in servizio, con permesso orario o fuori servizio, CHE SI TERRÀ dalle h. 14.30 alle h. 19.30 in modalità streaming (video on-line) dal CANALE YOU TUBE dell'Unicobas. Relazioneranno: Stefano d’Errico (Segretario nazionale Unicobas), Stefano Lonzar, Alvaro Belardinelli, Alessandro Di Candia, Alessandra Fantauzzi (dell’Esecutivo Nazionale Unicobas), PER PARTECIPARE all’ASSEMBLEA:
cliccare sul Link: https://youtube.com/live/LCVRhJABQe8
ed iscriversi al Canale You Tube dell'Unicobas, per poi seguirla il 15 APRILE 2026 dalle h. 14.30 alle 19.30. Alla fine dell’assemblea verrà fornito attestato di partecipazione, COMPILANDO IL FORM “Attestato di partecipazione” sul menù del sito Unicobas.
Ci si può prenotare via mail: [email protected], senza limiti di partecipazione.
Le domande vanno poste via chat: risponderemo NELLE ULTIME 2 ORE dell’assemblea.
Unicobas Scuola&Università
Sede Nazionale e Provinciale di Roma: Via Casoria, 16 - 00182 Roma
Tel. 06/7026630 – 06/7027683 – 06/70302626
Email: [email protected]
Odg: 1) ANALISI DELLA CONVULSA SITUAZIONE INTERNAZIONALE
Per la guerra Russo-Ucraina non si vedono validi sforzi diplomatici. Una striscia di sangue s’impone ancora su Cisgiordania e striscia di Gaza, ammasso di rovine e tomba per oltre 70mila gazawi. Il colpo di mano in Venezuela, invece della democrazia ha consegnato il petrolio del paese nelle mani degli USA. Poi è arrivato il conflitto israelo-statunitense contro l'Iran. La guerra non è mai una soluzione, in più crea l’aumento dei costi energetici e dell’inflazione. Esprimiamoci CONTRO le politiche cobelligeranti del governo che non ha mai tagliato la collaborazione militare con Israele e con gli Usa, né protestato contro le violazioni del diritto internazionale ed umanitario, né riconosciuta l’entità autonoma palestinese. Anziché aumentare le spese militari, Scuola e sistema pubblico devono essere posti al centro di un vero progetto di ripresa e riqualificazione.
2) LA SITUAZIONE GENERALE DELLA SCUOLA PEGGIORA con ulteriori “perle”
governative:
-L’ex ministra Daniela Santanchè, poco prima di “essere dimessa” d’ufficio, ha avuto il tempo di lasciare agli insegnanti della scuola pubblica un vero e proprio frutto avvelenato: il taglio di 10 giorni delle vacanze estive, perché le regioni possano redistribuire il pacchetto a loro piacimento. È ora di far sentire la nostra voce: bocciamo senza esitazioni qualsiasi tentativo di rivedere il calendario scolastico! Pretendiamo, invece, investimenti concreti nell’edilizia scolastica, per l’80% ancora non a norma rispetto al DLgs 81/90 e per il 50% priva persino dall’agibilità: vogliamo aule sicure, climatizzate e dotate di standard minimi di confort. TAGLIAMO LE FERIE DEI PARLAMENTARI, a cominciare da condannati ed inquisiti!
-Il Mim ha messo in atto la SCHEDATURA degli studenti palestinesi e ha consentito l’attacco alla libertà d’insegnamento ed ai dirigenti, senza censurare le due campagne discriminatorie sull’esposizione della storia e dell’attualità messe in atto da un’associazione studentesca legata al principale partito di governo.
-Il Mim vuole RIDURRE GLI ISTITUTI TECNICI A 4 ANNI, abbassandone pesantemente la qualità e con un esubero strutturale di migliaia di cattedre e posti.
3) CONTRATTO: Al contrario dei toni trionfalistici usati dai sindacati che hanno firmato il
contratto mercoledì 1° aprile (una data che richiama la beffa), DENUNCIAMO L’ASSENZA DI UN ADEGUATO RECUPERO sul costo della vita e sugli arretrati. Quanto entrerà in busta paga è inadeguato persino rispetto all’inflazione di nuovo in crescita. Gli stipendi della scuola italiana risultano sempre più lontani dagli standard europei.
-VOGLIAMO la QUATTORDICESIMA MENSILITÀ per tutta la scuola (docenti ed ata).
-CHIEDIAMO un’immediata provvisionale di 200 euro netti mensili per tutti, docenti ed ata, a ristoro per l’aumento del costo della vita degli ultimi 4 anni
-OCCORRONO aumenti netti di 1.000 euro (docenti) e 550 euro (ata), per agganciare gli stipendi della scuola almeno ai livelli intermedi (Spagna) della media retributiva europea (ove siamo gli ultimi). Occorre portare parallelamente la retribuzione dei docenti all’ottavo livello (quello dei vecchi presidi), come è stato fatto per i Dsga (che hanno lo stesso titolo d’ingresso dei docenti: la laurea).
-MANCA un accordo sui nuovi profili professionali ATA, da adeguare alle mansioni legate all’autonomia e all’innovazione tecnologica.
4) L’ANNOSA QUESTIONE DEL PRECARIATO:
- ASSUNZIONE IMMEDIATA TRAMITE GRADUATORIA PER TITOLI E SERVIZIO per docenti ed ata, con almeno 3 anni di lavoro PER RIDURRE SUBITO il numero di alunni per classe e potenziare la gestione delle scuole. NO al precariato “usa e getta” (assunzioni a singhiozzo).
- La risoluzione definitiva della questione del precariato, con l’attivazione del DOPPIO CANALE di reclutamento per il 50% delle nuove assunzioni, ove valgano tutti gli anni di servizio (12 punti anno) ed abilitazioni conseguite (12 punti l’una, onde evitare di dover sostenere più di un concorso).
- L’assunzione di almeno 30mila collaboratori scolastici per coprire i vuoti in organico per la vigilanza, e di 30mila fra personale di segreteria e tecnici.
- Stabilizzazione diretta degli specializzati (e, se necessario, degli specializzandi) di sostegno. Percorsi seri di abilitazione per chi ha esperienza pregressa, onde evitare che oltre la metà delle cattedre continui a ve**re assegnata a chi non conosce l’handicap, ed infine l’istituzione di una classe di concorso specifica.
5) BENVENUTI NELLA sQuola DEL SOVRANISMO E DEL FALSO MERITO: analisi del testo delle nuove Indicazioni per l’infanzia ed il primo ciclo e del decreto complessivo sull’istruzione tecnica che, dopo il fallimento evidente della filiera 4+2, sperimentata da poche scuole, pochissimo gradita dall’utenza, Valditara prova ancora ad imporre.
6) LA BEFFA DELLA CARTA DEL DOCENTE: importo tagliato a 383 euro! Il Governo fa pagare ai lavoratori la sentenza della Corte di Giustizia Europea che estende il diritto ai precari con contratto annuale o al 30/6. Invece di garantire i 500 euro per tutti (come prevedeva la L.107/2015), il Ministero ha scelto di generalizzare la riduzione dell’importo.
7) NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA PENSIONE E ALL’ASSICURAZIONE SANITARIA INTEGRATIVA DI CATEGORIA. Rifiuto del silenzio/assenso per i fondi pensione. Pensionabilità a 65 anni.
8) SIAMO CONTRO LE PROVE INVALSI, la scuola minimalista e nozionista.
9) SIAMO CONTRO L’OBBLIGO DEI PCTO per gli studenti, sia nella scuola che nei centri di formazione professionale.
10) SIAMO PER IL PRESIDE ELETTIVO, sul modello spagnolo.
11) Dopo 10 sentenze favorevoli della Corte Europea PRETENDIAMO IL RISARCIMENTO E L’ADEGUAMENTO DI PENSIONI E STIPENDI per gli ATA EX ENTI LOCALI.
12) VOGLIAMO stato giuridico e mansionario degni del PERSONALE EDUCATIVO.
13) RESPINGIAMO L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLA REGIONALIZZAZIONE che incrementerebbe i già pesantissimi divari territoriali.
14) DALLA SCUOLA DELL’EMERGENZA ALLA SCUOLA RICOSTRUITA: l’Unicobas vuole un contratto specifico per la Scuola (per docenti ed ata) fuori dai diktat del DLvo 29/93 che impedisce aumenti superiori al tasso (finto) d’inflazione programmato dal governo (cosa che ci ha fatto diventare i peggio retribuiti della Ue).
PER SOSTENERE QUESTA PIATTAFORMA ED IMPEDIRE L’ULTERIORE PEGGIORAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA E DELLO STATUS LAVORATIVO PROGRAMMATI DAL GOVERNO, SCIOPERO DI BASE DELL’INTERA GIORNATA PER LUNEDÌ 20 APRILE, CON MANIFESTAZIONE A ROMA SOTTO IL MINISTERO, V.le Trastevere, h. 9.00 / 14.00.

L’Unicobas Scuola & Università indice un’ASSEMBLEA SINDACALE ON-LINE PER IL 15 aprile 2026 APERTA A TUTTI I COLLEGHI, DOCENTI ED ATA, DI RUOLO E NON, in serv...

Indirizzo

Lecco

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Unicobas Scuola & Università Lecco pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Categoria