GenerAzioni Settantotto

GenerAzioni Settantotto Siamo un gruppo di donne attive a lecce. anni '70 nel MAD, Movimento Autonomo delle Donne

19/06/2026

Luisa Muraro è stata una grande rivoluzionaria. La tua vita di donna -ma anche quella di tanti uomini-, dopo l’incontro con lei e la sua lingua non poteva

19/06/2026

Per Luisa

È difficile scrivere di Luisa Muraro al passato.
Con la sua morte scompare una delle pensatrici che più profondamente hanno segnato il femminismo e la filosofia contemporanea, una pensatrice che ha cambiato il modo di intendere la differenza sessuale, la politica, il linguaggio e l'autorità.
Ci legava una lunga amicizia politica. Per noi a Palermo, è stata anche una presenza reale: nelle nostre pratiche, nelle relazioni che le hanno alimentate e nei percorsi di libertà che abbiamo cercato di costruire.
Nel corso degli anni è venuta tante volte nella nostra città. L'abbiamo invitata a discutere dei suoi libri, a partecipare a seminari, a confrontarsi con donne e uomini. Ogni volta colpivano il rigore del suo pensiero e la disponibilità autentica allo scambio.
Ricordiamo la sua capacità di ascoltare una domanda fino in fondo, di non accontentarsi delle formule, di riportare sempre la discussione all'esperienza viva. Non era interessata alle parole che sostituiscono la realtà; cercava piuttosto quelle che permettono di avvicinarla.
Luisa ci ha insegnato che occorre interrogare continuamente il luogo da cui parliamo, partire da sé e dalla propria esperienza, cercando parole fedeli a ciò che si vive, ma senza "farsi trovare" là dove il linguaggio dominante ci vorrebbe. Ci ha insegnato a diffidare delle astrazioni che si allontanano dalla vita e a riconoscere che il pensiero nasce nelle relazioni, nelle pratiche, nell'esperienza condivisa.
Da questa ricerca sono nati libri che hanno lasciato un segno profondo nel pensiero delle donne e non solo. Tra questi, L'ordine simbolico della madre, che ha rappresentato una svolta decisiva. Muraro vi riportava al centro ciò che la cultura aveva reso invisibile: la relazione originaria da cui veniamo, la lingua ricevuta da una donna, il fatto che nessuna e nessuno si dà da sé, l'autorità che nasce dal riconoscimento e non dal potere. Mostrava che proprio quel legame, rimasto senza rappresentazione simbolica, custodisce una verità fondamentale della nostra esistenza e apre nuove possibilità di pensare la libertà, il linguaggio, l'autorità e la convivenza umana.
Luisa aveva una qualità rara: faceva sentire il pensiero come una possibilità aperta, non come qualcosa di già acquisito. Non occupava lo spazio. Lo rendeva abitabile.
Per questo la sua scomparsa ci addolora profondamente.
Ma insieme al dolore c'è la gratitudine per ciò che ha saputo mettere in circolo: relazioni, domande, pratiche di libertà, fiducia nella capacità delle donne di produrre pensiero e trasformazione.
Ed è forse questo che rende possibile il suo continuare a "esserci davvero".

Luisa Muraro ritratta da Paola Mattioli, 1994

19/06/2026
19/06/2026

Oggi salutiamo Luisa Muraro, una delle voci più importanti del pensiero femminista italiano.
Il suo lavoro ha contribuito a dare parole e forma politica alla libertà femminile come pratica viva, costruita nelle relazioni tra donne, nella presa di parola, nella capacità di nominare il mondo a partire da sé.
Muraro ci ha ricordato che il femminismo non è solo rivendicazione di diritti, ma trasformazione del simbolico, del linguaggio, dei luoghi in cui si produce sapere, autorità, politica.
La sua riflessione e la sua pratica restano un riferimento prezioso per chi continua a lavorare perché la libertà delle donne non sia un principio astratto, ma una possibilità concreta nelle vite, nei corpi, nelle relazioni.

Oggi la salutiamo con gratitudine, consapevoli che il pensiero femminista vive quando continua a generare parole, confronto, legami e cambiamento.

19/06/2026

Virginia Galilei - Suor Maria Celeste

di Sara Sesti

Virginia Galilei fu la primogenita di Galileo Galilei. Nacque nel 1600 dalla relazione tra lo scienziato e Marina Gamba, sua giovane compagna, che Galileo non sposò mai.

Dalla loro unione nacquero anche altri due figli. Nonostante le sue idee innovative e la sua visione aperta del mondo, Galileo non si sottrasse alle convenzioni sociali del tempo e destinò Virginia e la sorella Livia alla vita monastica.

A soli tredici anni Virginia entrò nel convento delle Clarisse di San Matteo, ad Arcetri.

Il 4 ottobre 1613 pronunciò i voti come monaca di clausura assumendo il nome di Suor Maria Celeste, e tra quelle mura trascorse l’intera esistenza, fino alla morte prematura, avvenuta nel 1634, quando aveva soltanto trentatré anni.

A prima vista la sua biografia potrebbe sembrare priva di eventi straordinari: una vita silenziosa, consumata all’interno di un convento.

Eppure Virginia riuscì a lasciare una testimonianza di eccezionale valore, che ancora oggi ci permette di conoscere la sua personalità e il suo tempo.

Di Suor Maria Celeste conserviamo infatti 124 lettere indirizzate al padre durante gli anni della clausura: la prima risale al maggio del 1623, l’ultima al dicembre del 1633.

Non possediamo invece le risposte di Galileo, probabilmente distrutte dalla superiora del convento per timore che potessero attirare sospetti di eresia sulla comunità religiosa.

È una perdita significativa, perché un epistolario completo ci consentirebbe di comprendere ancora meglio la profondità del legame tra padre e figlia.

Nonostante la scelta imposta della monacazione, Virginia non manifestò mai risentimento verso il padre. Al contrario, sviluppò nei suoi confronti un affetto profondo e una sincera devozione.

Galileo, dal canto suo, era molto legato alle figlie, ma in Virginia riconosceva un’affinità speciale: ne apprezzava l’intelligenza, la sensibilità e la capacità di comprenderlo. Non di rado le confidava i propri pensieri e le proprie preoccupazioni.

Durante gli anni più difficili della sua vita, segnati dal processo per eresia e dalla successiva condanna che lo costrinse all’abiura, Galileo trovò in Suor Maria Celeste una presenza affettuosa e costante. Virginia lo sostenne con lettere colme di premura, incoraggiamento e attenzione concreta ai suoi bisogni.

Lo scienziato era stato infatti accusato per il suo sostegno alla teoria eliocentrica di Copernico, secondo la quale la Terra e gli altri pianeti ruotano attorno al Sole, in contrasto con la concezione geocentrica allora sostenuta dalla Chiesa cattolica.

La morte di Virginia rappresentò per Galileo un dolore immenso. Egli stesso la ricordò con parole commosse:

«[Virginia era] donna di esquisito ingegno, singolar bontà et a me affezzionatissima. […] in sei giorni si morì, essendo di età di trentatrè anni, lasciando me in una estrema afflizzione».

Di salute fragile fin dalla giovinezza, Suor Maria Celeste morì pochi mesi dopo il ritorno del padre ad Arcetri, lasciandolo in uno stato di profonda sofferenza.

Le sue lettere costituiscono oggi una fonte storica preziosa. Non raccontano soltanto il rapporto tra una figlia e il suo celebre padre, ma offrono anche un vivido affresco della società italiana ed europea del Seicento.

Attraverso le sue parole emergono la vita quotidiana del convento, le difficoltà economiche, gli eventi politici e religiosi dell’epoca, nonché la straordinaria sensibilità di una donna colta e attenta al mondo che la circondava.

Dal chiuso della clausura, senza ricchezze né potere, Suor Maria Celeste riuscì a osservare e interpretare la realtà con lucidità e profondità.

La sua vicenda dimostra come, anche in un’epoca difficile e ricca di limitazioni per le donne, fosse possibile coltivare la libertà dello spirito, dell’intelligenza e del pensiero.

Oggi Suor Maria Celeste riposa nella Basilica di Santa Croce a Firenze, accanto al padre e ad altri grandi italiani.

Tuttavia, nessuna epigrafe ricorda che in quel luogo giace la donna che, più di ogni altra, fu vicina a Galileo nei momenti cruciali della sua vita.

19/06/2026

Mancano 3 mesi alla terza edizione di SCOMODE - Festival delle donne contro la violenza - REL-AZIONI | Modena 4-5-6 settembre 2026 | il Festival per conversare, riflettere, approfondire, elaborare, partecipare, ascoltare.

Inquadra il QR Code per info aggiornate sul calendario di incontri, presentazioni di libri, mostre, proiezioni, laboratori, spettacoli, conversatori…organizzati dalle attiviste dell’Associazione Casa delle Donne contro la violenza con tante importanti collaborazioni!

Con il patrocinio del Comune di Modena
Con il sostegno di Regione Emilia Romagna

Partner Scomode Festival 2026:
Capovolte edizioni | Malala - Gli occhi delle donne sulla Pace | Università Popolare Natalia Ginzburg Vignola | Associazione Insolita | Associazione Carcere Città | Banca del tempo Nonantola - Il Barattolo | Circuito Cinema - Sala Truffaut | Arcigay Modena

Partner Modena capitale italiana volontariato

In collaborazione con DIG Festival

ℹ️ [email protected] www.donnecontroviolenza.it

19/06/2026

📅 Lunedì 22 giugno 2026 alle ore 21.00
📍Sala dei Giuristi del Palazzo della Partecipanza Agraria di Nonantola (Via Roma, 21)

Presentazione del libro
🔸𝐆𝐢𝐮̀ 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨🔸
di Rosi Braidotti, Jennifer Guerra, Giorgia Serughetti (Rizzoli, 2026)

«𝐼𝑙 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑠𝑖𝑎𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑎. 𝐼𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑎𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎: 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑠𝑡𝑎, 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑠𝑡𝑎, 𝑙𝑎𝑖𝑐𝑎, 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎. 𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑟𝑔𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑡𝑟𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑎𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎. 𝐿𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑡𝑟𝑒 𝑔ℎ𝑖𝑛𝑒𝑒, 𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑎𝑢𝑠𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑎 𝑐𝑒𝑛𝑡’𝑎𝑛𝑛𝑖».

🗣 Dialogano:
• Giorgia Serughetti, coautrice del saggio e ricercatrice in Filosofia politica all’Università di Milano-Bicocca
• Caterina Liotti, Centro documentazione donna

🎤 Modera: Chiara Cajumi, Gruppo Aula 22

Aula 22 Nonantola Anni in fuga

11/05/2026

UN FIORE PER GIORGIANA
12 maggio alle 18 a Ponte Garibaldi

Come ogni 12 maggio, l'appuntamento è a Ponte Garibaldi alle 18 per portare un fiore a Giorgiana Masi, nel luogo e nel giorno in cui venne uccisa.
Giorgiana Masi era una studentessa di 19 anni e attivista per i diritti civili. Nel corso di una manifestazione per l'anniversario del Referendum sul divorzio e per reclamare l'accesso all'aborto legale, gratuito e garantito ancora illegale in Italia, venne colpita a morte da un proiettile esploso da un poliziotto infiltrato tra i manifestanti.

Il 22 maggio del 1978, un anno dopo, sarebbe stata approvata la legge 194 che depenalizzerà l'aborto in Italia. Il referendum chiesto dai nascenti movimenti per la vita otterrà una schiacciante maggioranza contro l'abrogazione della legge.

Oggi ricordare Giorgiana ha un'importanza ancora più grande.

Per ribadire che non siamo disposte a tornare indietro a Dio Patria Famiglia. Ci vogliamo vive liber3 e audeterminat3. Per questo respingiamo il Ddl Dissenso e il DdL Valditara. Come per il referendum sul divorzio, l'aborto e la riforma costituzione sulla giustizia, Vogliamo un altro NO!

Per ribadire che nessun decreto sicurezza fermerà le nostre lotte, che la nostra mobilitazione sarà permanente perché le piazze sono di chi lotta per trasformare un presente che ci va stretto, per reclamare diritti e la vita che vogliamo.

Porta un fiore per Giorgiana, il tuo pañuelo, una striscia fucsia e coloriamo il ponte dell'energia delle nostre lotte contro il regime di guerra che ci opprime e reprime ogni processo di liberazione.
Oggi come ieri ci saremo. "Non ci avete ucciso, siamo i semi della ribellione"

11/05/2026

Indirizzo

Lecce

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