25/06/2026
"Mai più sole nel percorso di cura oncologica": la missione di Sos per la vita
L'associazione ha aperto alcuni sportelli informativi sul territorio e si occupa del Cup senologico. La presidente Tarantino: "Non volevo che altre donne vivessero il mio incubo"
La donna al centro della sanità. Accompagnata, passo dopo passo, nel percorso di prevenzione dei tumori (utero e mammella in primis) e nel percorso di cura. Con questo obiettivo è nata, 28 anni addietro, l'associazione “Sos per la vita” che ha sede in viale Giovanni Paolo II a Lecce e raggiungibile telefonicamente componendo il numero 0832-215935
“L'associazione è nata perché io ho vissuto la terribile esperienza di un cancro alla mammella e non volevo che il mio inferno fosse rivissuto da altre donne – racconta la presidente Rita Tarantino -. Sos per la vita è stata fondata insieme al compianto Ilio Palmariggi (cui è intitolata la sezione leccese) con l'obiettivo di informare i cittadini sui servizi offerti dalla Asl. Il primo grande progetto si chiamava “Informare e prevenire”: abbiamo aperto sul territorio 8 sportelli e 5 nuovi nasceranno a breve. All'interno vi lavorano molti volontari che nulla sapevano di sanità e oggi, dopo un periodo di formazione, sono in grado di fornire informazioni ai cittadini e di occuparsi delle prenotazioni del Cup”.
L'associazione, anno dopo anno, ha fatto passi da gigante. Tant'è vero che nel 2018 ha raggiunto la soglia record di 24mila e 600 prenotazioni al Cup senologico.
Parallelamente è nato un secondo progetto dedicato ai migranti: “Accompagniamo queste persone a visitare i servizi della Asl, spieghiamo il loro funzionamento, li aiutiamo a familiarizzare con la sanità pubblica, diventando così un importante punto di riferimento per chi arriva nel Salento e non sa come muoversi”, spiega Tarantino.
Ma il fiore all'occhiello dell'associazione è quello della senologia: “Mi sono battuta per 10 anni per rimettere la donna al centro della sanità pubblica. Con grandi risultati: adesso ogni donna viene presa per mano e accompagnata, passo dopo passo, nel percorso di cura. Il progetto è stato approvato dalla direzione generale della Asl e dal Comitato consultivo misto e abbiamo centrato l'obiettivo di abbattere le liste di attesa che oggi arrivano a soli 2 giorni”.
I volontari di Sos per la vita si sono dati la missione di rendere noti quei servizi Asl importanti ma troppo spesso semisconosciuti a cittadini. Tra questi i Pta, i presidi di assistenza territoriale nati dalle ceneri degli ospedali riconvertiti: “Sono centri in cui i cittadini che hanno bisogno di assistenza possono essere ricoverati per un mese al massimo e ricevere tutte le cure di cui hanno bisogno, con il supporto del medico di base che è pagato dalla Asl. Proprio ieri siamo andati insieme ai volontari a Nardò dove c'è un Pta che rappresenta un'eccellenza. Ma ne apriranno altri a Maglie, Poggiardo, Gallipoli e Campi Salentina”, racconta la presidentessa.
Altra novità di rilievo sono i Coro, i Centri di orientamento oncologico che offrono percorsi di diagnosi e cura per i malati oncologici: “Prima il paziente doveva trovare l'oncologo da solo, partendo dall'impegnativa del medico di base. Adesso si può rivolgere direttamente ai Coro: l'operatore lo metterà in contatto, in tempo reale, con un oncologo che lo indirizzerà nei vari step del percorso”.
Il focus dell'associazione è quindi nella comunicazione. “Le persone sono affamate di informazioni e abbiamo messo in piedi il servizio “Vox populi” per rendere i cittadini consapevoli e migliorare, di riflesso, anche la sanità pubblica – racconta lei -. I servizi ci sono, ma non sono conosciuti. I bisogni principali sono ovviamente legati alle prenotazioni e al funzionamento delle liste d'attesa. Ma anche dal punto di vista logistico, i pazienti spesso non sanno dove andare e persino a chi rivolgersi. L'informazione è la priorità eppure accade che alcuni uffici, deputati a questo, siano collocati in luoghi nascosti. In buona sostanza, i pazienti sono spesso disorientati e si sentono abbandonati a sé stessi: noi cerchiamo di prenderli per mano e diventare un punto di riferimento”.
L'associazione Sos per la vita spesso organizza anche degli incontri informativi aperti al pubblico. .
“Si rivolgono al Cup senologico anche molte donne che chiedono di fare la mammografia perché hanno familiarità con alcuni tipi di tumore. L'ambulatorio tumori eredo-familiari, offre consulenze generali, ma anche ad hoc per chi ha familiarità con certe patologie e ha bisogno di ricevere anche i controlli di sorveglianza più intensificati rispetto alla popolazione generale, come una mammografia annuale rispetto a quella biennale – spiega la dottoressa -. La prescrizione della visita deve essere rilasciata da uno specialista dopo una consulenza onco-genetica. Raccomandiamo in generale la mammografia annuale a partire dai 40 anni, associata ad una ecografia mammaria bilaterale. Dai 50 anni in poi si consiglia la mammografia biennale”.
--
"Mai più sole nel percorso di cura oncologica": la missione di Sos per la vita