04/08/2026
Leggiamo con sgomento il nostalgico comunicato di Fratelli d'Italia di Zollino.
Si vede, tra le pieghe di una scrittura contorta, la nostalgia dei tempi andati in cui l'ispirazione artistica era regolata dall'olio di ricino e, per vivere di arte, si era costretti a trasformarsi in cantori del regime.
La farneticante uscita di Paolo Pellegrino ci fa tornare ai tristi tempi delle leggi fascistissime, del ministero della cultura popolare, ai tempi in cui pavolini non solo censurava tutto quello che non era funzionale al regime, ma imponeva a giornalisti, artisti e letterati quello che dovevano dire.
Per nostra fortuna, quei tempi sono finiti a Piazzale Loreto, l'Italia ha abbattuto il totalitarismo fascista e, da 60 anni, ha una Costituzione repubblicana che dice chiaramente che sia l'arte che la scienza sono libere.
Esistono leggi precise che stabiliscono che le istituzioni pubbliche non possono utilizzare il ricatto economico per discriminare gli artisti che hanno idee politiche diverse rispetto a chi governa, né per limitare in alcun modo la loro libertà di espressione. Oltretutto, gli artisti vengono pagati per fare il loro spettacolo – cosa che sia Enza Pagliara che Beppe Barra a Zollino hanno regolarmente fatto – e non per autocensurarsi secondo la volontà dei segretari di circolo di qualsivoglia partito.
Ma poi, quale autorevolezza può avere nel dare lezioni sulla gestione dei fondi pubblici, come invece si sente in diritto di fare, il segretario locale di un partito che a livello nazionale, esprime ministri che fanno fermare i treni per non fare tardi agli appuntamenti, ex ministri che sono sotto inchiesta per essersi intascati oltre 120000 euro di cassa integrazione per lavoratori che invece continuavano a lavorare, una vicepresidente della commissione di vigilanza Rai condannata ad un anno e mezzo di carcere per peculato...
Ci fermiamo qua, l'elenco sarebbe troppo lungo. E poi, se continuassero, ci verrebbe voglia anche di parlare dei sottosegretari alla giustizia soci di famiglie di camorristi e non la finiremmo più.
Esprimiamo la nostra totale solidarietà a Enza Pagliara e Beppe Barra, la cui dignità artistica e personale non viene per nulla scalfita, ma anzi esaltata da questo episodio.
Grazie Enza per aver denunciato dal palco della Notte della Taranta il dramma del popolo palestinese e il blocco economico a cui è sottoposto il popolo cubano. Speriamo che gli artisti che si esibiranno nei prossimi giorni abbiano la stessa schiena dritta e lo stesso coraggio che hai dimostrato tu!
Non possiamo restare in silenzio davanti a chi vorrebbe riportare indietro le lancette della storia. Respingiamo con forza ogni tentativo di censura e intimidazione politica: la libertà di espressione è un diritto costituzionale non negoziabile!
Salento per la Palestina - 04/08/2026