15/04/2026
GALATINA. “RISCHIO TUMORI PER FUMI COLACEM”: CHIESTO STOP CEMENTIFICIO
(di Pierfrancesco Albanese)
L'istanza dei comitati ambientalisti del territorio (interessata un’area che comprende 16 comuni con 140mila abitanti) consegnata al presidente della Provincia.
L'Arpa ha segnalato valori di arsenico e cromo esavalente eccedenti rispetto ai valori di accettabilità. L’inchiesta del 2022.
*****
Rischio cancerogeno superiore alla soglia di accettabilità, nello scenario di emissione autorizzate per lo stabilimento Colacem di Galatina (Lecce).
E le associazioni ambientaliste del territorio consegnano al presidente della provincia di Lecce, Fabio Tarantino, l’istanza per la sospensione cautelare dello stabilimento.
Il nuovo alert è scattato dopo i contributi tecnici di Arpa Puglia e Asl Lecce, consegnati nell’ambito della procedura di Valutazione d'impatto sanitario (Vis) necessaria per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale del cementificio, tra i più grandi d’Europa.
Era stata la stessa Provincia, come ente delegato, a subordinare la nuova autorizzazione alla valutazione dell’impatto sanitario sulle popolazioni esposte.
"Al fine di rilasciare – si era scritto nella determina - una nuova autorizzazione che terrà conto della situazione ambientale e sanitaria dell’area interessata e della compatibilità dell’impianto con essa". Ebbene: il dato evidenziato dalle associazioni è quello riferito all’arsenico e cromo esavalente.
Che nello scenario di emissioni autorizzate supera le soglie di accettabilità, come emerge dal contributo di Arpa, l’agenzia regionale preposta alla prevenzione e alla tutela ambientale.
In questo scenario, hanno rimarcato le associazioni, in testa il Coordinamento civico ambiente Salento e Isde Lecce non è accettabile continuare a produrre.
E anzi, si richiede l’intervento tempestivo delle istituzioni con uno stop all’attività del cementificio e la riconvocazione del tavolo di confronto per garantire la tutela della salute delle popolazioni esposte.
Il cementificio insiste sul territorio a cavallo tra Galatina e Soleto.
Ma le emissioni impattano su una decina di comuni dell’hinterland. L’attività dello stabilimento è stata oggetto d’attenzione di diversi studi scientifici che ne hanno evidenziato criticità epidemiologiche in un’area definita cluster per le patologie tumorali.
Nel 2014 – si ricorda nell’istanza redatta dagli avvocati Valeria Passeri e Leonardo La Porta, legali delle associazioni - l’Istituto superiore di sanità ha individuato un’area di 16 comuni della zona centrale della provincia con un’incidenza elevata di tumore del polmone.
E lo studio epidemiologico Protos condotto nell’area cluster interessata dalla presenza dello stabilimento ha inoltre evidenziato la presenza di diversi fattori di rischio ambientali e sanitari (tra cui il risiedere nelle aree maggiormente impattate dal cementificio) e ha raccomandato ulteriori approfondimenti sulle esposizioni ambientali generate dalle attività industriali del cementificio.
Già nell’ottobre 2022 l’impianto Colacem era stato interessato dall’apertura di un fascicolo d’inchiesta della Procura di Lecce, con l’ipotesi di getto pericoloso di cose. Alla base l’esposto di 13 associazioni e una mole ingente di documenti, tra cui la Consulenza tecnica d’ufficio (Ctu) disposta dal Tar nell’ambito dei procedimenti aperti dopo il ricorso presentato dai Comuni di Galatina e Soleto contro l’Aia concessa a Colacem dalla Provincia nel 2018, e modificata nel 2019.
La perizia che ha determinato l’apertura dell’inchiesta – ad oggi senza sbocco – ha gettato un’ombra sull’operato dell’industria: a cui si è contestata l’assenza di monitoraggi adeguati sulle polveri e delle anomalie sui rifiuti recuperati nell’ambito delle operazioni svolte nello stabilimento. In particolare, l’assenza di prescrizioni attinenti alla quantità di rifiuto impiegabile nel cementificio.
Con il rischio che la lavorazione di quantità indiscriminate non consenta il calcolo degli impatti ambientali. In più si era evidenziata la presunta errata caratterizzazione di alcuni rifiuti.
Nella specie le sabbie esauste, con possibile sprigionamento di sostanze nocive per la salute.
A corredo delle nuove richieste consegnate al presidente della Provincia vi sono anche pareri tecnici di esperti, che si aggiungono ai rilievi di Arpa e di Asl, la quale ha a sua volta evidenziato che "il rischio indicato non risulta pari a zero e che tale rischio dove essere considerato ai fini di un eventuale rinnovo dell’Aia".
''Queste evidenze - fa sapere Sergio Mangia, medico di Isde Lecce - risultano coerenti con quanto evidenziato dal professor Agostino Di Ciaula, il quale sottolinea che l’esposizione ad arsenico e cromo esavalente, nonché ad altri metalli pesanti comunemente emessi nei processi di produzione del cemento è associata a rilevanti effetti sanitari non solo oncologici ma anche sistemici, trattandosi di sostanze bioaccumulabili in grado di determinare, anche a basse concentrazioni e in caso di esposizione cronica, effetti sull’apparato cardiovascolare, endocrino, neurologico e respiratorio, con particolare vulnerabilità nelle fasce pediatriche e nei soggetti esposti per lunghi periodi di tempo. Tali effetti - aggiunge - risultano ulteriormente amplificati dalla pluralità delle vie di esposizione (inalatoria, ingestiva e per contatto cutaneo) e dalla tendenza al bioaccumulo nel tempo, elementi che, secondo il medesimo parere, non risultano adeguatamente considerati nelle analisi di rischio condotte nell’ambito della Vis con conseguente possibile sottostima sia dei rischi oncologici sia di quelli non oncologici''.
L’istanza ha trovato il sostegno di Sinistra italiana Salento.
"Si convochi intanto un tavolo di tutti gli enti interessati, Prefetto, Regione, Provincia, Comuni, Asl e associazioni per individuare un percorso comune a salvaguardia del diritto fondamentale alla salute che non può essere mai messo in discussione – dice il segretario provinciale Danilo Scorrano. La diffida delle associazioni suffragata da dati scientifici e tecnici, non può essere solo un atto demandato all’autorità giudiziaria, ma – rimarca – deve essere un impegno della politica".
https://www.facebook.com/share/1KZfTyWr1Y/?mibextid=wwXIfr
L'istanza dei comitati ambientalisti del territorio (interessata un’area che comprende 16 comuni con 140mila abitanti) consegnata al presidente della Provincia…