05/09/2026
Il bambino sospeso
Una riflessione molto interessante dello psicologo e psicoterapeuta salentino Brizio Colella
https://youtu.be/xNeSc1waxHA?feature=shared
“papà, papà, dobbiamo foderare i libri di scuola! Chiede un bambino al suo papà: “chiedilo alla mamma” gli viene risposto.
“mamma, mamma, dobbiamo foderare i libri di scuola!”: “chiedilo alla nonna, no?” gli risponde la madre
Nel video, perché di un video pubblicitario si tratta, si sente infine il bambino che declama: “per fortuna ci pensa Colibrì”.
Il bambino, protagonista del filmato, sorride contento. Finalmente i suoi libri saranno foderati a regola d’arte da un qualcuno che si chiama “Colibrì”.
E’ questa la pubblicità trasmessa senza pudore più volte in questi giorni dalla tv pubblica e dalle televisioni private – commerciali. Paradossalmente, il bambino del video non sembra mostrare particolare stizza, dispiacere o sorpresa per le risposte dei genitori, né pensa di mettersi in proprio, immaginandosi, seppur senza alcuna esperienza, di provare lui a foderare i libri di scuola.
Tra l’altro, nella pubblicità, il padre del bambino non è disponibile a “fare cose” con il figlio perché seppur sprofondato comodamente su una poltrona e con una racchetta in mano, fantastica di giocare a tennis, mentre la madre isolata in se stessa nell’eseguire esercizi di Yoga non solo è sorpresa dalla richiesta del figlio, ma sembra, in quel suo distacco momentaneo dalla realtà, di non riconoscerlo come cosa sua, come figlio, e lo invia dalla nonna affinché se ne faccia carico, sempre che per strada non incontri il lupo cattivo.
Certamente non incontrerà il lupo cattivo, ma nella pubblicità il bambino, ripreso in primo piano, dirà con tono deciso e senza balbettare, “per fortuna ci pensa Colibrì” aggiungendo dopo un breve stacco musicale “più facile di così...”
Mi viene da pensare che, nonostante le apparenze, questo bambino, come tanti altri, è un bambino sospeso, sospeso a mezz’aria, come chi non potendo avere certezze e non trovando appoggi, si senta disorientato, perso, confuso: è un bambino che si ritrova solo, in un altrove dove il più delle volte non è visto.
I bambini sospesi sono i bambini non visti.
Eppure, la mancanza di pudore in questa pubblicità trasmessa in tv, una tv vista anche dai bambini, contiene un paradosso: entrambi i genitori ignorano la richiesta del figlio eppure questo bambino non si scompone, non insiste, non si dispiace, come se la risposta che gli viene data, quella di rivolgersi alla nonna, fosse già una risposta conosciuta dallo stesso bambino, simile ad altre risposte ricevute in passato ed è forse per questa ragione che nel video il bambino non insiste nella sua richiesta di aiuto: sa già che non otterrà nulla.
Se non c’è un aiuto che provenga dal “dentro” si cerca sempre un aiuto che provenga dal “fuori” dove il dentro e il fuori definisco delle aree bel precise: aree mentali, aree affettive, aree di condivisione. Per opposto, l’area del “per fortuna che c’è Colibrì … più facile di così” è un’area indefinita, neutra, a cui a volte il bambino si aggrappa per non sentirsi sospeso.
I bambini sospesi sono sospesi nella mente del genitore, sono bambini non visti; a loro volta, e conseguentemente, sono gli stessi bambini che si sospendono e non trovando collocazione negli spazi mentali e negli spazi affettivi degli adulti, si rivolgono ad un “fuori” che seduce e al contempo imprigiona.
Tutta la vicenda del bambino che chiede ai genitori di essere aiutato a foderare i libri e la risposta assente degli stessi genitori mi fa ve**re in mente il “Pifferaio Magico”, la fiaba dei fratelli Grimm.
Come il “Colibrì” della pubblicità, il Pifferaio Magico con il suo suono incanta i bambini “sospesi” e li porta via con sé, lontano dai genitori. I bambini non visti, è inutile, si perdono inseguendo il pifferaio magico.
Brizio colella ottobre 2026
Nuovo spot televisivo CoLibrì per la campagna scuola 2026