13/07/2026
Sicurezza sul lavoro, la Fillea boccia il fondo da 500 milioni. Il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco contro la proposta del Pd: "Servono più controlli, qualificazione delle imprese e tutele per le famiglie delle vittime"
La sicurezza sul lavoro non si affronta con nuovi finanziamenti alle imprese, ma rafforzando prevenzione, controlli e tutele per chi lavora. È questa la posizione della Fillea Cgil, che critica la proposta di legge presentata da alcuni parlamentari del Pd per istituire un Fondo nazionale da 500 milioni di euro l'anno, per il triennio 2027-2029, destinato a sostenere le aziende che investono in dispositivi di protezione individuale, formazione e innovazione tecnologica.
"È nulla di più lontano dalle questioni reali che servirebbero a prevenire infortunio e morte di tanti lavoratori e a dare risposte ai familiari delle vittime di lavoro", afferma il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco.
Secondo il sindacato degli edili, in una fase segnata dall'emergenza caldo e dal rischio per la salute di milioni di lavoratrici e lavoratori, la priorità dovrebbe essere un piano straordinario per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, non un intervento economico a sostegno delle imprese. "Pensare di spendere un miliardo e mezzo senza aprire un confronto con le parti sociali su un tema così delicato, è sbagliato sia nel metodo che nel merito", sottolinea Di Franco.
La categoria richiama in particolare la situazione dell'edilizia, uno dei settori più esposti agli infortuni. Per la Fillea manca ancora un sistema efficace di qualificazione delle imprese: "Chiunque recandosi alla Camera di commercio può diventare un imprenditore edile, senza dover dimostrare quasi nessuna esperienza e conoscenza anche in materia di salute e sicurezza".
Nel mirino del sindacato anche la patente a crediti introdotta dal governo, considerata uno strumento insufficiente. "La patente a crediti è uno strumento inutile che autocertifica di fatto il rispetto delle norme e che non si applica, per previsione normativa, alla maggior parte delle imprese edili coinvolte nelle stragi di lavoro degli ultimi anni", afferma Di Franco.
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