20/03/2026
🟥 La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità pericolosa in materia di previdenza: la portabilità del contributo datoriale. Dal 1° luglio 2026 i soldi che oggi il tuo datore di lavoro versa nel fondo di categoria (Telemaco) per farti avere una pensione più alta, potranno essere dirottati verso fondi aperti e piani individuali pensionistici (Pip). In sostanza, verso prodotti gestiti da banche e assicurazioni.
Perché la CGIL dice NO?
La nostra posizione è di netta contrarietà. Il contributo del datore di lavoro non è un regalo, ma salario differito conquistato con i contratti collettivi. Consentire che queste risorse escano dal perimetro negoziale per finire nei prodotti delle banche significa:
- Regalare i tuoi soldi al profitto privato: i fondi aperti e i Pip hanno costi mediamente molto più alti (ISC fino a 1,84 contro lo 0,36 dei negoziali), che erodono la tua pensione futura;
- Sottrarre potere a lavoratrici e lavoratori: si toglie materia alla contrattazione collettiva, per gettarla in pasto a logiche puramente commerciali;
- Indebolire tutto il Paese: grazie alla nostra azione negoziale, i fondi come Telemaco investono stabilmente nell’economia reale e nelle infrastrutture; i prodotti speculativi no.
Abrogare la norma e difendere Telemaco significa proteggere uno strumento che garantisce gestione paritetica, costi bassi e rendimenti etici.
Il tuo futuro non è una scommessa. Alle elezioni dell’assemblea dei delegati Telemaco del 15 e 16 aprile, vota il sindacato che difende il valore del tuo lavoro: vota SLC CGIL.