11/05/2026
Oggi il volto della povertà non è solo quello di colui che fa l’elemosina all’angolo di strada.
La povertà è più diffusa e più difficile dastereotipare o visualizzare: è quella di chi lavora e che, pur lavorando, ha difficoltà a sbarcareil lunario. Giovani che si dividono in quattro per pagare un affitto, che decidono di non avere figli. Famiglie che non pianificano più e tentano solo di sopravvivere perché il futuro è un terreno franoso.
È un imbuto nel quale sta finendo tutto: le speranze,i progetti, la stessa capacità di immaginare un domani.
Dalla povertà salariale, poi, discendono forme sempre più numerose e gravi di povertà individuali e collettive.
La fragilità salariale che affligge fasce sempre più ampie della nostra popolazione non
è una fatalità: è il risultato di scelte che si possono - e si devono - invertire.
Sarà su questi temi che avrò il privilegio di confrontarmi con la professoressa Elsa Fornero al Festival Biblico di Vicenza. Il Festival ha scelto il tema del limite. È una parola che vediamo scritta in volto alle persone che incontriamo ogni giorno alle Acli. Il limite del salario che
non basta, della casa che non si riesce ad affittare, delle cure a cui si rinuncia, dei figli che non si fanno.
Ma nella tradizione biblica il limite non è solo confine invalicabile: è luogo di discernimento e di responsabilità, il punto in cui si decide chi siamo e cosa vogliamo costruire.
Un confine, qualcosa che può unirci e che insieme possiamo valicare.
Per leggere l'articolo integrale➡️ https://www.acli.it/abbiamo-bisogno-di-sarti-della-politica-prima-che-tramonti-il-sole/