03/01/2024
Ciao Francesco, buon viaggio con il tuo theremin !!!
Conosciuto grazie a Marcho e al collettivo NED di musica improvvisata per un concerto al MADXI museo contemporaneo per la rassegna FOLK a META' di Salvatore Vallario.
Scoprii per caso di recente che fu uno dei sopravvissuti alla stagione dell’odio, lo vidi in un docu-film dei racconti delle vittime meno note degli agguati rossi e neri negli anni di piombo.
"Come Francesco De Ficchy, che a 19 anni divenne uno dei simboli della violenza neofascista nella capitale d’Italia. Era il 1974, frequentava un liceo troppo vicino a un «covo nero» e subì due aggressioni. La prima volta gli ruppero il naso, la seconda gli spararono nel cortile della palazzina in cui abitava. Finì sulle prime pagine dei giornali, fotografato su un letto di ospedale. Ancora oggi, insegnante vicino alla pensione, porta i capelli un po’ lunghi che all’epoca erano uno dei marchi di riconoscimento dei ragazzi di sinistra, e si chiede «perché nessuno mi ha mai chiesto quali danni psicologici ho subito allora». Corriere della Sera