20/01/2016
SCUOLA PER L'INFANZIA REGINA ELENA - LATERZA
Seconda Regina d'Italia, dopo Margherita, Imperatrice d'Etiopia e Regina d'Albania. Nacque a Cettigne l'8 gennaio 1873 da Nicola Petrovic Niegosc, Gospodaro e poi Re del Montenegro, e dalla Principessa Milena Vukotic. Allevata con la massima semplicità assieme alle sette sorelle ed ai tre fratelli nell'arcadico Montenegro, studiò poi a San Pietroburgo nel famoso collegio Smolensk, grazie ai rapporti di amicizia prima, e di parentela poi, fra i Petrovic ed i Romanoff.
Il 24 ottobre 1896 sposò a Roma, con matrimonio d'amore, l'allora Principe Ereditario Vittorio Emanuele, dopo aver abbracciato la Fede cattolica. Il felice evento fu salutato, fra gli altri, dal Pascoli, dal Capuana e dal Fogazzaro. Anche Elena, come Margherita, improntò la sua epoca, ma in maniera diversa.
Donna dalla semplice vita - come del resto il Re Vittorio Emanuele III - fu dedita ai figli ed al marito per quel che concerne la vita privata ed all'aiuto ai poveri, ai derelitti, agli infelici, agli ammalati, ai bambini per quel che concerne la vita pubblica, astenendosi da ogni intervento politico. La sua azione benefica fu ininterrotta, dall'avvento al Trono alla morte in esilio.
Nel 1908 rischiò la vita per aiutare i terremotati di Messina esponendosi al pericolo dei crolli e delle epidemie. Trasformò in ospedale il Quirinale, e le sue sale in corsie, durante la prima guerra mondiale. Perciò fu celebrata da D'Annunzio in "Per la Regina". Promosse gli studi sul cancro fondando l'omonimo Istituto in Roma. Diede impulso essenziale alle ricerche sull'encefalite letargica che colpiva allora l'infanzia. In incognito visitava i quartieri più poveri portando aiuti. Assisteva i malati e lavava e vestiva i morti che non avevano parenti od amici.
Insignita dal Papa della "Rosa d'Oro", la più alta onorificenza cattolica attribuibile ad una donna, suscitò l'ammirazione generale.
Fu con tutta esattezza chiamata da Pio XII "Signora della Ca**tà Benefica".
Mori nel 1952, il 28 novembre, nell'esilio di Montpellier. La notizia della sua morte suscitò in Italia immensa commozione e cordoglio, ispirando, tra l'altro, la struggente poesia di Diego Calcagno. Sepolta nel cimitero di Saint Lazaire, attende ancora la traslazione nel Pantheon di Roma. Da Lei nacquero Iolanda, Mafalda, Umberto, Giovanna e Maria.