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04/09/2026

CALDO: OLTRE 9000 OVER 65 DECEDUTI IN EUROPA

L’estate meteorologica è ufficialmente finita, ma non le alte temperature, visto che è imminente una nuova ondata di caldo, la sesta di una stagione che ha già macinato record per temperature massime.

Quali sono stati gli effetti sulla salute? Secondo i dati pubblicati da EuroMomo (European Mortality Monitoring), i Paesi europei hanno registrato oltre 10mila decessi in eccesso durante l’ondata di calore record alla fine di giugno 2026; di questi, oltre 9mila erano over65. L’Italia ha avuto un eccesso di mortalità basso rispetto ad altri Paesi europei, anche se, secondo la Joint Research Centre Ue è il Paese con il maggior numero di decessi collegabili al caldo estremo (circa 10.000 all’anno). Secondo l’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, il tasso di mortalità addirittura raddoppierà entro il 2040 a fronte di un incremento medio di 3 gradi nella temperatura.

Fonte: www.ilgiorno.it

24/08/2026

CHI PAGA CON IL PROPRIO CORPO IL BENESSERE DI QUALCUN ALTRO

*di Emiliano Manfredonia, pubblicato su Avvenire del 9 agosto 2026

Ieri ero al Bois du Cazier, per il settantesimo anniversario di una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana. Ero lì con una delegazione di aclisti del Belgio e dell’Europa centrale, e non è un caso: le Acli erano già lì, in quelle miniere, molto prima che l’8 agosto 1956 diventasse una data che tutti conosciamo.
Erano le 8.10 del mattino quando un incendio, scoppiato a quasi mille metri di profondità per un banale errore nella manovra degli ascensori, riempì di fumo e gas tossici tutta la miniera del Bois du Cazier. Morirono 262 minatori di dodici nazionalità diverse: 136 erano italiani, 95 belgi, gli altri arrivati da mezza Europa. Rimasero 417 orfani, 224 dei quali italiani. Erano il prezzo umano di un accordo firmato appena dieci anni prima, nel giugno 1946, tra un’Italia uscita sconfitta e distrutta dalla guerra, bisognosa di carbone per far ripartire la propria industria, e un Belgio che aveva bisogno di braccia per le proprie miniere: almeno cinquantamila nostri connazionali si trasferirono nelle miniere belghe in cambio di quel carbone.
Le Acli, costituite appena due anni prima di quell’accordo, non lasciarono partire quei treni senza nessuno che si occupasse di chi ci saliva sopra. Fin dal 1947 i nostri servizi di patronato erano già attivi in Belgio: aiutavano chi non conosceva la lingua, non sapeva leggere un contratto, non aveva idea di come muoversi in un paese che li accoglieva solo perché aveva bisogno delle loro braccia, non della loro dignità. Erano italiani poveri, con basso livello di istruzione, impiegati nei lavori più duri e pericolosi, circondati spesso da disprezzo xenofobo. Esattamente come lo sono, ai nostri occhi spesso ciechi, i migranti che arrivano oggi da altre latitudini. Li abbiamo scacciati e vituperati con le stesse parole con cui, settant’anni fa, i belgi guardavano i nostri padri e i nostri nonni scendere in miniera.
Alle famiglie delle vittime andò ben poca riconoscenza: molte tornarono in Italia con risarcimenti irrisori, altre scelsero di restare e inserirsi del tutto nel paese d’adozione. Le Acli, insieme ad altre associazioni, si batterono con successo perché quella memoria non si perdesse, impedendo, ad esempio, che sul luogo della tragedia si costruisse un centro commerciale, come qualcuno aveva pianificato con rara insensibilità. Oggi lì sorge invece un museo e un memoriale dedicato alle vittime.
Fu proprio da quel sangue versato che nacque qualcosa di più grande. La tragedia di Marcinelle diede la spinta finale e decisiva alla redazione, a Roma nel 1957, dell’articolo 48 del Trattato che istituì la Comunità Economica Europea: la libera circolazione dei lavoratori, senza discriminazioni legate alle nazionalità. Quella libertà di muoversi per lavorare, che ai minatori di Marcinelle non fu concessa, è oggi uno dei pilastri su cui si fonda l’Unione Europea.
Metterla in discussione con la leggerezza con cui talvolta la sento contestare non è solo una follia storica, è un’offesa diretta a chi ha versato il proprio sangue per l’Italia di allora e per l’Europa che ne è nata.

Oggi il carbone non si estrae più né in Italia né in Belgio. Ma la logica che portò a Marcinelle non è scomparsa: si è spostata nel cobalto del Congo, nel litio dell’America Latina, nelle terre rare della Cina, del Myanmar, del Madagascar, ovunque il pianeta continui a fornirci strumenti indispensabili al prezzo del corpo di chi li estrae. La domanda resta identica a settant’anni fa: chi paga, con il proprio corpo, il prezzo del benessere di qualcun altro?
Andare a Marcinelle, questa settimana, non è solo un atto di pietà verso i nostri connazionali. È rinnovare l’attenzione sulle norme che tutelano dignità e sicurezza del lavoro, soprattutto quello dei migranti che vengono dal Sud del mondo perché non restino sulla carta, ma diventino affermazione della dignità di ogni persona.

Fonte: www.acli.it

07/08/2026

BUONE VACANZE DALLA FAP-ACLI!!!!!

01/08/2026

C’è tempo fino al 15 ottobre per partecipare a “Storie libere. Libere storie”, il concorso letterario promosso dall’Archivio storico e dalla Biblioteca delle ACLI.

Il concorso è aperto a tutti e invita a raccontare, attraverso esperienze reali o storie di fantasia, tre temi centrali del nostro tempo: democrazia, lavoro e pace.

I testi dovranno essere originali e inediti, avere una lunghezza massima di 7.000 battute ed essere inviati insieme alla scheda di partecipazione all’indirizzo [email protected].

I tre autori vincitori saranno invitati a Roma il 12 novembre per la giornata conclusiva e la premiazione.

01/08/2026

COME PROTEGGERE IL CUORE DAL CALDO

Le ricadute negative sulla salute delle ultime ondate di calore che stanno colpendo l’Italia e il mondo intero preoccupano gli esperti. Il caldo trasforma, infatti, il cuore in un organo sotto sforzo anche senza attività fisica.

L’organismo risponde inoltre con la sudorazione e il corpo perde in generale acqua e sali minerali – come ad esempio il sodio, il potassio – per raffreddarsi tramite l’evaporazione. C’è quindi un’alterazione degli elettroliti per la dispersione di sodio e potassio con la sudorazione. La perdita degli elettroliti ha un effetto sull’attività elettrica del cuore, favorendo le aritmie in soggetti che sono ovviamente predisposti.

Cosa fare dunque per proteggersi? Innanzitutto bisogna idratarsi in maniera adeguata in base alle condizioni cliniche e in base alle temperature, evitare soprattutto durante l’estate bevande molto zuccherate e l’alcol, che non aumentano l’apporto idrico, ma anzi favoriscono la disidratazione”. Attenzione agli orari dell’attività fisica: soprattutto per gli anziani, va evitato lo sforzo fisico estremo, è importante non uscire nelle ore più calde (fine mattinata-primo pomeriggio). Gli ambienti in cui si sta devono essere freschi e ben ventilati per adeguare la temperatura corporea. E attenzione al vestiario, ma anche al tipo di pasto che non deve essere abbondante per non affaticare digestione e circolazione. È molto meglio assumere frutta e verdura, che idratano e scegliere menu leggeri

Auguri Presidente!!! i più sentiti auguri di buon compleanno, con profondo rispetto per l’alto ruolo istituzionale e per...
23/07/2026

Auguri Presidente!!!
i più sentiti auguri di buon compleanno, con profondo rispetto per l’alto ruolo istituzionale e per il costante impegno quale garante della nostra Costituzione. 🇮🇹

22/07/2026

IN AUMENTO LE TRUFFE INFORMATICHE

Le truffe informatiche hanno superato per diffusione quelle tradizionali e le vittime non sono più soltanto anziani: oltre un milione di italiani ha subito una frode digitale, mentre il Ministero dell’Interno registra quasi 43mila truffe ai danni degli over 65 in un solo anno, in aumento di oltre il 15%.

L’obiettivo è quello di una tutela costruita più sulla prevenzione che sulla sanzione: alfabetizzazione digitale estesa a tutte le fasce d’età, investimenti sulla sicurezza degli enti pubblici, regole più stringenti sul telemarketing. Senza quella base culturale, l’inasprimento delle pene continuerà a intervenire a danno avvenuto.

21/07/2026

OVER 65: ALLENARSI AD ALTA INTENSITA' FA DIMAGRIRE

Per chi è avanti con gli anni la raccomandazione che emerge da una ricerca condotta da esperti dell’Università della Sunshine Coast parla chiaro: l’allenamento a intervalli ad alta intensità (HIIT) potrebbe offrire un vantaggio fondamentale rispetto ad altre forme di esercizio. Sebbene anche gli allenamenti a intensità moderata e bassa abbiano portato a una certa perdita di grasso, solo l’HIIT ha mantenuto la massa muscolare magra, fattore chiave per il benessere nella terza età.

La ricerca ha messo a confronto esercizi di diverse intensità in anziani sani, confermando una volta di più che l’attività fisica fa bene. Infatti lo studio ha mostrato che in tutti i casi si è avuto un calo del tessuto adiposo. Ma ha detto anche di più: solo l’HIIT ha aiutato i partecipanti a preservare la massa muscolare magra.

12/07/2026

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