10/10/2026
Cari amici,
oggi un anno fa venivo liberato insieme ai miei compagni dal carcere di Ketziot. Eravamo portati a Istanbul su volo turco, e poi ciascuno per la sua destinazione. La sera io e altri due arrivavamo all'aeroporto di Caselle, tra le braccia delle persone care.
Durante il viaggio mi era venuto da pensare: siamo stati nel ventre della balena. È nata così l'immagine che, insieme a quella dell'Arca, è nel titolo del libro che da quell'esperienza è stato tratto - che in quel viaggio stesso ho capito di dover pubblicare.
Ieri di quel libro c'è stata una tra le tante presentazioni, a conclusione del festival torinese della nonviolenza e in una struttura del Gruppo Abele. Con particolare intensità, a un anno di distanza, è venuto da rievocare il senzo umano e spirituale di quell'esperienza.
Sono personalmente felice che mi sia stato dato di condividere un minimo frammento delle sofferenze che su ben più ampia scala tanti vivono. E di testimoniare per tutto quel che posso del dramma della coscienza ebraica, e, attraverso essa, di quella occidentale e planetaria 🙏