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29/05/2026

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Le Dirette di Zainz - SULL ' ARCA E DENTRO LA BALENA - un Monaco in viaggio con la FLOTILLA, ospite Claudio Torrero⸻🔗 SEGUI ZAINZ📺 canale Telegram 👉 htt...

26/05/2026
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24/05/2026

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La Pentecoste cristiana riprende quella ebraica, che celebra il dono della Legge fatto a Mosè sul monte Sinai; e, come quell'evento è fondante per il popolo

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23/05/2026

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Sono i giorni in cui si celebra Shavuot, la Pentecoste ebraica. Dopo l’uscita dalla schiavitù d’Egitto celebrata in Pesach, c’è il dono della Torah sul monte

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21/05/2026

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Ministro Ben Gvir, chi le scrive sei mesi fa si è trovato nella condizione in cui, di fronte al mondo intero, abbiamo visto oggi i membri della Flotilla. E

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01/05/2026

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Questa luna piena, secondo le tradizioni che si richiamano al Buddha, è la luna piena del Vesak. Vi si celebrano la nascita, il Risveglio e la morte del

Resistere all’indifferenzaIl tour del volume “Sull’Arca e dentro la balena” non poteva non avere una sua significativa t...
24/04/2026

Resistere all’indifferenza

Il tour del volume “Sull’Arca e dentro la balena” non poteva non avere una sua significativa tappa alla vigilia del 25 Aprile. Resistenza e Liberazione sono termini che potenti ri-emergono nel testo di Dharmapala – Claudio Torrero. Con il portato di domande che, oggi come allora, in qualche modo, tornano a bruciare nei cuori. E non sono domande astratte, bensì quelle che attraversano la carne di questo presente sempre più segnato dalla “terza guerra mondiale a pezzi” profeticamente già denunciata da papa Francesco.
Cosa significa oggi resistere? In una circostanza tanto interpellante, poi, è (ancora) possibile tenere insieme la materia e lo spirito, la lotta e la compassione, la storia e l’assoluto?
Venerdì 24 aprile, alle 21, nella Sala Santa Marta di Ivrea, una serata che non è soltanto un incontro, ma un attraversamento. Un viaggio dentro le contraddizioni del nostro tempo e dentro la possibilità, ostinata, di non arrendersi.

Non è casuale che tutto questo accada a Ivrea.
Ivrea è una città sui generis e con un’identità peculiare, forte di una memoria viva, un vero laboratorio culturale e politico del Novecento. Qui l’esperienza di Adriano Olivetti ha trasformato la fabbrica in comunità, intrecciando lavoro, cultura, diritti e partecipazione in un unico progetto umano. Qui hanno preso forma visioni capaci di attraversare le stagioni della nuova sinistra, degli anni sessanta e settanta, e di costruire un’idea di giustizia sociale che non separa mai la politica dalla dignità della persona. E sempre qui ha risuonato la voce di Luigi Bettazzi, interprete di un cristianesimo conciliare e inquieto, aperto al dialogo con il mondo del lavoro, con la pace, con i movimenti sociali.
Un’eredità che, in qualche modo, continua a interrogare il presente.

Dentro questo orizzonte, allora, la vigilia del 25 aprile torna a essere non solo memoria, ma domanda viva. Continuità di una resistenza che cambia forma, ma non smette di esistere.
In questo caso partendo dalla testimonianza di Dharmapala – Claudio sulla Flottilla: non come mero osservatore, bensì come presenza consapevole, come corpo esposto, come coscienza in cammino. La sua voce si intreccerà con quella dell’attore Fabrizio Marras e con l’accompagnamento musicale di Salvatore Damino, in un racconto che è insieme cronaca e meditazione, ferita e preghiera. In dialogo con Jacopo Pitti e lo stesso Salvatore, l’interrogarsi su quale forma può prendere oggi la disobbedienza. E la speranza?
A fare da eco, le canzoni che hanno attraversato un’altra stagione di lotta e sogni, tra i ’60 e i ’70 del “secolo breve”. Non come nostalgia, ma come filo vivo che lega le resistenze di ieri a quelle di oggi. Un richiamo a quell’orizzonte in cui politica e spiritualità non erano mondi separati, ma parti di un’unica tensione verso la giustizia.

Questa serata nasce dentro un solco preciso: quello di una tradizione civile e spirituale, laica e profondamente etica, capace di tenere insieme radicalità politica e umanesimo. È in questo stesso solco che si inserisce l’impegno dell’associazione Nuovi Equilibri Sociali, che da anni, tra Ivrea e Biella, promuove cultura, solidarietà e partecipazione, costruendo spazi in cui le idee diventano esperienza condivisa.
Una proposta che non offre risposte facili, ma apre spazi. Spazi per sentire, per ricordare, per scegliere. Perché, forse, resistere oggi significa proprio questo: non smettere di cercare un senso comune, anche quando tutto sembra spingerci verso l’indifferenza.

Marco Margrita
Direttore Gondour Edizioni

Pasqua di Resurrezione La Pasqua cristiana si innesta in quella ebraica, e la liberazione dalla schiavitù diventa addiri...
04/04/2026

Pasqua di Resurrezione

La Pasqua cristiana si innesta in quella ebraica, e la liberazione dalla schiavitù diventa addirittura liberazione dalla morte. La quale, nella narrazione biblica, non è un fatto originario, ma entra nel mondo in conseguenza del peccato. E allora il punto non è l'immortalità dell'anima, bensì proprio il venir meno della morte, che si rappresenta in quell'evento del tutto inconcepibile che è la Resurrezione.

Poche certezze appaiono così incrollabili come quella che la nostra vita abbia un confine invalicabile. E altrettanto certo sembra che vi sia il male, come residuo sempre minaccioso che nessuna azione buona può del tutto eliminare. Ma, una volta ammesso questo fino in fondo, attraverso la notte e morendo a noi stessi, fino a che non ci sia più alcun io che contrasti col flusso della Vita, perché rimane ormai soltanto amore, non ci si dischiude una realtà diversa, nella quale il male può essere guarito e la morte non esiste più? Non è allora eterno ogni momento che viviamo, non al di là del tempo ma nel tempo stesso, pur essendo inafferrabile e anzi proprio in virtù di questo? Si può allora dire che la Vita sia donata a chi non ha più alcun possesso, e niente e nessuno può più toglierla...

PassioneNella teologia cristiana la morte in croce di Gesù si connette con l’Incarnazione: per la salvezza dell’umanità ...
03/04/2026

Passione

Nella teologia cristiana la morte in croce di Gesù si connette con l’Incarnazione: per la salvezza dell’umanità dal male, Dio si fa uomo e offre se stesso in sacrificio. La Passione è lo svuotamento di Dio, la sua completa partecipazione all’esperienza umana della sofferenza e della morte. Ai cristiani è chiesto di imitare Cristo, ovvero non sottrarsi agli effetti del male, al fine di condividere la sua opera.

È comprensibile che oggi si abbia diffidenza per l'idea di sacrificio, dato l'abuso che se ne è fatto. Eppure raramente come adesso si può intendere la forza immensa che viene dalle vittime innocenti, superiore a quella di qualsiasi potenza. E non ha forse d'altra parte la parola "sacrificio" il significato di "render sacro"? E cosa vi è di più grande che rendere sacro tutto quello che viviamo, cioè entrare pienamente nella Vita? Dovremmo allora aver paura di morire a noi stessi, lasciando che quel che resta sia soltanto amore? Per chi arrivi a questo, spesso attraverso la prova del dolore, ogni nodo è sciolto e c'è soltanto pace. Ed è possibile finalmente farne dono...

Bak PoyaNella tradizione Theravada dello Sri Lanka questa luna piena è Bak Poya. Vi si celebra quella che in una leggend...
02/04/2026

Bak Poya

Nella tradizione Theravada dello Sri Lanka questa luna piena è Bak Poya. Vi si celebra quella che in una leggenda è la seconda venuta del Buddha nell’isola, cinque anni dopo l’Illuminazione, quando avrebbe pacificato il conflitto tra due gruppi che si contendevano un trono prezioso. Il quale sarebbe alla fine stato offerto al Buddha, che però vi avrebbe rinunciato.

Non c'è guerra che non sia per il potere. C'è naturalmente differenza tra chi lotta per tenere sottomesso qualcun altro e chi per liberarsene, tra il sopruso e la resistenza, anche se non sempre è facile capire e c'è chi mira a creare confusione. Al di là però anche di questo c'è un nodo del potere in quanto tale, in cui anche i resistenti inevitabilmente rimangono avvinti. È possibile sciogliere quel nodo? C'è un potere della rinuncia al potere, che porta davvero alla pace?

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