I territori dei Comuni di Castel Frentano, Frisa, Lanciano, San Vito chietino e Treglio ricadono parzialmente nel bacino idrografico del torrente Feltrino che è caratterizzato da una situazione di degrado ambientale generalizzato, più evidente per quanto concerne:
la scadente qualità delle acque;
la forte contrazione della superficie boscata o comunque impegnata da vegetazione naturale;
il period
ico abbandono di rifiuti di varia natura;
l’impraticabilità dei luoghi a scopi turistici e ricreativi; il dissesto idrogeologico drammaticamente accentuatosi a seguito dei recenti eventi meteorici estremi;
la perdita di biodiversità e di paesaggio. Il territorio denota valenze di elevato interesse, come i numerosi beni ambientali e culturali presenti (edifici storici, siti archeologici, il tratturo L’Aquila – Foggia, ecc.), ess ospita zone vallive, agricole costiere e di retrocosta che costituiscono un paesaggio agrario sostanzialmente intatto e ancora valorizzabile;
Il bacino del Feltrino rappresenta un sistema territoriale complesso e caratterizzato da elementi al contempo di degrado e di pregio, soprattutto potenziale. Il Contratto di Fiume rappresenta la modalità più moderna ed avanzata di programma finalizzato alla definizione e condivisione di uno scenario strategico di riqualificazione fluviale e territoriale. E’ un processo di programmazione negoziata per la governance dello sviluppo del territorio di un determinato bacino idrografico, che consente di coordinare interventi di vasta portata per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente, la tutela delle risorse idriche, la valorizzazione del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico, unendo le competenze e ottimizzando le risorse;
Il processo di costruzione del CdF si basa sul confronto e sulla negoziazione tra tutti gli attori e i cittadini coinvolti, con l’obiettivo di identificare conflitti ambientali di uso delle risorse o di altra natura e quindi di attivare processi di composizione dei conflitti, integrati nei contenuti e condivisi nelle modalità di decisione, attraverso la riqualificazione ambientale e territoriale, la responsabilizzazione delle comunità locali, la formazione e l’educazione al benessere durevole;
Il CdF prevede un approccio interattivo atto a garantire il consenso e l’attuabilità delle azioni, che si configura come un accordo volontario fra Regione, Enti locali e altri soggetti pubblici e privati con cui si definiscono obiettivi, strategie d’intervento, azioni da attivare e competenze
In tal senso, il coinvolgimento di tutti i possibili utenti del sistema fluviale (gestori dei servizi, mondo della produzione, associazioni di categoria, associazioni di cittadini) consente di condividere gli obiettivi, stimolando e favorendo comportamenti virtuosi e impegnando i contraenti alle azioni che vengono approvate congiuntamente.