09/05/2026
𝗠𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗶𝗻 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮: "𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶. 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹'𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝘁𝗼𝗹𝗹𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝘇𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶"
Ancora una vittima sul lavoro in Calabria. Un'altra vita spezzata che si aggiunge a una lista che non dovrebbe mai esistere e che invece continua ad allungarsi, tragicamente, senza sosta.
Oggi in diretta sul TG TEN per ribadire un concetto che non può più essere eluso: la sicurezza sul lavoro non è una voce tra le altre nell'agenda politica di questa regione. È una priorità assoluta, morale prima ancora che normativa.
Basta parlare di fatalità. Basta definire "incidenti" eventi che incidenti non sono. Quando un lavoratore muore perché le norme sulla sicurezza non vengono applicate e i controlli sono insufficienti, quella morte ha un nome preciso: 𝗢𝗺𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼.
Il settore delle costruzioni continua a essere il più colpito, con cantieri che restano zone d'ombra. Una delle cause strutturali è nota: la 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼. Senza controlli reali, le regole restano carta.
Chiediamo alle istituzioni un 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 che stanzi le risorse necessarie per rafforzare la vigilanza nei cantieri e garantire che eventi come questo non si ripetano.
Quando un lavoratore muore sul posto di lavoro, è l'intera comunità a uscirne sconfitta. Le famiglie delle vittime sono vittime a loro volta e meritano giustizia, non parole di circostanza.
𝗭𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗹𝗼𝗴𝗮𝗻. 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.