08/06/2026
IL NOSTRO VIAGGIO IN ABRUZZO
a cura di Anna Misuraca
Esistono viaggi in cui le stagioni e il tempo sembrano aver trovato un accordo segreto con la natura, stringendo un patto di eterna bellezza.
Il viaggio promosso dall'Associazione Le Città Visibili è stato proprio questo: un'immersione profonda, poetica e garbata nel cuore più autentico dell'Abruzzo.
A guidarci passo dopo passo in questa avventura è stata Teresa Trancoso, una guida straordinaria e appassionata che ha fatto di tutto per rendere ogni istante perfetto. Sp****la d'origine ma abruzzese d'adozione, Teresa ci ha presentato con immenso orgoglio questa terra che lei tanto ama. C'è una poesia immensa nel vedere una persona che, pur venendo da lontano, adotta una terra fino a farla propria e a trasmetterne l'anima con così tanto orgoglio; vederla lavorare con trasporto ci ha mostrato il grande merito di chi sa mettere tutto il proprio cuore nel lavoro, regalando un amore che supera ogni confine.
La nostra avventura è iniziata la mattina presto, con la partenza fissata alle ore 6:00. Un cammino vissuto con trepidazione ed entusiasmo che ci ha condotti, già alle 14:30, laddove l'Abruzzo sposa l'Adriatico. Abbiamo inaugurato l'itinerario lungo la spettacolare Costa dei Trabocchi, rimanendo sorpresi davanti a queste caratteristiche costruzioni in legno, palafitte tese sul mare che sembrano giganteschi ragni sospesi sull'acqua. Proprio qui si è potuto ammirare il celebre Trabocco Turchino, quello scrigno di legno e corde celebrato dal genio di Gabriele D'Annunzio.
Per assaporare appieno questa magia, abbiamo percorso una parte della Via Verde d’Abruzzo, la suggestiva pista ciclabile che costeggia il litorale regalando scorci di infinita bellezza tra l'azzurro delle onde e il verde delle colline. Nel pomeriggio il viaggio ci ha condotti a Ortona, fiera città di mare ricca di storia e fascino. Dopo averne ammirato le bellezze, con l'imbrunire ci siamo lasciati alle spalle la costa per addentrarci verso l'interno, raggiungendo Roccacasale. Qui, ad accoglierci per la notte, abbiamo trovato l'abbraccio caloroso dell'Hotel Le Ginestre. Un ringraziamento speciale e di cuore va a Fabio e alla sua splendida famiglia: la loro gestione ci ha fatti sentire proprio come a casa. Li ringraziamo profondamente per l'ottima cucina, ricca dei sapori autentici del territorio, e per tutte le attenzioni, la premura e la gentilezza che hanno saputo riservare al nostro gruppo, rendendo il soggiorno indimenticabile.
Il mattino seguente ha aperto le porte a una strada straordinaria che percorre una serie di laghi pittoreschi, dove l'acqua e la roccia si fondono in un abbraccio continuo. Abbiamo attraversato le spettacolari Gole del Sagittario, un canyon impressionante e selvaggio scavato dal fiume che ci ha fatto da porta d'ingresso nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Continuando lungo questo itinerario suggestivo, siamo giunti alla quiete mistica dell'Eremo e del Lago di San Domenico, dove l'eremo incastonato nella roccia si specchia in acque color smeraldo. Superato il romantico Lago (a forma di cuore), siamo arrivati nella splendida e millenaria città di Scanno, un autentico gioiello sospeso nel tempo. Per il pranzo ci siamo accomodati nel buonissimo ristorante "Lo Sgabello", dove abbiamo assaggiato una pasta tradizionale: i cazzitilli con orapi, tipici gnocchetti fatti a mano saltati con la caratteristica verdura selvatica di montagna, che sono risultati veramente gustosi, insieme ad altre prelibatezze. Sempre al ristorante "Lo Sgabello" abbiamo avuto il piacere di assaggiare il celebre Pan dell'Orso: un dolce a forma di cupola fatto con un impasto soffice di mandorle, miele e uova, interamente ricoperto da un guscio di finissimo cioccolato fondente. Una prelibatezza strettamente imparentata con il celebre Parrozzo di Pescara, il dolce abruzzese per eccellenza tanto amato e decantato dallo stesso D'Annunzio. La giornata è proseguita spostandoci verso l'elegante Sulmona. Qui abbiamo visitato la storica fabbrica dei Confetti Pelino, un viaggio affascinante nella tradizione dolciaria, prima di dedicarci a un bellissimo giro in questa città stupenda, tra piazze monumentali e atmosfere raffinate.
Successivamente, il nostro viaggio ha cambiato scenario, muovendosi verso la maestosità del Gran Sasso. Il cammino ci ha regalato una meraviglia per gli occhi: abbiamo attraversato campi interminabili e pittoreschi in piena fioritura, una distesa poetica di papaveri rossi e ginestre gialle che colorava l'altopiano a perdita d'occhio come una tavolozza di colori. Durante il tragitto, abbiamo fatto una fermata a Bominaco per visitarne le straordinarie chiese; qui l'intensità degli affreschi medievali ci ha accolto in un silenzio quasi sacro. Il viaggio è poi continuato fino a raggiungere l'antico borgo di Santo Stefano di Sessanio, incastonato tra le montagne. Per il pranzo ci siamo accomodati nel ristorante "Il Palazzo", dove abbiamo gustato una saporitissima e tradizionale zuppa di lenticchie. Proprio qui, a coronare nel modo migliore il pranzo, abbiamo assaggiato anche la deliziosa e tipica pizza dolce abruzzese: una torta a strati di pan di spagna bagnati con liquore Alchermes, farcita con crema pasticcera e crema al cioccolato, un capolavoro della pasticceria locale che profuma di festa e di casa. Nel pomeriggio, il percorso ci ha portati a L'Aquila. La visita a questa splendida città ci ha donato una profondità emotiva straordinaria, mostrandoci la forza di una comunità che si rialza e si mostra fiera, affrontando una continua rinascita fino a diventare, con pieno merito, Capitale della Cultura. È un luogo che lascia letteralmente senza fiato. Il momento più alto della visita lo abbiamo vissuto nella Basilica di San Bernardino da Siena: l'impatto con quel soffitto ligneo monumentale, splendidamente intagliato e dorato, è una meraviglia pura che riempie gli occhi e l'anima, prima di rimetterci in cammino.
Le ultime tappe di questa avventura sono state dedicate alle terre della Maiella, per raccogliere gli ultimi preziosi ricordi prima del rientro. Abbiamo visitato Pescocostanzo, un borgo che si è rivelato un autentico gioiello di pietra, stupendo, raffinato e ricco di un fascino architettonico che lascia senza fiato. Per spostarci da qui a Pacentro, abbiamo attraversato una strada panoramica, un itinerario d'altri tempi che attraversa il fiabesco Bosco di Sant'Antonio, dove i faggi secolari sembrano custodi silenziosi della montagna. Poi la via prosegue regalando emozioni forti attraverso spettacolari tornanti panoramici che si snodano proprio verso il borgo di Pacentro, arroccato con fierezza sui pendii. Qui, i soci de Le Città Visibili hanno vissuto un momento emozionante, salendo con entusiasmo fino alla torre dell'imponente Castello Caldora, per abbracciare con lo sguardo un ultimo, spettacolare panorama abruzzese.
Proprio dopo queste visite, mentre percorrevamo in pullman quella strada straordinaria nella Maiella, poco prima di fermarci per il nostro ultimo pranzo veloce, si è consumato un momento di pura e commovente magia. Invitati dalla nostra guida Teresa, ci siamo calati nell'ascolto della celebre poesia "I Pastori" di Gabriele D'Annunzio.
E' stato un istante di grandissima intensità emotiva e di profonda rievocazione, i suoi versi hanno risuonato nel silenzio del viaggio, la grande letteratura si è fusa con la vita e
e con le nostre stesse emozioni. Proprio ora che stavamo per andar via, quelle parole così cariche di nostalgia e di partenze ("Settembre, andiamo. È tempo di migrare...") hanno risvegliato un legame antico e ancestrale con la terra abruzzese, facendoci sentire vicini ai pastori di un tempo e ricordandoci che ogni viaggio, prima o poi, chiede di tornare verso casa. Eppure, proprio in quel distacco imminente, la poesia ha trasformato la malinconia in pura meraviglia, sigillando nel cuore lo spirito più autentico della montagna madre.
Infine, consumato l'ultimo pasto in terra abruzzese, abbiamo intrapreso il viaggio di ritorno, stanchi ma felici, con il cuore colmo di stupore.
Teresa Trancoso
Sulmona