03/05/2024
Siamo nei pressi delle Terme di Caronte nell'ex comune di Sambiase, esattamente nel mezzo della valle che si estende dalle colline soprastanti il fiume Bagni e la piana di Lamezia Terme. Qui fiumi, resti antichi, versanti alberati ,pareti rocciose e vecchi sentieri non hanno più la stessa bellezza del passato, la natura contaminata dall'uomo ha cancellato molto di quello che questi luoghi rappresentavano. Sappiamo però che questo posto era area di passaggio, di nascondigli, di agguati e di ristoro. Delle Terme Caronte se ne raccontano i benefici, i miti, e i riti, da Ligea ai Santi 40 martiri fino alle cure con le acque termali di poveri malati, nobiluomini e soldati, declamate perfino nelle poesie. Enrico Borrello nato a Sambiase nel 1896, insegnante, scrittore, ricercatore e narratore storico ci racconta qualcosa di queste zone. In particolare, ci incuriosisce quanto Borrello scrive nel suo libro "Sambiase": nei pressi del fiume Zupello, adiacente a delle case coloniche, vi erano i resti di una chiesa Bizantina, quella di Santa Trada dov'erano ancora evidenti le tracce di un sepolcreto a mattoni, su cui erano incisi dei segni raffiguranti una lisca di pesce. Sappiamo che queste raffigurazioni legate alle lische di pesce in principio erano usate dai primi cristiani per camuffarsi fra "pagani", che usavano la stessa simbologia, e che i cristiani sfruttarono per passare inosservati al tempo delle persecuzioni. Ma sappiamo anche che gli stessi Cristiani per potersi fidare di uno straniero incontrato per caso in una strada o nel luogo in cui segretamente praticavano il loro culto erano soliti disegnare la sagoma di un pesce. Il primo disegnava una mezza luna o una linea curva e se l'altro completava il disegno con lo stesso tratto, facendo incrociare le due estremità ,ciò significava che anche lui era un Cristiano e che potevamo fidarsi l'uno dell' altro. Un segno di riconoscimento, un richiamo anche ai sinuosi corsi d'acqua che scendendo dalle montagne, si univano formando un solo fiume, un gesto salva vita in alcuni casi; sta di fatto che il pesce diventò simbolo fondamentale della religione cristiana. "Ichthys" è la traslitterazione in latino della parola greca pesce ed è l'acronimo di "Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore", da qui molti altri richiami alla figura del pesce come quando Gesù dice ai primi apostoli di seguirlo poiché farà di loro pescatori di uomini. Nei pressi del torrente Zupello, avvenivano in particolare gli incontri tra cristiani che, sfruttando la clandestinità e le caratteristiche del sopra citato torrente, potevano incontrarsi e riconoscersi. Infatti a quanto pare la parola Zupello deriverebbe dal greco "xunphlo" ovvero "con argilla" materiale con il quale è facile, in questo luogo disegnare sul terreno, lasciare tracce o cancellarle. Ci piace pensare quindi che i primi cristiani di quest'area, usando l'umidità di questo terreno potessero raffigurare i loro segni di riconoscimento e occultare al contempo, i loro luoghi più sacri.
Oggigiorno, sarebbe bello se, come i primi cristiani, anche noi sfruttassimo le risorse che questi luoghi offrono, per preservarne la bellezza, le caratteristiche e la possibilità di mantenere le condizioni di più pura incontaminazione, quasi a volerne diventare guardiani consapevoli della nostra storia e di ciò che ci è stato trasmesso.