12/06/2026
Che Repubblica vogliamo essere domani?
chiede Giorgia Meloni.
Quella per cui hanno combattuto le partigiane, rispondiamo.
Quella in cui i soggetti non previsti e subalterni cambiano la storia: le donne, allora e ancora oggi; le persone trans e non binarie; le sorelle e i fratelli di prima, seconda, terza generazione che rivendicano futuro e possibilità in Italia e in Europa.
La vita siamo noi.
Sabato 13 giugno a Roma si svolgeranno contemporaneamente la Marcia per la vita, organizzata dalle organizzazioni dell’estrema destra antiabortista, e transomofobica, e la manifestazione per la Remigrazione, la proposta di legge promossa da Casa Pound con il supporto del Governo.
Dietro il vessillo “rassicurante” della famiglia e dell’unità nazionale, troveremo di nuovo chi fa leva sulla paura per promuovere odio, razzismo e violenza patriarcale.
L'antifemminismo e il razzismo sono due facce della stessa medaglia della destra italiana ed europea. Anche di quelle già al governo, come succede in Italia. Già da tempo le politiche anti-immigrazione si intrecciano alla propaganda sul calo demografico, ad esempio attraverso le teorie complottiste sulla "sostituzione etnica" e l’attacco all'autodeterminazione delle donne.
Parliamo di propaganda? No parliamo di un programma politico preciso. Mentre le risorse pubbliche, per lo più raccolte dalle tasse sul lavoro e sulle pensioni, sono succhiate dalle spese per il riarmo, la ricchezza si sposta dai salari e dalla spesa sociale agli extraprofitti dell’industria energetica e bellica. Il Governo ha bisogno di “moralizzare” l'economia di guerra e alimentare il conflitto sociale verso il basso e non verso l'alto. Questo intendiamo per arruolamento morale e materiale alla Nazione.
La marcia per la remigrazione si tiene il giorno dopo l'entrata in vigore del Patto europeo sulle migrazioni, un nuovo quadro normativo dell'UE che riduce le protezioni e garanzie specifiche per le persone più vulnerabili (tra cui i minori), normalizza il trattenimento ed estende la detenzione amministrativa oltre i CPR nei "non luoghi" di frontiera, esternalizza le frontiere europee aumentando il rischio di violenze e respingimenti verso Paesi terzi in cui le persone hanno magari solo transitato e con cui non hanno legami di alcun tipo.
La destra fa leva sul risentimento prodotto dalle politiche economiche neoliberiste non per correggerle, anzi, ma per attaccare chi le paga: l3 lavorator3 senza tutele e malpagat3, in particolare nei servizi essenziali e di cura; gli strati più poveri della popolazione; le persone con disabilità; chi abita le periferie e chi vive in condizioni di precarietà abitativa; le persone migranti di prima, seconda e terza generazione.
Intanto le donne italiane e bianche vengono individuate come responsabili e strumento per contrastare l’immigrazione riassegnando loro il ruolo di madri della Nazione bianca e italica e custodi del focolare domestico, scaricando su di loro quote sempre più consistenti di lavoro di cura gratuito.
Al contempo le donne razzializzate e migranti vengono stigmatizzate come vettori della sostituzione etnica e peso per il welfare pubblico in quanto madri, povere e straniere. L'invisibilizzazione delle lavoratrici di origine straniera alimenta il loro sfruttamento a basso salario, per lo più per lavori domestici e di cura, e l'esposizione a ricatto e abusi. Lo sfruttamento del lavoro migrante va di pari passo con quello del lavoro femminile e femminilizzato. Ne emerge il progetto di una società gerarchizzata in cui l’accesso ai diritti è differenziato per genere, razza e classe.
Le persone trans e dissidenti vengono individuate come il nemico pubblico numero 1 e cancellate dalla scena pubblica, incarnazione di quello spettro nominato “teoria gender”, in nome del quale l’educazione sessuo-affettiva a scuola è stata bandita.
È di questi giorni l’approvazione del Ddl Valditara, approfittando della conclusione dell’anno scolastico. Un risultato del patto elettorale tra maggioranza di governo e lobby antiscelta. A proposito di scuola, oggi ancora molt3 nostr3 concittadin3 sono esclus3 da uguali diritti, una parte importante delle persone nelle nostre scuole e nelle nostre città sono di fatto in una condizione di disparità e discriminazione.
Sabato 13 giugno a Roma si svolgeranno contemporaneamente la Marcia per la vita, organizzata dalle organizzazioni dell’estrema destra antiabortista, e transomofobica, e la manifestazione per la Remigrazione, la proposta di legge promossa da Casa Pound con il supporto del Governo.
Dietro il vessillo “rassicurante” della famiglia e dell’unità nazionale, troveremo di nuovo chi fa leva sulla paura per promuovere odio, razzismo e violenza patriarcale.
L'antifemminismo e il razzismo sono due facce della stessa medaglia della destra italiana ed europea. Anche di quelle già al governo, come succede in Italia. Già da tempo le politiche anti-immigrazione si intrecciano alla propaganda sul calo demografico, ad esempio attraverso le teorie complottiste sulla "sostituzione etnica" e l’attacco all'autodeterminazione delle donne.
Parliamo di propaganda? No parliamo di un programma politico preciso. Mentre le risorse pubbliche, per lo più raccolte dalle tasse sul lavoro e sulle pensioni, sono succhiate dalle spese per il riarmo, la ricchezza si sposta dai salari e dalla spesa sociale agli extraprofitti dell’industria energetica e bellica. Il Governo ha bisogno di “moralizzare” l'economia di guerra e alimentare il conflitto sociale verso il basso e non verso l'alto. Questo intendiamo per arruolamento morale e materiale alla Nazione.
La marcia per la remigrazione si tiene il giorno dopo l'entrata in vigore del Patto europeo sulle migrazioni, un nuovo quadro normativo dell'UE che riduce le protezioni e garanzie specifiche per le persone più vulnerabili (tra cui i minori), normalizza il trattenimento ed estende la detenzione amministrativa oltre i CPR nei "non luoghi" di frontiera, esternalizza le frontiere europee aumentando il rischio di violenze e respingimenti verso Paesi terzi in cui le persone hanno magari solo transitato e con cui non hanno legami di alcun tipo.
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Sabato 13 giugno ore 15 tutt3 al Colosseo
Roma è antifascista eantirazzista