UDI Gruppo "Nilde Iotti" Ladispoli Cerveteri

UDI Gruppo "Nilde Iotti" Ladispoli Cerveteri Donne contro ogni forma di patriarcato e violenza di genere

📌UDI Cerveteri e Ladispoli: appuntamento venerdì su 80 anni di diritti delle donne e nuove sfide📌Al Centro Arte e Cultur...
17/06/2026

📌UDI Cerveteri e Ladispoli: appuntamento venerdì su 80 anni di diritti delle donne e nuove sfide📌
Al Centro Arte e Cultura di Ladispoli dalle 16.30✍️

Un appuntamento per fare il punto sul cammino per la conquista di parità di genere, a ottant’anni dalla Costituzione, che ha posto le basi per una reale uguaglianza di diritti tra uomo e donna. Lo promuove, per venerdì 19 giugno alle 16.30 presso il Centro Arte e Cultura di Ladispoli (via Settevene Palo Nord, 21), l’UDI (Unione Donne in Italia) Gruppo Nilde Iotti Cerveteri e Ladispoli, in collaborazione con Upter Ladispoli.
Il convegno “80 anni di diritti delle donne: tra conquiste e nuove sfide” vuole offrire uno spazio di riflessione e confronto non solo sul percorso compiuto, ma anche e soprattutto sulle questioni ancora aperte come il contrasto alla violenza di genere, il rapporto delle giovani generazioni con la parità e la sessualità, le condizioni e i diritti delle donne migranti, nonché l’accesso alla salute e al benessere. Interverranno: Ileana Alese Cigliano (Centro Anti Violenza Le Farfalle Cerveteri) che parlerà anche della realtà del territorio, Mara Ghidorzi, Gender Expert e direzione scientifica Fondazione Libellula, che opera con aziende, scuola e ambiti sociali con progetti mirati all’implementazione dell’equità, dell’inclusività e della sicurezza, Paola Capparucci, ginecologa ed epidemiologa, del Gruppo Salute Donna S.I.M.M. (Società Italiana Medicina delle Migrazioni) che parlerà anche dell’accesso al diritto alla salute delle donne migranti. Inoltre, esponenti del Gruppo UDI Nilde Iotti Cerveteri e Ladispoli illustreranno alcune azioni di sensibilizzazione e educazione alla parità di genere svolte sul territorio.
Il convegno è aperto a tutte e tutti. Vi aspettiamo!

Addio Taty, coraggiosa madre de la Plaza de Mayo: hai lottato per tutta la vita contro l'impunità dei crimini dell’ultim...
17/06/2026

Addio Taty, coraggiosa madre de la Plaza de Mayo: hai lottato per tutta la vita contro l'impunità dei crimini dell’ultima dittatura argentina. Il 17 giugno 1975 tuo figlio Alejandro, attivista politico, uscì di casa e ti disse: “Mamma, torno subito”. Lo hai cercato per più di 50 anni. Adesso siete insieme.

Taty Almeida, presidente dell'associazione Madri di Plaza de Mayo Linea Fundadora, è morta in Argentina all'età di 95 anni: la storia.

16/06/2026
13/06/2026

Contro la politica della paura e la riduzione della democrazia a tifo da stadio

Come donne dell’UDI, esprimiamo profonda preoccupazione per il crescente spazio che nel dibattito pubblico occupano posizioni fondate sulla paura, sulla semplificazione della realtà e sull’individuazione di capri espiatori per problemi complessi.

Si afferma sempre più – anche con il contributo dei mass media – una comunicazione politica che rinuncia all’analisi e al confronto civile per fare leva su reazioni immediate e istintive, alimentando divisioni e consenso attraverso la contrapposizione.

Eppure le donne e gli uomini che, ottant’anni fa, si sono riuniti per costruire insieme i pilastri della nostra democrazia lo hanno fatto pur nelle differenze, sapendosi confrontare sulla complessità della società e sulle forme più giuste per governarla.

La Costituzione nasce da questo metodo: confronto, non semplificazione; riconoscimento reciproco, non polarizzazione.

Oggi, invece, la discussione pubblica si trasforma sempre più in contrapposizione tra squadre e tifoserie, riducendo ogni tema a slogan, urla e insulti, in una dinamica talvolta amplificata anche dal sistema mediatico.

Questa deriva impoverisce il linguaggio, appiattisce il pensiero e indebolisce lo spirito critico, mettendo in discussione conquiste culturali e civili per cui generazioni di insegnanti, intellettuali ed educatori si sono impegnati per decenni.

Ma questa ignoranza che ci preoccupa si fonda sulla rinuncia a comprendere, sull’abitudine a cercare risposte facili a problemi difficili.
Ci preoccupa perché è questo il terreno più fertile per ogni forma di discriminazione, esclusione e autoritarismo.







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Addio a Luisa Muraro, una nostra Grande Madre 💔
13/06/2026

Addio a Luisa Muraro, una nostra Grande Madre 💔

Con il cuore spezzato la Libreria delle donne di Milano dà notizia della morte, questa mattina, di Luisa Muraro.

Luisa era una maestra, la più grande maestra che io abbia incontrato. Lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all’Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita, con altre, alla comunità filosofica Diotima; per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata; per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei. Io l’ho conosciuta in Libreria, tanti anni fa, e abbiamo condiviso fianco a fianco l’avventura del sito della Libreria delle donne. Il sito esiste anche grazie a lei, a quell’intelligenza che faceva della relazione la misura di ogni cosa, anche della tecnica.

Foto di Laura Giordano

https://puntodivista.libreriadelledonne.it/per-luisa-muraro-morta-il-13-giugno-2026/

12/06/2026

UDI Cerveteri e Ladispoli: '80 anni di diritti delle donne: tra conquiste e nuove sfide' di Noi Donne, Venerdì 19 giugno incontro presso il Centro Arte e Cultura di Ladispoli

12/06/2026

Che Repubblica vogliamo essere domani?
chiede Giorgia Meloni.

Quella per cui hanno combattuto le partigiane, rispondiamo.
Quella in cui i soggetti non previsti e subalterni cambiano la storia: le donne, allora e ancora oggi; le persone trans e non binarie; le sorelle e i fratelli di prima, seconda, terza generazione che rivendicano futuro e possibilità in Italia e in Europa.

La vita siamo noi.

Sabato 13 giugno a Roma si svolgeranno contemporaneamente la Marcia per la vita, organizzata dalle organizzazioni dell’estrema destra antiabortista, e transomofobica, e la manifestazione per la Remigrazione, la proposta di legge promossa da Casa Pound con il supporto del Governo.
Dietro il vessillo “rassicurante” della famiglia e dell’unità nazionale, troveremo di nuovo chi fa leva sulla paura per promuovere odio, razzismo e violenza patriarcale.
L'antifemminismo e il razzismo sono due facce della stessa medaglia della destra italiana ed europea. Anche di quelle già al governo, come succede in Italia. Già da tempo le politiche anti-immigrazione si intrecciano alla propaganda sul calo demografico, ad esempio attraverso le teorie complottiste sulla "sostituzione etnica" e l’attacco all'autodeterminazione delle donne.
Parliamo di propaganda? No parliamo di un programma politico preciso. Mentre le risorse pubbliche, per lo più raccolte dalle tasse sul lavoro e sulle pensioni, sono succhiate dalle spese per il riarmo, la ricchezza si sposta dai salari e dalla spesa sociale agli extraprofitti dell’industria energetica e bellica. Il Governo ha bisogno di “moralizzare” l'economia di guerra e alimentare il conflitto sociale verso il basso e non verso l'alto. Questo intendiamo per arruolamento morale e materiale alla Nazione.
La marcia per la remigrazione si tiene il giorno dopo l'entrata in vigore del Patto europeo sulle migrazioni, un nuovo quadro normativo dell'UE che riduce le protezioni e garanzie specifiche per le persone più vulnerabili (tra cui i minori), normalizza il trattenimento ed estende la detenzione amministrativa oltre i CPR nei "non luoghi" di frontiera, esternalizza le frontiere europee aumentando il rischio di violenze e respingimenti verso Paesi terzi in cui le persone hanno magari solo transitato e con cui non hanno legami di alcun tipo.

La destra fa leva sul risentimento prodotto dalle politiche economiche neoliberiste non per correggerle, anzi, ma per attaccare chi le paga: l3 lavorator3 senza tutele e malpagat3, in particolare nei servizi essenziali e di cura; gli strati più poveri della popolazione; le persone con disabilità; chi abita le periferie e chi vive in condizioni di precarietà abitativa; le persone migranti di prima, seconda e terza generazione.
Intanto le donne italiane e bianche vengono individuate come responsabili e strumento per contrastare l’immigrazione riassegnando loro il ruolo di madri della Nazione bianca e italica e custodi del focolare domestico, scaricando su di loro quote sempre più consistenti di lavoro di cura gratuito.
Al contempo le donne razzializzate e migranti vengono stigmatizzate come vettori della sostituzione etnica e peso per il welfare pubblico in quanto madri, povere e straniere. L'invisibilizzazione delle lavoratrici di origine straniera alimenta il loro sfruttamento a basso salario, per lo più per lavori domestici e di cura, e l'esposizione a ricatto e abusi. Lo sfruttamento del lavoro migrante va di pari passo con quello del lavoro femminile e femminilizzato. Ne emerge il progetto di una società gerarchizzata in cui l’accesso ai diritti è differenziato per genere, razza e classe.
Le persone trans e dissidenti vengono individuate come il nemico pubblico numero 1 e cancellate dalla scena pubblica, incarnazione di quello spettro nominato “teoria gender”, in nome del quale l’educazione sessuo-affettiva a scuola è stata bandita.
È di questi giorni l’approvazione del Ddl Valditara, approfittando della conclusione dell’anno scolastico. Un risultato del patto elettorale tra maggioranza di governo e lobby antiscelta. A proposito di scuola, oggi ancora molt3 nostr3 concittadin3 sono esclus3 da uguali diritti, una parte importante delle persone nelle nostre scuole e nelle nostre città sono di fatto in una condizione di disparità e discriminazione.

Sabato 13 giugno a Roma si svolgeranno contemporaneamente la Marcia per la vita, organizzata dalle organizzazioni dell’estrema destra antiabortista, e transomofobica, e la manifestazione per la Remigrazione, la proposta di legge promossa da Casa Pound con il supporto del Governo.
Dietro il vessillo “rassicurante” della famiglia e dell’unità nazionale, troveremo di nuovo chi fa leva sulla paura per promuovere odio, razzismo e violenza patriarcale.
L'antifemminismo e il razzismo sono due facce della stessa medaglia della destra italiana ed europea. Anche di quelle già al governo, come succede in Italia. Già da tempo le politiche anti-immigrazione si intrecciano alla propaganda sul calo demografico, ad esempio attraverso le teorie complottiste sulla "sostituzione etnica" e l’attacco all'autodeterminazione delle donne.
Parliamo di propaganda? No parliamo di un programma politico preciso. Mentre le risorse pubbliche, per lo più raccolte dalle tasse sul lavoro e sulle pensioni, sono succhiate dalle spese per il riarmo, la ricchezza si sposta dai salari e dalla spesa sociale agli extraprofitti dell’industria energetica e bellica. Il Governo ha bisogno di “moralizzare” l'economia di guerra e alimentare il conflitto sociale verso il basso e non verso l'alto. Questo intendiamo per arruolamento morale e materiale alla Nazione.
La marcia per la remigrazione si tiene il giorno dopo l'entrata in vigore del Patto europeo sulle migrazioni, un nuovo quadro normativo dell'UE che riduce le protezioni e garanzie specifiche per le persone più vulnerabili (tra cui i minori), normalizza il trattenimento ed estende la detenzione amministrativa oltre i CPR nei "non luoghi" di frontiera, esternalizza le frontiere europee aumentando il rischio di violenze e respingimenti verso Paesi terzi in cui le persone hanno magari solo transitato e con cui non hanno legami di alcun tipo.

Corteo "Fck Remigration - il mondo è di chi si muove" .remigration
Sabato 13 giugno ore 15 tutt3 al Colosseo

Roma è antifascista eantirazzista

12/06/2026

DONNE BELLE BANDIERE DI PACE 🕊️

​Uno spettacolo che riporta alla luce una storia quasi dimenticata: tra il 1947 e il 1948, ben tre milioni di donne italiane – coordinate dall’UDI – firmarono contro la guerra, il riarmo e la bomba atomica.

​Una mobilitazione immensa nata nei circoli, nelle case e nelle piazze, cucendo bandiere di pace con stoffe di recupero, ago e radiosa ostinazione

​Tra documenti d’archivio, testimonianze e la musica dal vivo di Emma Baiguera, la drammaturgia e regia di Elisabetta Vergani riporta al centro le voci di quelle donne che scelsero la Pace come gesto concreto e collettivo.

​📅 Sabato 20 giugno – ore 18.00
📍 Giardino della Magnolia - Casa Internazionale delle Donne, Via San Francesco di Sales, 1 A
🎟️ Ingresso libero

​Vi aspettiamo per ricordare e fare memoria insieme.

​ MemoriaStorica

Isrec Bergamo
Elisabetta Vergani
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11/06/2026

UDI Cerveteri e Ladispoli: “80 anni di diritti delle donne: tra conquiste e nuove sfide”

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