Fisascat Cisl A.M. Torino Canavese

Fisascat Cisl A.M. Torino Canavese Pagina istituzionale della F.I.S.A.S.C.A.T. di Torino e provincia, Federazione di categoria.

**BUONI PASTO: DIRITTO O CONCESSIONE?**Nel lavoro quotidiano il buono pasto viene spesso considerato un beneficio second...
20/06/2026

**BUONI PASTO: DIRITTO O CONCESSIONE?**

Nel lavoro quotidiano il buono pasto viene spesso considerato un beneficio secondario, quasi una semplice concessione dell’azienda.

Eppure, moltiplicato per tutte le giornate lavorate, rappresenta un valore economico importante per lavoratrici e lavoratori.

Ma che cos’è esattamente?

L’**articolo 131 del Decreto legislativo 36/2023** definisce i buoni pasto come strumenti attraverso i quali viene erogato il **servizio sostitutivo della mensa aziendale**, tramite esercizi convenzionati.

La disciplina più dettagliata è contenuta nell’**Allegato II.17 dello stesso decreto**, che stabilisce le caratteristiche dei buoni, chi può utilizzarli e con quali modalità.

I buoni pasto consentono di acquistare pasti, alimenti e bevande presso gli esercizi convenzionati, fino al valore indicato sul ticket.

Sono personali, non possono essere ceduti, venduti o convertiti in denaro, devono essere utilizzati per il loro intero valore e, secondo l’**articolo 4 dell’Allegato II.17**, possono essere cumulati fino a un massimo di otto.

# # # **Quante ore bisogna lavorare?**

Su questo punto esiste spesso molta confusione.

La disciplina generale dei buoni pasto **non stabilisce un numero minimo di ore lavorate**.

L’**articolo 4, comma 1, lettera c), dell’Allegato II.17 al D.Lgs. 36/2023** prevede espressamente che i buoni possano essere utilizzati dai lavoratori subordinati, sia a tempo pieno sia part-time, **anche quando l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto**.

La soglia delle sei ore riguarda invece un’altra materia.

L’**articolo 8 del D.Lgs. 66/2003**, relativo all’organizzazione dell’orario di lavoro, stabilisce che quando l’orario giornaliero supera le sei ore il lavoratore deve beneficiare di una pausa. In assenza di una diversa regolamentazione, la pausa deve avere una durata non inferiore a dieci minuti.

Ma il diritto alla pausa e il buono pasto non sono la stessa cosa.

Superare le sei ore non determina automaticamente il diritto al ticket. Allo stesso modo, lavorare meno di sei ore non impedisce automaticamente di riceverlo.

Quando un’azienda stabilisce che il buono viene riconosciuto soltanto dopo cinque, sei o otto ore di lavoro, quella soglia non deriva dalla disciplina generale sui buoni pasto, ma da una specifica regola adottata dall’impresa.

# # # **Quando diventa un diritto?**

La legge disciplina la natura e l’utilizzo dei buoni pasto, ma non impone in via generale a tutte le aziende private di riconoscerli ai propri dipendenti.

Il diritto può derivare dal contratto individuale, da un accordo aziendale, da un regolamento interno, da una comunicazione formalizzata dell’impresa o dalle condizioni concretamente applicate nel tempo.

Per capire se il buono pasto spetta realmente bisogna quindi verificare:

* dove è previsto;
* quali lavoratori ne hanno diritto;
* dopo quante ore viene riconosciuto;
* se spetta ai lavoratori part-time;
* se viene erogato durante lo smart working;
* quali giornate vengono escluse;
* se esistono differenze tra sedi, reparti o categorie di personale.

Anche i lavoratori part-time possono riceverlo. La loro esclusione non è una conseguenza automatica della legge, perché l’Allegato II.17 include espressamente anche il lavoro a tempo parziale.

Lo stesso vale per lo smart working: lavorare da casa non fa perdere automaticamente il buono pasto. Occorre verificare che cosa stabiliscono le regole aziendali e se i criteri vengono applicati in maniera coerente e trasparente.

# # # **Il valore fiscale non è l’importo obbligatorio**

Dal **1° gennaio 2026**, la Legge di Bilancio 2026 ha elevato da 8 a **10 euro giornalieri** la soglia entro la quale i buoni pasto elettronici non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore.

Per i buoni cartacei la soglia esente resta invece pari a **4 euro giornalieri**.

Questo non significa, però, che l’azienda sia obbligata a riconoscere un buono da 10 euro. Si tratta di una soglia fiscale, non di un valore minimo dovuto.

# # **Commento sindacale**

Il sindacato serve anche a questo: verificare da dove nasce il riconoscimento del buono pasto, quali regole lo disciplinano e se i criteri vengono applicati in modo trasparente e senza disparità.

Quando alcuni lavoratori lo ricevono e altri no, quando viene escluso durante lo smart working, negato ai part-time o subordinato a un numero di ore stabilito unilateralmente, è necessario chiedere chiarezza.

Non basta rispondere: **“La regola aziendale è questa.”**

Bisogna capire dove è scritta, quando è stata introdotta, chi coinvolge e perché lavoratori che si trovano in situazioni analoghe ricevono trattamenti differenti.

La contrattazione aziendale può rendere le regole più chiare, ampliare la platea dei beneficiari, uniformare il valore del ticket e riconoscerlo anche nelle giornate di lavoro agile.

**Perché il buono pasto non è soltanto un ticket: è valore economico, organizzazione del lavoro e parità di trattamento. E ciò che incide ogni mese sul reddito dei lavoratori non può dipendere da criteri invisibili.**

# # # **Raccontateci la vostra esperienza:**

🍽️ ricevete regolarmente i buoni pasto?

⏱️ quante ore dovete lavorare per ottenerli?

🏠 vi vengono riconosciuti anche durante lo smart working?

👥 i lavoratori part-time ricevono lo stesso trattamento?

🏢 esistono differenze tra sedi, reparti o categorie di lavoratori?

📄 conoscete il regolamento o l’accordo che ne disciplina l’erogazione?

Scrivetelo nei commenti: **“Il Punto Sindacale” nasce proprio per questo, aprire il confronto, ascoltare esperienze reali e trasformare i problemi quotidiani del lavoro in discussione e tutela collettiva.**

🔥 **CARREFOUR CHIVASSO: SCIOPERO RIUSCITO, 100% DI ADESIONE!** 🔥Una partecipazione totale, che manda all’azienda un mess...
17/06/2026

🔥 **CARREFOUR CHIVASSO: SCIOPERO RIUSCITO, 100% DI ADESIONE!** 🔥

Una partecipazione totale, che manda all’azienda un messaggio forte e inequivocabile: **la salute, la sicurezza e la dignità di chi lavora non sono negoziabili.**

Le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia per denunciare le temperature insostenibili all’interno del punto vendita e l’inadeguatezza degli impianti di climatizzazione.

Non si può continuare a lavorare in condizioni che mettono a rischio il benessere e la salute delle persone. Il caldo non può essere considerato un disagio da sopportare, ma un problema sul quale l’azienda deve intervenire immediatamente.

👏 Un grande ringraziamento a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori che, con compattezza e coraggio, hanno reso possibile questo risultato straordinario.

Ora attendiamo **risposte concrete, interventi rapidi e soluzioni definitive**.

**Quando i lavoratori sono uniti, la loro voce non può essere ignorata.**

✊ **La salute non è un optional. Uniti si vince!**

💚 35 farmacie chiuse su 39. Un segnale forte. Un risultato straordinario.Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle   hann...
17/06/2026

💚 35 farmacie chiuse su 39. Un segnale forte. Un risultato straordinario.

Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle hanno dimostrato che quando c’è partecipazione, consapevolezza e unità, la voce di chi lavora si fa sentire forte e chiara.

35 farmacie chiuse su 39 non sono soltanto un dato numerico: rappresentano una categoria che ha scelto di non rimanere in silenzio, di rivendicare dignità professionale, riconoscimento economico e condizioni di lavoro migliori.

Un ringraziamento a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori che hanno aderito allo sciopero, ai delegati e a chi in queste settimane ha contribuito a costruire questa importante giornata di mobilitazione.

La partecipazione è la nostra forza.
La solidarietà è il nostro valore.
Il cambiamento passa anche da qui.

✊💚 Avanti insieme, perché i diritti si conquistano e si difendono insieme.


🟢Conosci, Impara, Diffondi! 📚🌱​Oggi giornata di   dedicata ai nostri delegati e delegate neo eletti della     Area Metro...
15/06/2026

🟢Conosci, Impara, Diffondi! 📚🌱

​Oggi giornata di dedicata ai nostri delegati e delegate neo eletti della Area Metropolitana Torino-Canavese.
⚠️​Il focus di oggi è incentrato su temi cruciali per il nostro impegno quotidiano nei luoghi di lavoro:
🔹 Le Politiche di Genere: un focus essenziale su discriminazioni, violenze e mobbing, approfondito grazie alla relazione di Cinzia Pietrosanto.
🔹 Il Welfare Contrattuale: un'analisi dettagliata tra bilateralità e accordi, guidata dall'intervento di Olga Longo (Segretaria Generale Fisascat Cisl A.M. To-Ca).
💥​Una giornata intensa di studio, lavori di gruppo e confronto in aula per rafforzare le competenze dei nostri RSA/RSU e costruire, insieme, tutele sempre più forti e vicine alle lavoratrici e ai lavoratori.

​Buon lavoro a tutti i partecipanti! 💪💼

Dimissioni volontarie… ma quanto volontarie?Nel mondo del lavoro le dimissioni vengono spesso considerate una scelta esc...
13/06/2026

Dimissioni volontarie… ma quanto volontarie?

Nel mondo del lavoro le dimissioni vengono spesso considerate una scelta esclusivamente personale: il lavoratore decide di andarsene, presenta la comunicazione e interrompe il rapporto.

Ma non tutte le dimissioni nascono da una decisione davvero libera.

A volte una lavoratrice o un lavoratore lascia perché le condizioni di lavoro sono diventate progressivamente insostenibili: trasferimenti difficili da affrontare, turni modificati continuamente, carichi eccessivi, svuotamento delle mansioni, isolamento, contestazioni ripetute, pressioni o comportamenti umilianti.

Formalmente è il lavoratore a dimettersi. Il punto, però, è capire quanto sia libera una scelta compiuta quando restare diventa ogni giorno più difficile.

Le pressioni non sono sempre esplicite. Non è necessario che qualcuno dica apertamente: “Devi dimetterti”.

Possono manifestarsi attraverso l’esclusione dalle attività, il peggioramento costante delle condizioni, l’assegnazione di compiti penalizzanti, il mancato riconoscimento professionale oppure frasi apparentemente semplici come:

“Se non ti sta bene, puoi sempre andartene.”

Naturalmente, non ogni conflitto, disagio o cambiamento organizzativo costituisce automaticamente una giusta causa di dimissioni. Servono fatti gravi, concreti e dimostrabili.

Possono assumere rilievo, ad esempio, il mancato pagamento della retribuzione, il demansionamento, il mobbing, le molestie, i comportamenti ingiuriosi o un trasferimento privo di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Ogni situazione deve essere valutata singolarmente, considerando la gravità e la durata dei fatti, le conseguenze prodotte e gli elementi disponibili per dimostrarli.

Per questo è importante non dimettersi d’impulso.

Occorre raccogliere e conservare ogni documento utile: messaggi, e-mail, turnazioni, ordini di servizio, contestazioni, lettere di trasferimento, buste paga, comunicazioni aziendali e testimonianze.

È fondamentale ricostruire con precisione che cosa è accaduto, quando sono iniziati i problemi, con quale frequenza si sono verificati e se la situazione è stata segnalata all’azienda.

Anche indicare nella procedura telematica la formula “dimissioni per giusta causa” non basta, da solo, a rendere automaticamente riconosciuta la giusta causa. Prima di compiere una scelta così importante è necessario verificare attentamente la situazione e le possibili conseguenze sul preavviso, sulle competenze di fine rapporto e sull’accesso alla NASpI.

Commento sindacale

Il sindacato serve anche a questo: intervenire prima che il lavoratore rimanga solo, prima che il disagio diventi insostenibile e prima che una decisione importante venga presa senza conoscere pienamente i propri diritti.

Può aiutare a ricostruire i fatti, raccogliere la documentazione, verificare le condizioni contrattuali, contestare eventuali comportamenti illegittimi e aprire un confronto con l’azienda.

Non si tratta di impedire alle persone di lasciare il lavoro. Si tratta di fare in modo che possano decidere liberamente, senza essere spinte verso l’uscita attraverso pressioni, isolamento o peggioramenti ingiustificati.

Quando un lavoratore si dimette perché non viene pagato, viene demansionato, trasferito senza reali motivazioni o collocato in una condizione diventata insostenibile, non siamo più davanti soltanto a una scelta individuale.

Siamo davanti a un problema sindacale che riguarda la dignità del lavoro.

Perché quando una persona viene spinta ad andarsene, la firma è sua. Ma la scelta potrebbe non esserlo davvero.

Raccontateci la vostra esperienza:

📌 vi siete mai sentiti spinti a lasciare il vostro posto di lavoro?

🚗 avete subito trasferimenti o cambiamenti organizzativi difficili da sostenere?

📉 siete stati isolati, demansionati o privati progressivamente delle vostre responsabilità?

💬 avete ricevuto pressioni o inviti, più o meno espliciti, ad andarvene?

📄 avete conservato messaggi, comunicazioni o altri elementi utili a dimostrare quanto accaduto?

⚖️ prima di dimettervi avete avuto la possibilità di confrontarvi con il sindacato?

Scrivetelo nei commenti: “Il Punto Sindacale” nasce proprio per questo, aprire il confronto, ascoltare esperienze reali e trasformare i problemi quotidiani del lavoro in discussione e tutela collettiva.

12/06/2026

Roma, 11 giugno 2026 - Si amplia il sistema di assistenza sanitaria integrativa garantito dal Fondo Est ai lavoratori del commercio, del turismo, dei servizi e ...

🔴🟢🔵 SCIOPERO FARMACISTI COMUNALI TORINO 🔴🟢🔵💪Difendiamo il nostro lavoro e il servizio pubblico!📢​Noi di   Cisl Torino ci...
06/06/2026

🔴🟢🔵 SCIOPERO FARMACISTI COMUNALI TORINO 🔴🟢🔵

💪Difendiamo il nostro lavoro e il servizio pubblico!

📢​Noi di Cisl Torino ci saremo e incroceremo le braccia al fianco dei lavoratori per rivendicare dignità professionale, contrattuali adeguati, più sicurezza e assunzioni contro la carenza di organico.
🩺​La salute non è una merce, il nostro lavoro non è un costo!
​📅 QUANDO: Mercoledì 17 Giugno
⏰ ORA: Dalle 10:00 alle 12:30
📍 DOVE: Presidio in Piazza Palazzo di Città, Torino (davanti al Comune)
➡️​Invitiamo colleghi e cittadini a unirsi a noi. Fare sentire la tua voce fa la differenza!
🗣️ Unisciti al presidio!

Fai di più, ma resti allo stesso livello: il nodo degli inquadramentiNel lavoro quotidiano capita spesso che le mansioni...
06/06/2026

Fai di più, ma resti allo stesso livello: il nodo degli inquadramenti

Nel lavoro quotidiano capita spesso che le mansioni cambino, le responsabilità aumentino, ma il livello contrattuale resti fermo.

Eppure il CCNL non è un elemento astratto: contiene le declaratorie, cioè le descrizioni dei livelli professionali, delle mansioni, delle responsabilità e delle competenze richieste. Proprio queste declaratorie sono il riferimento fondamentale per capire se l’inquadramento riconosciuto al lavoratore è corretto oppure no.

Il punto non è solo “fare qualcosa in più” ogni tanto. Il tema vero nasce quando una lavoratrice o un lavoratore svolge, con prevalenza e continuità, mansioni riconducibili a un livello superiore: maggiori responsabilità, autonomia operativa, coordinamento di colleghi, gestione di attività complesse, apertura e chiusura del punto vendita, formazione dei nuovi assunti, rapporti con clienti o fornitori, gestione di procedure o compiti normalmente affidati a figure superiori.

Naturalmente, tutto questo deve essere dimostrabile. È importante ricostruire con precisione le attività svolte, i compiti assegnati, le responsabilità esercitate, la frequenza con cui vengono svolte e ogni elemento utile: turni, comunicazioni aziendali, ordini di servizio, mail, messaggi, organigrammi, testimonianze, procedure interne o incarichi di fatto.

In questi casi non basta che l’azienda parli di fiducia, collaborazione o crescita professionale. Se le mansioni superiori diventano stabili, prevalenti e documentabili, il tema del corretto inquadramento va posto con chiarezza.

Il livello contrattuale non è un favore concesso dall’azienda: è il riconoscimento del lavoro realmente svolto. Incide sulla retribuzione, sugli scatti, sulle prospettive professionali e sulla dignità del lavoratore.

Per questo è importante non fermarsi alla lettera di assunzione o al nome della mansione indicata formalmente. Bisogna guardare alla realtà: cosa fa davvero il lavoratore ogni giorno? Quali responsabilità assume? Con quale continuità? Con quali elementi è possibile dimostrarlo?

Commento sindacale

Le declaratorie contrattuali permettono di confrontare il livello riconosciuto con le mansioni effettivamente svolte. Quando emerge uno scostamento, quando il lavoratore svolge con continuità, prevalenza e con elementi dimostrabili attività superiori, il sindacato può aiutare a ricostruire il percorso, raccogliere la documentazione, aprire il confronto e rivendicare il corretto inquadramento.

Non si tratta di chiedere un privilegio. Si tratta di far riconoscere ciò che già accade nei fatti.

Perché fare di più, assumersi più responsabilità e restare sempre allo stesso livello non è crescita professionale: è lavoro non riconosciuto.

Raccontateci la vostra esperienza:
📌 svolgete mansioni diverse da quelle indicate nel vostro contratto?
📈 avete più responsabilità, ma lo stesso livello da anni?
👥 coordinate colleghi, formate nuovi assunti o sostituite responsabili senza riconoscimento?
⚖️ conoscete il vostro livello e le declaratorie previste dal CCNL?
📄 avete elementi utili a dimostrare le mansioni effettivamente svolte?

Scrivetelo nei commenti: “Il Punto Sindacale” nasce proprio per questo, aprire il confronto, ascoltare esperienze reali e trasformare i problemi quotidiani del lavoro in discussione collettiva.

02/06/2026

Indirizzo

Via Madama Cristina 50
Julia Augusta Taurinorum
10125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00

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