18/09/2026
Targa Commemorativa Parco IVO PASQUINELLI 18/09/26
Innanzi tutto desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale perché, finalmente, dopo tanti anni, in questo Parco, riqualificato e reso disponibile alla città, è possibile dare un volto ed una storia a colui cui questo luogo è intestato da oltre 17 anni: il giovane partigiano jesino Ivo Pasquinelli.
A suo tempo, era stata posta una targa proprio qui vicino alla sede ANPI, targa che purtroppo era andata perduta a causa di vandalismi, incuria e l’avvio dei successivi lavori edilizi nel quartiere San Giuseppe.
Per ricordare chi fu Ivo dobbiamo ripercorrere le orme di una scelta storica. L’8/9/43, giorno in cui venne data notizia dell’armistizio firmato con gli alleati, non fu facile scegliere da che parte stare, in particolare per dei giovani cresciuti nella retorica e la pomposa ritualità fascista, ma contrariamente a quanto si poteva prevedere molti seppero fare la scelta giusta, andando in montagna e organizzando la lotta contro il nazi-fascismo.
In Italia furono circa 250 mila i partigiani e le partigiane che insorsero e si organizzarono per liberare il nostro Paese dall’occupazione nazifascista.La loro scelta ha consentito al nostro popolo di non essere disprezzato dalle altre nazioni.
Il sacrificio e la lotta di Ivo e di tutti gli altri giovani e meno giovani, di donne e uomini di fedi diverse ma con l’identico bisogno di libertà, che coincide in ciascuno di noi con il senso della propria dignità individuale, ci ha donato pace, libertà, democrazia e la nostra Costituzione che è la più bella del mondo.
Questa fu la scelta anchedi Francesco Contuzzi, Aurelio Brecciaroli, Gianfranco Pi***la, Luciano Taglianini, di alcuni dei Martiri del 20 giugno: Luigi Angeloni, Francesco Cecchi, Alfredo Santinelli, Mario Saveri. La maggior parte di loro erano giovani intorno ai venti anni ed ebbero il coraggio di stare dalla parte giusta. La medesima scelta che fecero Libero Leonardi, Eraclio Capannini e gli altri oltre 300 uomini e donne della nostra città: una scelta morale, perché non si riconoscevano nella brutale violenza perpetrata prima dai fascisti e dopo anche dai nazisti, perché aspiravano ad un futuro in cui sentirsi liberi di manifestare il proprio pensiero, un futuro che fosse migliore per sé, per la propria famiglia, ma anche per la Patria, un futuro dove regnasse la pace e dove fosse possibile riappropriarsi la dignità di essere italiani.
Ma chi era Ivo Pasquinelli? Ivo era nato nella nostra città il 1° gennaio 1924. Da ragazzo aveva lavorato in una fabbrica di sedie ed era poi diventato operaio tornitore.
Allorché nelle nostra zone cominciarono a formarsi i primi gruppi armati della Resistenza, Ivo entrò nella formazione partigiana di Poggio San Romualdo “Porcarella”, che poi assunse il nome di Gruppo Piero della V^ Brigata Garibaldi, dal nome del suo comandante Piero Boccacci. Ivo fu nominato Commissario di Brigata ed il suo incarico era quello di dare ospitalità nella sua casa a soldati sbandati e a prigionieri alleati fuggiti dai campi di prigionia.
Nel gennaio del 1944 il giovane partigiano stava accompagnando, lungo la costa tra Porto San Giorgio e Porto Civitanova, alcuni piloti inglesi che si sarebbero dovuti imbarcare su un sommergibile degli alleati mandato a prelevarli. Il gruppetto fu sorpreso e catturato da una pattuglia tedesca e il ragazzo fu portato a Macerata e rinchiuso nel carcere locale. Durante gli interrogatori Ivo disse orgogliosamente di essere “un partigiano combattente il fascismo”. Tanto bastò perché fosse condannato a morte, torturato e, infine, fucilato nel campo di concentramento di Sforzacosta. Erail 3 aprile 1944.
Pochissimi giorni prima della sua fucilazione scrisse due lettere alla mamma in cui cercava di farle coraggio e salutava tutti i suoi cari, incluso il nipotino Sauro Mancini, che stasera è qui con noi.
Il sacrificio e la lotta di Ivo e di tutti gli altri giovani e meno giovani, di donne e uomini di fedi diverse ma con l’identico bisogno di libertà, che coincide in ciascuno di noi con il senso della propria dignità individuale, ci ha donato pace, libertà, democrazia e la nostra Costituzione che è la più bella del mondo.
Oltre a questo Parco, a Jesi porta il suo nome il circolo Arci Casa del Popolo di Via San Marcello.
La targa commemorativa, che questa sera scopriamo, oltre ad una sua rarissima foto, riporta la storia della sua breve vita, e questa iscrizione:
A IVO PASQUINELLI
GIOVANE OPERAIO JESINO
COMMISSARIO DEL GRUPPO PIERO - V BRIGATA GARIBALDI
ARRESTATO DURANTE UN’OPERAZIONE DA UNA PATTUGLIA TEDESCA,
POI FUCILATO A SFORZACOSTA
DOPO AVER DICHIARATO ORGOGLIOSAMENTE DI ESSERE
"UN PARTIGIANO COMBATTENTE IL FASCISMO”.
IL VALORE DELLA SUA SCELTA MORALE SIA PER SEMPRE D’ESEMPIO
PER COLORO CHE CONTINUANO A LOTTARE
PER LA LIBERTÀ, LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA SOCIALE
Sono passati 82 anni dal giorno in cui Ivo venne fucilato e noi siamo qui a ricordare che il suo sacrificio non è stato vano, che noi non siamo sognatori perché, come lui, pensiamo che la pace, la democrazia, la libertà, la Costituzione siano beni comuni non scontati, non conquistati una volta per tutte, ma che vanno preservati, difesi, perseguiti, giorno per giorno, attraverso l’impegno civile, sociale e politico di ciascuno.
L’ANPI da sempre si batte per far conoscere i valori nata dalla Resistenza, ma il nostro compito più grande, oggi e domani e domani ancora, è trasmettere alle giovani generazioni, le motivazioni che hanno spinto quelle donne e quegli uomini a fare la scelta di lottare, fino al punto di sacrificare la propria vita.Nostro compito è quello di trasmettere la memoria storica che ci consente di ricordare fatti del passato per cercare di capirli, e trarne indicazioni valide anche per il presente.
La memoria è fondamentale per la collettività. Un Paese senza memoria è un Paese condannato alla decadenza o, peggio, a ripetere i medesimi errori. La memoria si materializza nei monumenti, nei simboli, nelle intitolazioni delle strade ed anche in tutti quei fatti storici la cui conoscenza dovrebbe costituire la base della convivenza civile di ogni Paese. Bisogna sempre rammentare che chi ha combattuto durante la Resistenza aveva in mente non solo la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, ma la consapevolezza che stava costruendo anche un mondo diverso e più giusto.
Nostro dovere è quello di raccogliere la loro eredità morale per continuare a lottare perché il mondo diventi davvero più umano e più giusto.
Grazie Ivo, grazie a tutti e tutte coloro che hanno pagato a carissimo prezzo la nostra libertà.
Rosalba Cesini (Presidente ANPI Jesi)