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Anpi Jesi Questa è la pagina della Sezione ANPI di Jesi. Troverete tutti gli appuntamenti e le nostre attivita' Qui troverete tutti gli appuntamenti e le nostre attività.

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L'arrivo agli Orti Pace della pedalata per la Pace partita dai giardini pubblici  dove per il trentesimo anniversario de...
04/10/2026

L'arrivo agli Orti Pace della pedalata per la Pace partita dai giardini pubblici dove per il trentesimo anniversario del gemellaggio tra Jesi e Waiblingen e' stato piantato un ulivo e inaugurata una targa commemorativa. Grazie a Maria Vittoria Martin per le foto.

Con profondo dolore ed enorme rispetto, annunciamo la scomparsa della nostra carissima compagna Graziella Marazzotti.Gra...
03/10/2026

Con profondo dolore ed enorme rispetto, annunciamo la scomparsa della nostra carissima
compagna Graziella Marazzotti.
Graziella è una figura centrale nella memoria storica dei diritti delle donne, del sindacalismo
e dell'attivismo a Jesi e nelle Marche. Una vita, la sua, spesa all’insegna dei valori nati dalla
Resistenza, in prima fila nelle lotte sindacali dall’interno della CGIL, così come in quelle tese
alla conservazione della memoria storica delle donne lavoratrici nel territorio marchigiano.
Graziella è stata anche esponente di spicco dell’UDI (Unione donne Italiane) che, a Jesi, per
lunghissimo tempo, si è identificata in due volti precisi: quello di Graziella e quello di Anita
Sbarbati.
Graziella e Anita sono state due figure meravigliose, sempre in prima linea nella lotta per i
diritti delle donne, a sostegno dell'introduzione del divorzio, della riforma del diritto di famiglia
che, nel ‘75, ha abolito la potestà maritale e sancito l'uguaglianza giuridica tra i coniugi, nella
battaglia per l’istituzione dei consultori familiari, nella legalizzazione della contraccezione e
la difesa della Legge 194 per l'interruzione volontaria della gravidanza, nella lotta per i diritti
delle lavoratrici, per la pensione alle casalinghe e per il riconoscimento sociale ed economico
del lavoro domestico e di cura, nella promozione di una nuova concezione degli asili nido
pubblici, intesi non come semplice parcheggio per madri lavoratrici, ma come luoghi
educativi e di socializzazione per i bambini ed, infine, nella lotta contro la violenza di genere,
unendo l'impegno politico alla trasformazione culturale della società.
Nel 1986, Graziella ha consegnato alla città un suo celebre testo autobiografico, "Sarà un
bel Natale. Trent'anni nella CGIL", in cui ha ripercorso trenta anni di militanza sindacale e lotte sociali, offrendo uno spaccato prezioso sull'emancipazione delle donne nel secondo
dopoguerra, tra lavoro, famiglia e politica.
Dieci anni dopo, nel 1996, ha curato il libro "Donne pensionate raccontano (frammenti di
memorie giovanili)" in cui ha documentato le memorie delle donne che hanno costituito la
spina dorsale della classe operaia e delle lotte sindacali jesine, raccogliendo testimonianze
storiche importanti come quella della stessa Anita Sbarbati che era stata segretaria
provinciale della Fiot – CGIL (Federazione Italiana Operai Tessili). Si tratta di un lavoro
preziosissimo con cui ha consegnato alla città la memoria della importante componente
femminile nelle fabbriche e nelle tutele sociali della Vallesina, lavoro che è diventato una
imprescindibile base documentale per chiunque studi la storia del femminismo e del lavoro
a Jesi.
Graziella ci ha lasciato a sei anni di distanza dal suo amatissimo compagno di vita, il
compianto Aroldo Cascia, dirigente di rilievo del PCI, primo sindaco comunista di Jesi poi
eletto senatore, intellettuale e protagonista dell’Istituto Gramsci. La loro scomparsa
rappresenta una enorme perdita per la nostra città, nella consapevolezza che, da singoli ed
insieme, hanno rappresentato per tanti e tante di noi un esempio insostituibile. Esempio che
auguro a tutti noi possa sempre illuminare le nostre scelte morali all’insegna
dell’antifascismo, in difesa della pace, della democrazia, della giustizia sociale, dei diritti
civili, sociali e politici, in particolare quelli delle donne.
Ciao Graziella, grazie per tutto quello che ci hai dato e poiché ho la profonda convinzione
che nessuno muoia davvero finché resta nella memoria degli altri, voglio salutarti con le
parole del poeta Carlo Bramanti:
Credo che nessuno muoia
credo che l’anima in realtà
divenga un’ombra
e al culmine del suo vagare
si adagi ai piedi
d’un fiore non visto.
Quei fiori gialli
di cui son piene
le campagne
quando fai ritorno a casa
e vorresti che lei
esistesse.
A Stefania, a Rocco ed ai parenti tutti porgiamo le nostre condoglianze e ci stringiamo a lei,
a loro, in un abbraccio fortissimo in nome della mia/nostra profonda commozione, rispetto,
amicizia, sorellanza e fraternità.
Rosalba Cesini – Presidente ANPI Jesi
02/10/2026

Vite in transito ora alla casa delle culture di Jesi.
02/10/2026

Vite in transito ora alla casa delle culture di Jesi.

L'incontro con Flavio Lotti: un altra idea di pace  a partire dalla pienezza dei diritti umani di ogni essere umano.
01/10/2026

L'incontro con Flavio Lotti: un altra idea di pace a partire dalla pienezza dei diritti umani di ogni essere umano.

Siamo lieti di invitarvi alle iniziative del Giro d'Italia per la Pace che vedranno arrivare a Jesi Flavio Lotti Coordin...
24/09/2026

Siamo lieti di invitarvi alle iniziative del Giro d'Italia per la Pace che vedranno arrivare a Jesi Flavio Lotti Coordinatore degli Enti Locali per la Pace.

Targa Commemorativa Parco IVO PASQUINELLI 18/09/26Innanzi tutto desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale perché, ...
18/09/2026

Targa Commemorativa Parco IVO PASQUINELLI 18/09/26
Innanzi tutto desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale perché, finalmente, dopo tanti anni, in questo Parco, riqualificato e reso disponibile alla città, è possibile dare un volto ed una storia a colui cui questo luogo è intestato da oltre 17 anni: il giovane partigiano jesino Ivo Pasquinelli.
A suo tempo, era stata posta una targa proprio qui vicino alla sede ANPI, targa che purtroppo era andata perduta a causa di vandalismi, incuria e l’avvio dei successivi lavori edilizi nel quartiere San Giuseppe.
Per ricordare chi fu Ivo dobbiamo ripercorrere le orme di una scelta storica. L’8/9/43, giorno in cui venne data notizia dell’armistizio firmato con gli alleati, non fu facile scegliere da che parte stare, in particolare per dei giovani cresciuti nella retorica e la pomposa ritualità fascista, ma contrariamente a quanto si poteva prevedere molti seppero fare la scelta giusta, andando in montagna e organizzando la lotta contro il nazi-fascismo.
In Italia furono circa 250 mila i partigiani e le partigiane che insorsero e si organizzarono per liberare il nostro Paese dall’occupazione nazifascista.La loro scelta ha consentito al nostro popolo di non essere disprezzato dalle altre nazioni.
Il sacrificio e la lotta di Ivo e di tutti gli altri giovani e meno giovani, di donne e uomini di fedi diverse ma con l’identico bisogno di libertà, che coincide in ciascuno di noi con il senso della propria dignità individuale, ci ha donato pace, libertà, democrazia e la nostra Costituzione che è la più bella del mondo.
Questa fu la scelta anchedi Francesco Contuzzi, Aurelio Brecciaroli, Gianfranco Pi***la, Luciano Taglianini, di alcuni dei Martiri del 20 giugno: Luigi Angeloni, Francesco Cecchi, Alfredo Santinelli, Mario Saveri. La maggior parte di loro erano giovani intorno ai venti anni ed ebbero il coraggio di stare dalla parte giusta. La medesima scelta che fecero Libero Leonardi, Eraclio Capannini e gli altri oltre 300 uomini e donne della nostra città: una scelta morale, perché non si riconoscevano nella brutale violenza perpetrata prima dai fascisti e dopo anche dai nazisti, perché aspiravano ad un futuro in cui sentirsi liberi di manifestare il proprio pensiero, un futuro che fosse migliore per sé, per la propria famiglia, ma anche per la Patria, un futuro dove regnasse la pace e dove fosse possibile riappropriarsi la dignità di essere italiani.
Ma chi era Ivo Pasquinelli? Ivo era nato nella nostra città il 1° gennaio 1924. Da ragazzo aveva lavorato in una fabbrica di sedie ed era poi diventato operaio tornitore.
Allorché nelle nostra zone cominciarono a formarsi i primi gruppi armati della Resistenza, Ivo entrò nella formazione partigiana di Poggio San Romualdo “Porcarella”, che poi assunse il nome di Gruppo Piero della V^ Brigata Garibaldi, dal nome del suo comandante Piero Boccacci. Ivo fu nominato Commissario di Brigata ed il suo incarico era quello di dare ospitalità nella sua casa a soldati sbandati e a prigionieri alleati fuggiti dai campi di prigionia.
Nel gennaio del 1944 il giovane partigiano stava accompagnando, lungo la costa tra Porto San Giorgio e Porto Civitanova, alcuni piloti inglesi che si sarebbero dovuti imbarcare su un sommergibile degli alleati mandato a prelevarli. Il gruppetto fu sorpreso e catturato da una pattuglia tedesca e il ragazzo fu portato a Macerata e rinchiuso nel carcere locale. Durante gli interrogatori Ivo disse orgogliosamente di essere “un partigiano combattente il fascismo”. Tanto bastò perché fosse condannato a morte, torturato e, infine, fucilato nel campo di concentramento di Sforzacosta. Erail 3 aprile 1944.
Pochissimi giorni prima della sua fucilazione scrisse due lettere alla mamma in cui cercava di farle coraggio e salutava tutti i suoi cari, incluso il nipotino Sauro Mancini, che stasera è qui con noi.
Il sacrificio e la lotta di Ivo e di tutti gli altri giovani e meno giovani, di donne e uomini di fedi diverse ma con l’identico bisogno di libertà, che coincide in ciascuno di noi con il senso della propria dignità individuale, ci ha donato pace, libertà, democrazia e la nostra Costituzione che è la più bella del mondo.
Oltre a questo Parco, a Jesi porta il suo nome il circolo Arci Casa del Popolo di Via San Marcello.
La targa commemorativa, che questa sera scopriamo, oltre ad una sua rarissima foto, riporta la storia della sua breve vita, e questa iscrizione:
A IVO PASQUINELLI
GIOVANE OPERAIO JESINO
COMMISSARIO DEL GRUPPO PIERO - V BRIGATA GARIBALDI
ARRESTATO DURANTE UN’OPERAZIONE DA UNA PATTUGLIA TEDESCA,
POI FUCILATO A SFORZACOSTA
DOPO AVER DICHIARATO ORGOGLIOSAMENTE DI ESSERE
"UN PARTIGIANO COMBATTENTE IL FASCISMO”.
IL VALORE DELLA SUA SCELTA MORALE SIA PER SEMPRE D’ESEMPIO
PER COLORO CHE CONTINUANO A LOTTARE
PER LA LIBERTÀ, LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA SOCIALE
Sono passati 82 anni dal giorno in cui Ivo venne fucilato e noi siamo qui a ricordare che il suo sacrificio non è stato vano, che noi non siamo sognatori perché, come lui, pensiamo che la pace, la democrazia, la libertà, la Costituzione siano beni comuni non scontati, non conquistati una volta per tutte, ma che vanno preservati, difesi, perseguiti, giorno per giorno, attraverso l’impegno civile, sociale e politico di ciascuno.
L’ANPI da sempre si batte per far conoscere i valori nata dalla Resistenza, ma il nostro compito più grande, oggi e domani e domani ancora, è trasmettere alle giovani generazioni, le motivazioni che hanno spinto quelle donne e quegli uomini a fare la scelta di lottare, fino al punto di sacrificare la propria vita.Nostro compito è quello di trasmettere la memoria storica che ci consente di ricordare fatti del passato per cercare di capirli, e trarne indicazioni valide anche per il presente.
La memoria è fondamentale per la collettività. Un Paese senza memoria è un Paese condannato alla decadenza o, peggio, a ripetere i medesimi errori. La memoria si materializza nei monumenti, nei simboli, nelle intitolazioni delle strade ed anche in tutti quei fatti storici la cui conoscenza dovrebbe costituire la base della convivenza civile di ogni Paese. Bisogna sempre rammentare che chi ha combattuto durante la Resistenza aveva in mente non solo la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, ma la consapevolezza che stava costruendo anche un mondo diverso e più giusto.
Nostro dovere è quello di raccogliere la loro eredità morale per continuare a lottare perché il mondo diventi davvero più umano e più giusto.
Grazie Ivo, grazie a tutti e tutte coloro che hanno pagato a carissimo prezzo la nostra libertà.
Rosalba Cesini (Presidente ANPI Jesi)

Vi aspettiamo il 18 settembre dalle ore 17.00 al Parco Ivo Pasquinelli per conoscere insieme la storia del Partigiano uc...
15/09/2026

Vi aspettiamo il 18 settembre dalle ore 17.00 al Parco Ivo Pasquinelli per conoscere insieme la storia del Partigiano ucciso a Sforzacosta (MC)

E’ morta Emma Bonino una donna, una politica che, seppur per tanto tempo ha rappresentato la sponda più intransigente de...
12/09/2026

E’ morta Emma Bonino una donna, una politica che, seppur per tanto tempo ha rappresentato la sponda più intransigente del liberismo economico nel nostro Paese, è stata un’antifascista, un'attivista dei diritti civili e una convinta sostenitrice del diritto delle donne ad avere signoria sul proprio corpo. Addio Emma!

11 settembre 1973 - 11 settembre 2026 ricordiamo Allende vittima del Golpe di Pinochet nel monumento e i murales cileni ...
11/09/2026

11 settembre 1973 - 11 settembre 2026 ricordiamo Allende vittima del Golpe di Pinochet nel monumento e i murales cileni di Jesi.

11/09/2026

Indirizzo

Via Tessitori, 2 (c/o Ex III Circoscrizione)
Jesi
60035

Orario di apertura

10:30 - 12:00

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