Anpi Jesi

Anpi Jesi Questa è la pagina della Sezione ANPI di Jesi. Troverete tutti gli appuntamenti e le nostre attivita' Qui troverete tutti gli appuntamenti e le nostre attività.

Seguiteci :-)

"Ci vogliamo vive" Anche la Sezione Anpi di Jesi sara' presente alla manifestazione contro la violenza sulle donne domen...
01/09/2026

"Ci vogliamo vive" Anche la Sezione Anpi di Jesi sara' presente alla manifestazione contro la violenza sulle donne domenica 6 settembre alle ore 21.00 dall'Arco Clementino. Portate qualcosa per fare rumore.

01/09/2026

"Istruitevi, agitatevi, organizzatevi."

Siamo felici ed emozionati di dare il benvenuto alla nascita della Rete degli Studenti Medi a Jesi!

In occasione del loro 1° congresso fondativo della provincia di Ancona, la nostra Presidente Rosalba Cesini ha portato il saluto e il sostegno dell'ANPI Jesi a ragazze e ragazzi che hanno deciso di mettersi in gioco per la collettività.

Leggendo i valori fondanti della Rete degli Studenti Medi, antifascismo, pacifismo, transfemminismo, laicità, ambientalismo, giustizia sociale e antirazzismo, sembra di rileggere i principi dello Statuto dell'ANPI. Non è un caso che ci si ritrovi fianco a fianco nelle piazze: dalla difesa della Costituzione al NO a guerre e riarmo, dalle battaglie per i diritti fino alla solidarietà con i popoli oppressi e alla contestazione di riforme scolastiche ingiuste.

Durante il congresso è stato inoltre eletto il nuovo esecutivo provinciale:
- Meriem Aloui, Coordinatrice provinciale
- Pietro Oggioni, Responsabile all’organizzazione
- Beatrice Mariotti, Responsabile alla comunicazione
- Miriam Arcone Venturini, Componente dell’esecutivo

A tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento, la stima e l'augurio più sincero di buon lavoro da parte di tutta l'ANPI!

Essere antifascisti e partigiani oggi non significa guardare a un passato lontano: significa indignarsi per ogni ingiustizia, difendere i diritti di tutti e lottare per la piena attuazione della nostra Costituzione. Solo la pace crea il terreno per far crescere una società più giusta e accogliente.

Voi studenti e studentesse rappresentate la speranza per l'oggi e per il domani. Passare dagli ideali agli obiettivi concreti è la sfida più grande, ma insieme ce la possiamo fare: nessuno si salva da solo. Un altro mondo è possibile!

(Dall'intervento della Presidente Rosalba Cesini al Congresso Fondativo della Rete degli Studenti Medi di Jesi)

In ricordo di Paolo Canafoglia  La sezione ANPI di Jesi si stringe nel dolore per la scomparsa di Paolo Canafoglia. Paol...
10/08/2026

In ricordo di Paolo Canafoglia

La sezione ANPI di Jesi si stringe nel dolore per la scomparsa di Paolo Canafoglia. Paolo da sempre a noi vicino, non e' mai mancato il suo aiuto nell'organizzare la "pastasciutta antifascista". Con la sua perdita, la nostra comunità perde un punto di riferimento importante e una memoria preziosa.Il suo impegno civile e la sua passione resteranno per tutti noi un esempio da seguire e da trasmettere alle generazioni future.Alla sua famiglia e ai suoi cari vanno le nostre più sentite condoglianze e l'abbraccio affettuoso di tutta l'ANPI.

La pastasciutta antifascista di Jesi. Grazie a tutti i volontari, ai partecipanti, a Sandro e Marino Severini e alla boc...
24/07/2026

La pastasciutta antifascista di Jesi. Grazie a tutti i volontari, ai partecipanti, a Sandro e Marino Severini e alla bocciofila Jesina.

23/07/2026
23/07/2026

«[…] Intanto ci vediamo il 25 luglio alla pastasciutta antifascista, con tre pensieri: alla Costituzione come arma letale contro il futuro come minaccia e come via maestra per il futuro come promessa; a una nuova generazione che impugna quest’arma reclamando il diritto alla vita, alla felicità e alla pace; a quei sette fratelli che, a ben vedere, sono morti per darcela, quella Costituzione fondata sul lavoro e che ripudia la guerra.

Per fortuna, fra i tanti Darth Vader, Joker, Hannibal Lecter, c’è stato un Francesco. Per fortuna, fra i tanti lupi, iene, serpenti, c’è un Leone, che ha scritto nei giorni scorsi “ciascuno faccia della pace la causa della propria vita.»

🔍Leggi l’articolo di Gianfranco Pagliarulo nel blog su Il Fatto Quotidiano online: www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/23/pastasciutta-antifascista-25-luglio-costituzione-notizie/8455564/


Pubblichiamo con piacere il discorso di Barbara Traversi per crlebrare l'82° anniversario della Liberazione di Jesi. Il ...
20/07/2026

Pubblichiamo con piacere il discorso di Barbara Traversi per crlebrare l'82° anniversario della Liberazione di Jesi.

Il mattino del 20 luglio 1944 un drappello di alpini del Corpo Italiano di Liberazione, che avevano prevalso sui tedeschi nella cosiddetta battaglia di Montegranale, avanzò verso nord, attraversò il fiume Esino, ed entrò in città alle 6.30 segnando per Jesi un giorno nuovo, di Liberazione e di Pace.
Come si arrivò a questo esito? E' una storia che ci è stata raccontata molte volte ma che non ci stanchiamo e non ci stancheremo mai di ascoltare.
A seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943, la guerra aveva infierito sulle regioni adriatiche con scontri sanguinosi e numerosissimi morti. Jesi venne occupata dai tedeschi e bombardata dagli alleati, già a partire dal mese di novembre. Moltissime famiglie dovettero sfollare nelle campagne circostanti. Ma nel cuore di molte persone le privazioni e la paura non ebbero la meglio sul coraggio e sulla speranza. Ben presto le prime bande partigiane iniziarono ad organizzarsi, unendo comunisti, cattolici, socialisti, liberali, azionisti. Pacifico Carotti ne sarebbe diventato il coordinatore.
Alle loro azioni contro i fascisti della zona facevano seguito esecuzioni e rastrellamenti di partigiani e di civili.
L’8 febbraio 1944 i fascisti fucilarono il partigiano Armando Magnani di Belvedere e il giorno successivo Primo Panti. Il 26 aprile 1944 ci fu un rastrellamento in contrada Piandelmedico che causò la morte del giovane Umberto Carletti e nella campagna jesina, nella zona di Castelrosino, vennero uccisi cinque contadini, appartenenti a due famiglie della zona, i Carbonari e i Nicoletti.
Il 20 giugno, lo abbiamo ricordato di recente, i tedeschi, nel corso di un rastrellamento, catturarono una trentina di giovani e li condussero verso villa Armanni, in contrada Montecappone; giunti alla villa vennero interrogati e bastonati, poi furono rimessi tutti in libertà tranne sette giovani considerati partigiani e fucilati. I loro nomi erano Mario Saveri, Armando e Luigi Angeloni, Alfredo Santinelli, Luigi Cecchi, Vincenzo Carbone e Calogero Grasceffo.
Alle perdite umane si aggiungeva la devastazione del tessuto produttivo. I tedeschi ritirandosi avevano incendiati o abbattuto le maggiori fabbriche della città, il mercato ortofrutticolo, il cavalcavia di viale della Vittoria, mentre i bombardamenti alleati continuavano a infierire su case e vie di comunicazione.
Finché gli alpini e i bersaglieri del Corpo Italiano di Liberazione, dopo aver liberato Filottrano, Cingoli, Chiaravalle, Santa Maria Nuova e dopo aver perso sul campo altre vittime, tra cui il sergente maggiore Giuseppe Riccardi, bersagliere che fu poi insignito di medaglia d’oro, e il civile Massimo Pasquinelli, i bersaglieri finalmente liberarono Jesi.

Ho cercato di chiamare per nome, in questa breve ricostruzione, molte delle vittime, per ricordare innanzitutto che la guerra, quella guerra da cui la Resistenza ha contribuito a liberarci come ideologia, non solo come evento contingente, ha molti nomi e cognomi di vite p***e, di genitori, fratelli, sorelle, amici e amiche che non hanno più un volto e una storia. La guerra è morte, la guerra è orrore. Mentre il valore della pace, intesa nel senso più pieno come convivenza civile e giustizia, è la prima eredità della Resistenza, che dovremmo difendere implacabilmente. Invece ce la stiamo lasciando portar via sotto gli occhi, da un discorso pubblico che accoglie e normalizza la politica di riarmo, che torna a considerare la guerra come soluzione ai conflitti, esattamente il contrario di ciò che dice l'articolo 11 della nostra Costituzione.

Non è questa l'unica eredità della Resistenza oggi a rischio. Oggi dichiararsi antifascisti è condizione necessaria ma non sufficiente per rendere giustizia a quella memoria viva. È necessario approfondire, articolare, forgiare nel confronto il nostro pensiero e la nostra identità di cittadini democratici. È necessario vigilare instancabilmente e puntellare la repubblica contro gli attacchi che arrivano ai diritti fondamentali.
Pensiamo per esempio al diritto di manifestare pacificamente, di esprimersi e riunirsi, che oggi anche in Italia è messo in discussione da una normativa sempre più repressiva, che inasprisce le sanzioni contro alcune forme di protesta non violenta, introduce il reato di blocco stradale, estende il DASPO urbano, amplia i poteri di fermo, identificazione e perquisizione delle forze di polizia. Il tutto in un clima di criminalizzazione del dissenso che avvelena il confronto pubblico
Il principio di uguaglianza, protetto dall'articolo 3 della nostra Costituzione e dall'art.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, è minacciato dallo sdoganamento di un linguaggio violentemente razzista, sessista e omotransfobico che apre la strada ad arretramenti sul piano delle normative, pensiamo per esempio al Patto Europeo sulla migrazione e l'asilo, destinato ad aumentare la sofferenza delle persone in cerca di protezione e ad aggravare, per le persone in movimento, i rischi di detenzione arbitraria, respingimenti e trattamenti disumani alle frontiere.

Si potrebbe ragionare su molti altri aspetti e vicende che riguardano il nostro Paese e l'Europa, accomunati da una classe politica che anziché gestire la complessità e individuare soluzioni ai problemi, addita capri espiatori. Ma mi preme soprattutto sottolineare che questo avanzamento del fascismo, o, se preferite, arretramento dei diritti e delle libertà fondamentali, è un problema di ordine mondiale.
Ece Temelkuran, scrittrice turca in esilio a causa della sua fiera opposizione al fascismo di casa sua, cioè il regime di Erdogan, ha scritto:
“Un manipolo di potenti sta cambiando il mondo e le nostre vite. Sta progettando il futuro in modo che non sia possibile tornare alle case dove viveva l'umanità: la democrazia, i diritti umani, il principio di legalità” E guardate è esattamente quello che sta succedendo, che gli oligarchi e i tecnocrati stanno tentando di fare.

E quale può essere la nostra risposta? Come non lasciarci seppellire nella rassegn**ione e nell'impotenza? Innanzitutto non lasciamoci rinchiudere dentro piccole identità che separano ed escludono, avviciniamoci all'altro con curiosità, amicizia, con il coraggio di metterci in discussione.
Costruiamo insieme una casa comune, per chi mette ancora al centro e prima di tutto la dignità umana, dove custodire la fiducia e la speranza.

Lasciatemi spendere poche altre parole per auspicare che la cultura femminista possa avere un ruolo importante in questa nuova costruzione. Un femminismo non banalizzato e sminuito come una ridistribuzione del potere tra gli uomini e le donne, ma come contestazione del concetto stesso di potere come dominio del forte sul debole. Un profondo ripensamento delle relazioni tra tutte le persone che non coinvolge solo le questioni di genere, ma le lotte sociali e le relazioni tra etnie e culture. Il femminismo in questi termini è restituire dignità incondizionata, valore intrinseco, diritti fondamentali, a tutte le persone. E cioè proprio quello che avevano nel cuore i partigiani che vinsero la guerra di Resistenza contro gli occupanti n**i fascisti e scrissero la nostra meravigliosa Costituzione.

Con le parole efficaci del Sindaco Lorenzo Fiordelmondo e di Patrizia Taglianini del Direttivo Anpi di Jesi abbiamo rico...
14/07/2026

Con le parole efficaci del Sindaco Lorenzo Fiordelmondo e di Patrizia Taglianini del Direttivo Anpi di Jesi abbiamo ricordato il Partigiano Libero Leonardi e i valori per i quali siamo presenti nella nostra realtà.

Vi aspettiamo alle 18.30 nell'atrio del Conune di Jesi per ricordare insieme Libero Leonardi.
14/07/2026

Vi aspettiamo alle 18.30 nell'atrio del Conune di Jesi per ricordare insieme Libero Leonardi.

Buongiorno,come ogni anno siamo lieti di invitarvi ai numerosi importanti appuntamenti del mese di luglio che ci vedrann...
11/07/2026

Buongiorno,

come ogni anno siamo lieti di invitarvi ai numerosi importanti appuntamenti del mese di luglio che ci vedranno protagonisti insieme alle istituzioni Jesine, alle associazioni, sindacati e partiti della rete antifascista della nostra città.

Gli appuntamenti che ci attendono sono:


· 14 luglio ore 18.30 atrio del Comune di Jesi Commemorazione in ricordo di LIBERO LEONARDI partigiano Medaglia D'Oro al Valore Militare

· 20 luglio 2026 ore 18.30 Orti Pace (via Setificio) 82° Anniversario della LIBERAZIONE DI JESI. Interverranno il Sindaco LORENZO FIORDELMONDO e per l’ANPI di Jesi BARBARA TRAVERSI.

· 24 luglio dalle ore 20.00 presso la Bocciofila Jesina di Via La Malfa a Jesi PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA. Attenzione è necessario prenotarsi entro il 22 luglio chiamando Sergio al 3392913003



Siamo certi di trovarvi numerosi.



Il Comitato Direttivo della Sezione Anpi di Jesi

Indirizzo

Via Tessitori, 2 (c/o Ex III Circoscrizione)
Jesi
60035

Orario di apertura

10:30 - 12:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Anpi Jesi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi